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IL CORSIVO

Una squadra del cuore, il grande cuore di un’impresa

24 Novembre 2021

Giuliana Gemelli
Una squadra del cuore, il grande cuore di un’impresa

Non ho mail amato il calcio . Diciamo piuttosto che, come molte donne, l’ho subito, o quantomeno ho dovuto conviverci in una famiglia di tifosi, talora “senza ritegno”. Eppure in tarda età ho avuto una sorta di choc emotivo per un squadra della mia regione, il Sassuolo, di cui ho conosciuto l’epopea familiare , al tempo stesso entusiasmante e tristissima, per la scomparsa a distanza di poche settimane tra loro di coloro che l’hanno portata ai fasti della serie A, una coppia affiatatissima, energica, entusiasta che ha galvanizzato non solo l’intera famiglia, figli e giovanissimi nipoti ma anche l’intera squadra Adriana e Giorgio Squinzi, fantastici imprenditori, per i quali sia l’impresa industriale, sia quelle sportive , nel ciclismo prima, nel calcio in seguito sono state una mission: una mission condivisa che ha generato nel tempo coesione, partecipazione, voglia di combattere non solo per un trofeo ma per un ideale. Una squadra fatta soprattutto di giovani italiani, ,che vengono poi valorizzati anche da altre squadre e dalla nazionale. Un effetto dirompente che il calcio ha raramente prodotto e che si è radicato nei figli e nei nipoti della coppia.

Non sorprende che l’ispiratore di questo percorso, Giorgio Squinzi, abbia espresso una visione dell’impresa basata meno sull’esclusività del profitto che sul ritorno sociale dell’investimento

Instancabile lavoratore, Giorgio Squinzi ha portato l’azienda da 500 dipendenti nei primi anni novanta a oltre 10.000, avendo al suo fianco una figura carismatica e prorompente, la moglie Adriana, conosciuta giovanissima sulle rive del mare di Romagna, e trasformandola in un’impresa globale, con 83 stabilimenti produttivi in tutto il mondo restata sempre fedele al motto “famiglia povera e azienda ricca”.

La Mapei non ha mai chiuso un bilancio in perdita, non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, non ha mai licenziato per riduzione di organici. Un tratto di alcune, poche, grandi imprese italiane che non può non ricordarci l’impronta olivettiana. È bello vederla all’opera anche nello sport.

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