Non tutto chiude per covid

Quando si dice il coraggio. O l’incoscienza. Come sempre, l’ardua sentenza arriverà alla fine. Quando l’investimento sarà fatto e si potrà verificare, numeri alla mano, se frutterà o meno considerando il momento davvero particolare in cui viene effettuato.

Eh sì, perché progettare di aprire un ristorante in piena pandemia, mentre il settore soffre come non mai per i reiterati lockdown e c’è la prospettiva che l’Italia si colori di nuovo di arancione e rosso per contenere il contagio, è una scommessa bella e buona.

Ma Stefano Aprile (nella foto), 34 anni, padre napoletano e madre londinese, ha deciso che non si lascerà condizionare dal virus e trapianterà a Milano la formula che a Roma, dov’è nata, gli sta dando grande soddisfazione al netto dalle restrizioni da Covid.

Il format dell’ottimismo si chiama Ted e propone un menù assai particolare a base di originali panini all’astice che si accompagnano al classico hamburger e alle immortali patatine fritte. Non mancano le insalate salutari con gamberetti o pollo.

Quello che colpisce, tuttavia, è lo stile del locale tipico dei pub americani con tanto legno e luci basse che invitano alla conversazione discreta. Un ambiente che ha incontrato il gradimento di un pubblico giovane ed anche di giornalisti, attori, scrittori.

Un’accurata selezione di birre artigianali e un bar ben fornito, affidato alla gestione di un personale scelto con cura e ben formato, hanno contribuito a un successo repentino che si è andato consolidando anche grazie a recensioni costantemente positive.

Ecco perché Aprile considera la battuta d’arresto dovuta alle chiusure dettate dall’emergenza sanitaria un incidente di percorso che sarà presto superato. E in attesa che la vita riprenda a scorrere come prima, o quasi, si prepara a raddoppiare l’esperimento.

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’altra parte, prima di gettarsi nell’impresa Stefano aveva viaggiato molto tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti alla ricerca di esempi da riproporre in patria e adattare al gusto locale con quel tocco in più di gusto italiano che il mondo continua a invidiarci.