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Occhio a non perdere
la formazione finanziata

È tempo di budget: ecco i consigli Tack Tmi (Gi Group) per non perdere le risorse disponibili e puntare sulle competenze delle persone

26 Ottobre 2021

Redazione Web
Occhio a non perderela formazione finanziata

Irene Vecchione

A fine anno scadranno molti degli accantonamenti non ancora impiegati per la presentazione di piani formativi sul conto che ciascuna azienda ha disponibile presso i Fondi Interprofessionali di riferimento.

Per evitare lo storno occorre riallocare l’importo presentando un piano formativo; diversamente dal 1° gennaio 2022 tali risorse saranno riacquisite dai Fondi e utilizzate per finanziare gli Avvisi a cui potranno partecipare tutte le aziende aderenti.

In tale contesto Tack TMI, il brand di Gi Group per il Learning & Development, suggerisce alle imprese di verificare quanto prima il proprio plafond e fornisce alcuni consigli utili per cogliere l’opportunità di finanziare la formazione aziendale già in ottica 2022.

“Nella nostra attività di informazione sulla scadenza dei fondi, suggeriamo alle imprese di attivarsi possibilmente già nei primi mesi dell’anno per l’individuazione e la definizione dei contenuti e delle modalità formative che potranno mettere in campo nei mesi successivi. In tal modo si può disporre di un margine agevole per condividere con tutte le parti coinvolte il piano formativo - commenta Irene Vecchione, Amministratore Delegato di Tack TMI Italy, brand globale di Gi Group per il learning & development -. Consapevoli delle complessità di quest’anno e di altre priorità che le aziende hanno dovuto affrontare, ora ci preme far presente l’ultima finestra temporale del 2021 utile per non perdere l’opportunità di usufruire dei fondi, specie in un momento come quello attuale in cui si discutono i budget e in un contesto in cui la formazione delle proprie risorse è una delle chiavi strategiche per la piena e vera ripartenza”.

Ecco i 3 consigli Tack TMI per cogliere questa ultima parte del 2021 per presentare un piano formativo con le risorse ancora disponibili pensando già al 2022:

- Incontro con i sindacati per condividere il progetto: quando e come?
Avvantaggiarsi degli incontri già calendarizzati con le organizzazioni sindacali interne per iniziare a condividere il percorso formativo da portare a finanziamento; se non presenti, occorre considerare un lasso di tempo adeguato al fine di coinvolgere le rappresentanze sindacali a livello territoriale.

- Formazione annuale: perché non considerare una quota da finanziare con i fondi?
Non serve necessariamente pensare ad un progetto ad hoc da far finanziare: può essere utile considerare il Piano formativo annuale e valutare di portarne a finanziamento una parte. Nonostante l’anticipazione finanziaria che le imprese devono sostenere, il rimborso successivo delle risorse investite in formazione rappresenta un saving per l’azienda, con la possibilità di offrire maggiori contenuti e tempo per l’apprendimento ai propri dipendenti.

- Pensare già al 2022; quale tema formativo è prioritario?
Concentrarsi sull’ambito formativo prioritario per la propria realtà in ottica 2022; in un contesto post pandemico potrebbe rivelarsi importante intervenire su agile e collaboration sui nuovi modelli organizzativi, change management, internazionalizzazione, digitalizzazione e innovazione. La formazione non deve svolgersi necessariamente entro l’anno in corso; l’importante è allocare e impegnare le risorse entro la scadenza definita dal Fondo, per poi erogare la formazione nel corso del 2022.

“In tempi di budget previsionali per il nuovo anno- conclude Vecchione - sarebbe utile, inoltre, fare già adesso una ripartizione tra ciò che conviene finanziare con i fondi e ciò che invece andrà a impattare sui costi dell’azienda, perché spesso il budget disponibile non copre tutto il fabbisogno formativo. Tenendo conto, infine, che è fondamentale mantenere alta l’attenzione sullo sviluppo di tutte quelle competenze hard e soft che rendano sostenibili i cambiamenti cui l’azienda sarà chiamata per la propria competitività e che agiscano anche a favore dell’occupabilità delle proprie persone”.

Il parere di alcuni Fondi:


“Le aziende hanno bisogno di strumenti per navigare un mare molto diverso da quello che conoscevano – dichiara Elvio Mauri, Direttore Generale di Fondimpresa -; negli ultimi 18 mesi abbiamo conosciuto una potente accelerazione riguardante la trasformazione digitale. Le aziende avranno necessità di investire sulle competenze digitali per rimanere competitive sul mercato e sulle competenze green, alcuni avranno inoltre la necessità di ricollocare e formare in un’ottica di reskilling i propri lavoratori: noi saremo al loro fianco.”


“I Fondi Interprofessionali sono chiamati a partecipare al processo di rilancio della competitività e produttività delle imprese in coerenza con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR – commenta Walter Lindo, Direttore di Fondir -. Infatti, il rilancio delle nostre aziende passa necessariamente attraverso l’aggiornamento e la riqualificazione di tutte le risorse umane, compreso il management aziendale che è chiamato a governare la transizione digitale e l’innovazione del sistema produttivo”.

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