di Alberto Bellini, communication manager di Leanbet

In tempi di crescente interesse per tutto ciò che è lean, occorre guardarsi dal rischio di fermarsi a un set di strumenti operativi tralasciando la cornice valoriale che ne permette un uso davvero efficace. In tema di lean transformation, proliferano le formule pronte all’uso, mentre corsi e letteratura sembrano sorvolare sulle motivazioni del leader deciso a intraprendere un percorso di cambiamento davvero efficace e sostenibile nel tempo. Non c’è allora da stupirsi se, dopo un’entusiasmante ma spesso altalenante fase iniziale, molti progetti di cambiamento finiscono per arenarsi.

Come Leanbet ci occupiamo di consulenza manageriale dal 2004, anno in cui Andrea Bet – manager presso aziende multinazionali– decide di mettere la propria esperienza al servizio delle Pmi italiane. Da allora, sono diverse le trasformazioni lean partite col freno a mano alle quali abbiamo ridato slancio e costanza.

«A monte delle motivazioni che devono sostenere il cambiamento – sottolinea Andrea Bet – sta l’attitudine mentale da cui quelle scaturiscono. E motivazione e attitudine mentale sono cose ben distinte». Per spiegarsi, Bet prende a prestito da William Bridges la differenza tra cambiamento e transizione. Se il primo è situazionale, la seconda è psicologica: è cioè quel processo mentale di adattamento che prepara e attiva il cambiamento. «Penso sia necessario parlare di lean concentrandosi, prima di tutto, sul perché e solo dopo sul come e sul cosa: sulla prospettiva prima che su tecniche e strumenti, sul mindset prima che sul toolset. In definitiva, penso sia arrivato il momento di tornare alle origini del Kaizen». Per farlo abbiamo ideato Esperienze Kaizen, un percorso formativo in nove tappe che, tra settembre e dicembre 2022 , metterà al centro storie di lean transformation raccontate dalla voce di chi il cambiamento lo ha voluto, costruito e gestito ispirandosi ai principi del Kaizen: «Un ritorno alle origini», sottolinea Marisa Bergamini, consulente di Leanbet, «che si concentra su quel cambiamento culturale capace di mettere radici attraverso le persone e che, proprio per questo, è destinato a durare e ad autoalimentarsi nel tempo, incidendo profondamente sul destino dell’azienda».

L’obiettivo di ogni nostra consulenza è aiutare le aziende a ritrovare slancio attraverso prodotti, servizi e processi eccellenti e innovativi. Ma accompagnare imprenditori e manager attraverso le sfide del cambiamento significa – prima ancora che introdurre specifici strumenti lean – puntare sul coinvolgimento delle persone, sull’apprendimento permanente, sul miglioramento continuo di metodi e standard operativi e sulla condivisione di idee e criticità. Come Leanbet, ci muoviamo su uno scenario internazionale, indispensabile per leggere il contesto competitivo alla luce di tendenze, best practice e indicatori che raccogliamo in giro per il mondo.

E saranno proprio i diciotto anni di esperienza di Leanbet a garantire qualità e concretezza di un percorso formativo incentrato su prassi virtuose maturate giorno dopo giorno all’interno di Pmi e grandi aziende multinazionali. «Quasi tutte le nove sessioni formative si terranno in azienda – spiega Andrea Callari, lean system consultant di Leanbet – laddove la necessità del cambiamento è stata avvertita e il cambiamento stesso è stato voluto e pensato a partire dal luogo, dal gemba». E proprio sul gemba ci accompagneranno i manager-formatori invitati a condividere la propria storia di cambiamento, per farci toccare con mano gli effetti di quella profonda ma graduale evoluzione che tante aziende cercano oggi.

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