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A Milano "parterre de roi" per i 120 anni de Il Giornale d’Italia

Sul palco delle celebrazioni a Palazzo Visconti a Milano anche il direttore di Economy Group Sergio Luciano

23 Novembre 2021

Redazione Web
A Milano "parterre de roi" per i 120 anni de Il Giornale d’Italia

Un quotidiano che ha caratterizzato la tradizione del giornalismo culturale italiano, non limitandosi a recensire i fatti culturali, ma impegnandosi a produrre essa stessa cultura, ospitando prose e critiche letterarie, critiche d’arte, piccoli trattati di società e di politica, recensioni di libri e di mostre, riflessioni e dibattiti su temi eruditi, approfondimenti e reportage dai Paesi più lontani.

Questo posizionamento ha consentito a Il Giornale d’Italia di raggiungere oltre tre milioni di lettori, di qualità, a livello nazionale; una readership composta da imprenditori, manager, professionisti, decisori e influenzatori di scelte politiche, economiche, di investimento e di acquisto. E dopo anni, storie e tanti traguardi importanti Il Giornale d’Italia ha festeggiato i suoi 120 anni con un evento a Palazzo Visconti a Milano, che ha ripercorso, attraverso le pagine di uno dei primi quotidiani italiani, alcune delle tappe più significative e importanti della storia del nostro Paese.

Il quotidiano si caratterizza per seguire una linea indipendente, liberale e moderata, a supporto dell'industria e dell'economia in generale, della politica e della società civile, una speciale attenzione alla tutela del lavoro e dei diritti civili, e un focus sull'attualità, sul dibattito politico e sociale, sull'economia e sulla cultura (la cui pagina, c.d. "terza", fu inventata dalla storica Testata), oltre che su altri ambiti complementari, e con attenzione al mondo del business, delle imprese, del mercato, della sostenibilità e dell’innovazione.

“Siamo consapevoli che Il Giornale d’Italia rappresenta un inestimabile patrimonio storico e culturale, un rilevante testimone della storia del nostro Paese e con un ruolo fondamentale per il suo futuro.” - sottolinea Gabriella Greco, amministratore dell’azienda – “La sfida è quella di tracciare una rotta chiara seguendo i valori di un tempo per farli conciliare con le profonde trasformazioni in atto. Lavoriamo per la qualità, la completezza e “l’indipendenza” della notizia, per la comprensione dei fatti e dei fenomeni, per le libertà al plurale, come spiegava Benedetto Croce sulle colonne de Il Giornale d’Italia. Accessibilità e inclusione sono per noi due temi fondamentali perché la nostra più grande missione è quella di rappresentare tutte le categorie e le posizioni anche controverse; nel nostro DNA infatti, che rifiuta ogni ingerenza politica, vi sarà sempre un anelito di libertà, nel solco della linea tracciata da Bergamini, primo direttore de Il Giornale d’Italia”.

Tra i vari interventi, quelli di Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera e Sergio Luciano, Direttore di Economy. In occasione della Festa dei 120 anni il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha dichiarato: “La storia de Il Giornale d’Italia è stata di professionalità e di ricerca della verità”. Un percorso “che sono certo seguirà anche oggi”. Infine: “Voglio quindi farvi gli auguri per i cento vent’anni di impegno. Soprattutto voglio augurarvi di fare giornalismo con la stessa passione e serietà che avete dimostrato”.

Sergio Luciano, Direttore di Economy ha parlato del tema “La sfida di un’informazione liberale e indipendente”: “Secondo me, il mestiere del giornalismo, cioè quella cosa per cui se scrivi una scemenza ne rispondi, è importante per la democrazia. L’irresponsabilità totale dei mass media di oggi, cioè i social, è un’irresponsabilità eversiva. Chiunque può pubblicare qualsiasi scemenza senza prendersi responsabilità. È un’anomalia incredibile. Quando si parla di giornalismo e di crisi dell'editoria, in realtà si parla di crisi della democrazia. Dico allora una banalità: assoggettiamo i social alle regole della stampa dei media tradizionali vigenti oggi in tutti i Paesi civili. Basta quello e si normalizza tutto, si ricrea uno spazio di mercato e di elettorato che chiede certezze e responsabilità. In questo modo io so chi ha scritto cosa, so con chi prendermela se ha scritto una scemenza, se insulta qualcuno o se intralcia la democrazia. Questa è la sintesi. Questo penserebbe Benedetto Croce sui social. Penso che noi avremo ancora qualche anno di sofferenza, poi tutto tornerà normale”.

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