I due ideatori del sistema Teze: Gherardo Zei, direttore degli Affari Istituzionali di Cellnex Italia e presidente di Federmanager Roma e Emilio Tenaglia

Come garantire la sicurezza del lavoratore isolato, quello che è tenuto a lavorare senza una sorveglianza diretta e quindi la possibilità di un soccorso immediato in caso di necessità? Trovare una riposta significa salvare vite umane, visto che non di rado purtroppo si legge di tragedie che si consumano in luoghi di lavoro difficilmente accessibili, nell’interesse delle stesse imprese che sono tenute a garantire gli standard di sicurezza previsti dalla legge. Attrezzature e dispositivi sono fondamentali, ma possono non essere sufficienti: secondo l’articolo 45 del TU 81 del 2008, infatti, il datore di lavoro deve garantire anche un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.

Ovvio, si dirà? Magari lo fosse. Basti pensare che i telefoni cellulari prevedono la possibilità di eseguire la chiamata di emergenza 112 anche quando la copertura del proprio operatore è assente, oppure quando la Sim è mancante: ma è sempre necessaria la presenza del segnale di almeno un operatore, senza il quale la chiamata è impossibile.

Lo stesso si può dire dei sistemi di sicurezza più avanzati, quali i dispositivi con funzionalità uomo a terra e immobilità o isolato, che sono in grado di inviare un allarme in modo automatico ogni qualvolta il lavoratore si trovi più a lungo di un periodo prestabilito in posizione orizzontale o comunque immobile. In tali casi viene avvisato il soccorritore tramite una chiamata/messaggio ad un sistema aziendale di gestione allarmi che, ancora una volta, necessita della presenza del segnale mobile per poter funzionare.

Per questo Cellnex, principale operatore europeo di infrastrutture di telecomunicazioni wireless, ha ideato e realizzato l’innovativo sistema Teze (Telecommuncations enhanced zone emergency-call, zona di telecomunicazioni potenziate per chiamate d’emergenza), un sistema in grado di verificare in modo costante la presenza del segnale di almeno un operatore nelle zone dove operano lavoratori isolati, prerequisito necessario perché le strumentazioni di sicurezza siano efficaci. «Abbiamo decine di migliaia di cantieri dove operano lavoratori isolati, da quelli dei tralicci dell’alta tensione sui fianchi delle montagne a quelli per la realizzazione di turbine eoliche fino alle bonifiche idrogeologiche, e così via» dice Gherardo Zei, direttore degli Affari Istituzionali di Cellnex Italia nonché presidente di Federmanager Roma. «In Italia ci sono tanti buchi di segnale anche in zone coperte, per esempio sull’autostrada A12 ce n’è uno a Tolfa da 20 anni, figuriamoci se ci si avventura verso la zona collinare dei monti di Tolfa. Gli operatori cercano di evitare la presenza di zone ombra ma nelle zone collinari e montagnose, a meno che non si tratti di zone urbanizzate, se ne trovano spesso. Se parliamo di una zona dove si va a cercare funghi non se ne accorge nessuno e pazienza, ma se invece in quella zona c’è un cantiere il discorso è ben diverso. Con un lavoratore a terra dotato del dispositivo il segnale d’emergenza parte, ma senza copertura non va da nessuna parte».

Teze si compone di una sonda di monitoraggio, basata su Raspberry o piattaforma analoga, e di un modem per ogni operatore che si vuole monitorare. I modem eseguono misure di potenza del segnale ricevuto dall’impianto di ripetizione dell’operatore presente, ed effettuano chiamate verso altre sonde all’interno della stessa area o verso risponditori automatici, inviando i dati raccolti ad un centro di controllo del sistema di monitoraggio.

Nel caso di ko della chiamata si attiva un sistema di allarme. Gli operatori su segnalazione del sistema possono intervenire, in modo da garantire che nell’area ci sia la presenza del segnale radiomobile di almeno uno di essi: sarà così garantita la possibilità di effettuare la chiamata di emergenza 112 con il cellulare o con un dispositivo uomo a terra.

«L’idea ci è venuta per garantire le chiamate di emergenza nei tunnel delle autostrade dove ci sono dei lavori» spiega Zei, «l’abbiamo testato, certificato – pubblicando anche un articolo scientifico con l’università di Roma 2 – e già utilizzato in 130 tunnel delle autostrade italiane. Poi abbiamo analizzato il tema della sicurezza dei lavoratori isolati che realizzano infrastrutture in zone remote, e ci siamo resi conto che può essere molto utile anche in quelle situazioni. Così lo stiamo proponendo a tutte le imprese che hanno cantieri in zone isolate: siamo la tower company delle telecomunicazioni, quindi possiamo capire perché il segnale è assente e realizzare una copertura provvisoria anche di qualche mese, come facciamo per esempio quando c’è un grande raduno in mezzo alla campagna».

La domanda che ci si dovrebbe porre è semplice: in assenza del segnale di almeno un operatore, i cantieri con lavoratori isolati dovrebbero continuare ad operare? «Dovrebbero essere interrotti» dice Zei, «altrimenti puoi avere tutti i dispositivi che vuoi ma la comunicazione dell’emergenza è impossibile, quindi l’impresa e il suo responsabile della sicurezza sul lavoro non sono compliant con la normativa, con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Adottando il Teze, invece, il datore di lavoro può garantire di aver dotato il dipendente di dispositivi tecnologici utili ed efficaci per le chiamate d’emergenza».

Scegliere Teze significa adempiere agli obblighi di legge in materia di sicurezza

Cellnex ha chiesto allo studio legale Sciullo un parere sull’utilità dell’acquisizione del sistema tecnologico Teze da parte del datore di lavoro sotto il profilo della tutela della propria posizione giuridica al fine di esonerarlo dalle connesse responsabilità in tema di sicurezza sul lavoro. “Tale innovativo sistema tecnologico garantisce nel caso di ko della chiamata l’attivazione di un sistema di allarme” si legge nel parere. “Questa strumentazione diviene così fondamentale alla tutela della sicurezza del cosiddetto lavoratore ‘isolato’, cioè colui che svolge la prestazione lavorativa senza una diretta sorveglianza e soccorso immediato. Il datore di lavoro è tenuto a proteggere i propri lavoratori isolati che svolgono un compito da soli, mettendo in atto misure di sicurezza adeguate per prevenire i rischi professionali. In tali condizioni, il c.d. ‘ultimo uomo’, essendo infatti da solo vede aumentare il rischio di infortuni ed isolato si trova in una situazione di maggiore stress. In caso di malore od infortunio, ad ogni evidenza, il rischio dello stesso diviene rilevante dovendosi allertare i soccorsi in una condizione di isolamento e limitata capacità ovvero piena impossibilità. Per tale motivo il sistema Teze tutelando il lavoratore isolato, la sua incolumità fisica e sicurezza psicologica, contribuirà alla tutela della posizione giuridica del datore di lavoro che, in caso di evento infortunistico, potrà essere esonerato da ogni responsabilità dimostrando di essersi per l’appunto attivato per garantire la massima sicurezza possibile del primo. Tale sistema infatti garantisce il monitoraggio del segnale radiomobile e nel caso di un incidente o malore del lavoratore, il datore è in grado di attivare prontamente la chiamata di emergenza al fine così di determinare il tempestivo intervento dei soccorsi. È evidente dunque, che in tale delicata posizione lavorativa di isolamento, il sistema tecnologico de quo è dimostrativo dell’adempimento da parte del datore dell’obbligo giuridico di aver attivato un sistema organizzativo atto ad eludere i prevedibili rischi del settore”.