Quantcast

RIPRESA, ILLUSIONE O REALTA?

Rossi: «La crescita? Un'impresa ciclopica»

25 Novembre 2021

Francesco Condoluci
Rossi: «La crescita? Un'impresa ciclopica»

Nicola Rossi, economista avveduto e incallito libero pensatore, malgrado i trascorsi importanti nel PD, più che alla manovra pensa un po’ oltre.  «Ci stiamo caricando di un volume di debito straordinariamente significativo che speriamo di poter ripagare nel tempo – dice – perché la gente trascura che quasi tutto ciò che arriva dall'Europa va ripagato. Il debito, ovviamente, deve essere ripagato e la parte invece che debito non è, cioè “i grants”, verrà in parte ripagato comunque attraverso aumenti progressivi delle contribuzioni all’UE. Già questa, dunque, è una prospettiva che dovrebbe consigliare prudenza. Per cui pensare che si sarebbe dovuto fare una manovra non già da 23 miliardi ma da 46, mi sembra fuori dalle possibilità». Preoccupato insomma, soprattutto su come si potrà ripagare il debito. «La soluzione più semplice - continua Rossi – naturalmente sarebbe quella di innalzare permanentemente il tasso di crescita potenziale del Paese, che negli ultimi 25 anni è stato, quando andava bene, lo 0,5%. Dovremmo portarlo al livello dei nostri partner europei, e quindi all’1,5% o al 2.  È un'impresa ciclopica. Se i fondi del PNRR vengono spesi bene, vengono cioè interamente convogliati in misure che possono generare un aumento del reddito potenziale, allora forse ce la facciamo. Ma se così non fosse, potremmo andare a sbattere». 

Non la colpisce il fatto che non si parli più di recupero dell’evasione? 

No, anzi, questo fatto a mio avviso è solo benvenuto. E non perché io pensi che non sia necessario recuperarla, ma perché ho trovato sempre ridicola la litania del recupero dell’evasione che abbiamo avuto tutti gli anni, salvo poi scoprire che l’evasione continuava ad aumentare. Spero inoltre che non si continui a considerare il recupero dell’evasione come una forma di copertura delle spese correnti. Da 25 anni a questa parte, il recupero dell’evasione dovrebbe andare a finire in un fondo dedicato alla riduzione della pressione fiscale. C'era una legge che lo diceva, dopodiché abbiamo fatto finta di niente, ma così era stato stabilito. 

Crescita tutt’altro che garantita dunque? 

È nelle mani degli italiani. E dipende da come si faranno le cose. Da quali provvedimenti verranno presi, da come verranno spesi i fondi. Abbiamo davanti un’opportunità evidente, ma non siamo certi che questa opportunità venga colta o venga colta per intero. Del resto, il nostro è un Paese in cui si continua a discutere di questioni che dovrebbero essere ragionevolmente superate. Penso a “quota cento” o al reddito di cittadinanza di cui forse è meglio non parlare. 

Lo faccia, invece.

Il reddito di cittadinanza, ad esempio, è stato visibilmente disegnato da dilettanti che poco sapevano della materia di cui si occupavano. 

Ma lei cosa avrebbe cambiato nel Dpb?

Sarei stato ancora più prudente di quanto il documento già non lo sia. Mi sarei domandato due volte se fosse opportuno fare ulteriore debito. Ma capisco che bisogna anche rispettare quella che con un eufemismo viene chiamata “dialettica politica”. Mi rendo conto cioè, che, alla fine, una legge di bilancio è anche il frutto di queste valutazioni. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400