Non è mai troppo prestoper pensare alla pensione
Cetti Galante, a.d. di Intoo

Non è mai troppo presto per cominciare a pensare alla propria pensione, a tutte le età, e soprattutto quando si cambia lavoro.

I tempi sono complessi, ma non impossibili per la mobilità professionale; inoltre, la pandemia ha generato in molte persone un desidero di cambiamento per trovare un nuovo equilibrio vita-lavoro e nuove energie.

Quando si valuta una nuova opportunità, sia all’inizio del proprio percorso lavorativo sia quando si è professionisti senior e di esperienza consolidata è importante valutare le proprie scelte anche dal punto di vista dell’impatto previdenziale.

“Il tema è articolato, sempre molto individuale e da considerare in base alla propria storia lavorativa da dipendente o da autonomo– commenta Cetti Galante, Amministratore Delegato di Intoo (Gi Group) –; è importante, però, avere consapevolezza delle variabili in gioco per ponderare quella che potrebbe essere la soluzione migliore per sé, il proprio equilibrio famigliare e vita-lavoro, anche laddove intervenissero scelte aziendali su scivoli pensionistici od opportunità analoghe da valutare”. 

5 sono i punti di attenzione secondo Intoo, la società di Gi Group leader nei servizi di sviluppo e transizione di carriera, da valutare bene in termini di vantaggi e opportunità a seconda del percorso individuale:

L’eventuale riscatto di laurea; cercando di capire se si ottiene solo un tempo aggiuntivo (compro tempo e vado prima in pensione) o se può variare l’importo della prestazione e il relativo sistema di calcolo, con attenzione all’eventuale superamento del massimale contributivo. 

Le eventuali totalizzazioni estere, semplici o multiple per chi ha esperienza in più Paesi convenzionati in quanto la complessità di queste ultime può essere maggiore e serve avere visione d’ insieme per capire quale periodo conviene effettivamente totalizzare.

La scelta di una nuova formula contrattuale che non danneggi la storia previdenziale maturata al momento; in alcuni casi, una formula contrattuale da autonomo non penalizza il pregresso previdenziale maturato (tipo una partita IVA semplice con cumulo gratuito). Penalizzazione che una formula sempre da dipendente, ma con retribuzione inferiore potrebbe, invece, portare.

La possibilità e l’opportunità di utilizzare la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata) nel caso si abbia una posizione aperta in un fondo di previdenza complementare; richiedibile in alcuni casi di discontinuità professionale e di disoccupazione involontaria oltre i 24 mesi quando non mancano più di 10 anni al raggiungimento del requisito pensionistico di vecchiaia.

Per i più giovani, la valutazione dell’opportunità di adesione alla previdenza complementare facendo confluire anche il proprio TFR per poter in caso futuro utilizzare la RITA, oltre che per compensare il tasso di sostituzione dell’importo pensionistico rispetto alla futura ultima retribuzione, destinato generalmente a decrescere con un calcolo contributivo.

Da segnalare che l’evoluzione della normativa previdenziale negli ultimi anni ha facilitato il “mettere insieme“ i contributi sparsi nelle diverse gestioni previdenziali (autonome e da lavoro dipendente, pubblico e privato) anche senza oneri economici rilevanti; il cumulo gratuito è l’istituto principe cui ricorrere, se possibile.

Valutazioni specifiche, infine, possono essere importanti per coloro che si trovano in condizione di svantaggio sociale (invalidità, care giver, ecc.) al fine di poter beneficiare dei vantaggi che si possono ottenere in termini di decorrenza dei trattamenti pensionistici.

“E’ importante riflettere bene su tutti questi aspetti, ma anche su cosa si desidera davvero per l’ultima parte della propria carriera – conclude Cetti Galante -. E’ una fase ricca di esperienza e conoscenze, può essere anche un’occasione per un rilancio di sé in forme nuove e per trasmettere know-how in un momento in cui si ha ancora tanto da dare e in cui spesso PMI innovative e dinamiche, nate su trend emergenti, come la multicanalità d’acquisto e l’attenzione all’ambiente, apprezzano i profili con esperienza e possono offrire anche flessibilità”.

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Intoo, società di Gi Group Leader nei Servizi di sviluppo e transizione di carriera, supporta le persone nell’acquisire consapevolezza della proporia spendibilità, all’interno o all’esterno del contesto aziendale in un’ottica di piena realizzazione dei propri obiettivi di crescita professionale. Intoo supporta le persone con servizi specifici nel cambiare o ritrovare lavoro. Intoo si occupa di focalizzare le skill chiave del proprio ruolo, con percorsi di assessment e coaching. Intoo sostiene sempre la progettazione del futuro delle persone, mettendole al centro nei progetti di gestione delle crisi e nei processi di reindustrializzazione. Intoo è presente in Italia e UK e fa parte di Career Star Group che opera in oltre 100 paesi nel mondo con più di 800 uffici.

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Gi Group è la prima multinazionale italiana del lavoro, nonché una delle principali realtà a livello mondiale nei servizi dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro. Il Gruppo è attivo nei seguenti campi: lavoro temporaneo, permanent staffing, ricerca e selezione, executive search, formazione, supporto alla ricollocazione, amministrazione hr, outsourcing, consulenza HR. Grazie al percorso di internazionalizzazione iniziato nel 2007, oggi Gi Group opera direttamente o con partnership strategiche in oltre 50 Paesi in Europa, Asia, Africa e America. Alla fine del 2010, Gi Group ha ottenuto un importante riconoscimento con l’ingresso in WEC – World Employment Confederation, la confederazione internazionale delle agenzie per il lavoro, in qualità di Global Corporate Member.