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Oltre 13 milioni di italiani hanno problemi di connessione

Per il 70% degli italiani la digitalizzazione migliora la qualità della vita. Per il 55% anche la relazione di coppia ne ha beneficiato

20 Ottobre 2021

Redazione Web
Sia, il Digital trade finance per l’internazionalizzazione

 Un dispositivo digitale allunga la vita. Il 70,4% degli italiani  ritiene che la digitalizzazione abbia migliorato la loro qualità della vita, perché semplifica tante attività quotidiane. Nell’Italia post-pandemia, per il 74,4% è ormai abituale l’uso  combinato di una pluralità di device (smartphone, pc, laptop, tablet, smart tv, console di  gioco). Il luogo dal quale ci si connette non ha più importanza: il 71,7% degli utenti svolge  ovunque le proprie attività digitali (e il dato sale al 93% tra i giovani). E anche gli orari  sono relativi: il 25,5% naviga spesso di notte (il dato sale al 40% tra i giovani). È quanto  emerge dalla ricerca «La digital life degli italiani» realizzata dal Censis in collaborazione  con Lenovo. 

Italiani soddisfatti delle proprie dotazioni tecnologiche. Nove utenti su dieci (il 90,3%)  dichiarano di possedere device in linea con le proprie esigenze. Anche i luoghi domestici  sono in gran parte attrezzati per il pieno ingresso nella digital life: il 73% degli utenti vive  in famiglie in cui ogni membro si connette con un proprio dispositivo, il 71,1% ha una  connessione casalinga ben funzionante, il 67,9% risiede in abitazioni in cui ciascuno ha  uno spazio in cui svolgere le proprie attività digitali. 

Il senso di sicurezza online. Gli italiani navigano in rete con una certa disinvoltura. Il  69,4% degli utenti si sente sicuro quando effettua pagamenti o altre operazioni finanziarie  online (e il dato sale al 74,5% tra i laureati). Più della metà (il 55,6%) utilizza almeno  qualche volta i servizi cloud per salvare documenti e informazioni (con punte del 77,5%  tra i dirigenti e del 63,9% tra i laureati).  

Vita di coppia digitale. Il 55% degli italiani è convinto che la vita di coppia abbia tratto  beneficio dalle opportunità offerte dai dispositivi digitali. Ma anche nel rapporto a due si  ridefiniscono nuovi equilibri in questa fase di transizione. Il 42,7% dimostra una grande  fiducia nel partner, se condivide con la dolce metà le password del telefono cellulare,  dell’e-mail e dei profili dei social network. Ma sono 14 milioni gli italiani che si lamentano 

per il tempo eccessivo che il compagno o la compagna passa al cellulare. Sono 7 milioni  quelli che rivelano di essersi sentiti gelosi a causa delle interazioni social del proprio  partner. Sono 6 milioni quelli che ne spiano le attività sui social. E 12 milioni confessano di  visitare anche le bacheche degli ex.  

Grandi speranze per il matrimonio tra Pubblica Amministrazione e digitale. L’85,3%  dei cittadini spera che in un prossimo futuro possa dialogare via e-mail con gli uffici  pubblici, l’85% che si possano richiedere documenti e certificati online, l’83,2% di poter  pagare online in modo semplice e veloce tasse, bollettini e multe. Il 78,9% si aspetta di  ricevere informazioni personalizzate via e-mail, sms o messaggi WhatsApp. Sì alla 

semplificazione unita alla protezione dei dati: il 76,4% vorrebbe poter conoscere i dati  personali di cui la Pa dispone, così da evitare inutili duplicazioni, il 75% vorrebbe  comunicare via Pec nella massima riservatezza, il 74% vorrebbe poter accedere a tutti i  servizi online con una sola password. 

Le commistioni pericolose. Due terzi dei lavoratori (il 66%) utilizzano device personali  per motivi di lavoro, con punte fino all’85% tra i lavoratori autonomi e del 72,2% tra gli  occupati laureati. Ma succede anche che il 26,9% degli occupati (e il 39,8% dei dirigenti)  impieghi i dispositivi elettronici aziendali per ragioni personali. Sottovalutando il fatto che  usi impropri dei dispositivi possono comportare rischi per la sicurezza dei dati e per la  privacy di lavoratori e aziende.  

Le nuove forme di digital divide. In questo scenario così avanzato di digitalizzazione,  nel nostro Paese si contano però ancora 4,3 milioni di utenti di dispositivi senza  connessione. E sono complessivamente 22,7 milioni gli italiani che lamentano qualche  disagio in casa, con stanze sovraffollate in cui è complicato svolgere al meglio le proprie  attività digitali (14,7 milioni) o con connessioni domestiche lente o malfunzionanti (13,2  milioni). Sul fronte dei dispositivi, 12,4 milioni di italiani devono condividerli con i propri  familiari e 4,4 milioni li ritengono inadeguati a soddisfare i propri bisogni.  

Servono le giuste competenze per l’inclusione nella digital life. Ci sono poi  complessivamente 24 milioni di italiani che non sono pienamente a loro agio  nell’ecosistema digitale: 9 milioni riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica  istantanea (WhatsApp, Telegram, ecc.), 8 milioni con la posta elettronica, 8 milioni con i  social network (Facebook, Instagram, ecc.), 7 milioni con la navigazione sui siti web, 7  milioni con le piattaforme che consentono di vedere in streaming eventi sportivi, film e serie tv, 6 milioni hanno difficoltà con l’e-commerce, 5 milioni non sanno fare i pagamenti  online, 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le  videochiamate e i meeting virtuali.  

«Gli italiani traggono un crescente benessere dai dispositivi digitali, che semplificano e  migliorano le loro vite», ha detto Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.  «Siamo all’alba di una nuova transizione digitale. Ora serve un progetto di società digitale  pienamente inclusiva, che possa dare risposta alla domanda ancora insoddisfatta di  dispositivi, connessioni, competenze, e superare le diversità di accesso». 

«La pandemia ha accelerato la trasformazione digitale di almeno 5 anni, portando  permanentemente in primo piano nuovi comportamenti digitali sia nella sfera privata che  di lavoro», ha detto Emanuele Baldi, Executive Director di Lenovo Italia. «Ecco perché  dobbiamo concentrarci su tecnologie più intelligenti che si adattano meglio a questo  futuro. Per Lenovo, tutto inizia con Pc più intelligenti, protetti, sempre connessi, sempre  più facili da utilizzare e alla portata di tutti. Vogliamo perfezionare ulteriormente le  tecnologie e le innovazioni per contribuire a una società digitale più connessa, sicura e  inclusiva». 

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