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Il 70% dei direttori del personale ha predisposto controlli quotidiani in azienda

I lavoratori senza il green pass saranno considerati assenti ingiustificati e non retribuiti

Marco Scotti
Green Pass, il Cdm approva l'obbligo per il personale scolastico

È l’ora del Green Pass obbligatorio per i lavoratori del settore pubblico, privato e autonomi che avrà evidenti impatti organizzativi sulle aziende che dovranno gestire la misura. L’AIDP - l’associazione di direttori del personale - ha lanciato una ricerca interna (Instant survey), a cui hanno risposto oltre 560 tra direttori del personale e manager delle risorse umane, per capire a che punto siamo a poche ora dall’entrata in vigore della norma, tenuto conto anche delle ultimissime novità emerse nel DPCM del 12 settembre.

I risultati della ricerca. Il 34% delle aziende ha già definito una procedura per i controlli del Green Pass mentre il 61% circa ci sta lavorando anche tenuto conto delle ultimissime novità esplicitate nel DPCM del 12 settembre. Il 72% ha optato per la modalità di controllo dei lavoratori per tutti gli accessi in azienda mente il 28% farà controlli a campione così come definito dalla norma. L’80% effettuerà i controlli prima dell’accesso e il 20% successivamente all’interno dei reparti, uffici oppure in hot spot creati ad hoc. I controlli del Green Pass avranno una cadenza quotidiana per il 67% delle aziende, bisettimanale per il 5%, mentre lo stanno ancora definendo il 20% circa degli intervistati. Per il 60% delle aziende la misura comporterà dei costi aggiuntivi in termini di digitalizzazione, maggiore presenza di personale di sorveglianza e a seguito dei rallentamenti nelle procedure di accesso con conseguente riduzione delle ora lavorate. Infine, per il 44% degli intervistati l’obbligo del Green Pass comporterà difficoltà nello svolgimento delle attività lavorative.

I lavoratori senza Green Pass. Il 70% ha dichiarato che i dipendenti che non possiedono il Green Pass verranno messi in aspettativa non retribuita e considerati in assenza ingiustificata non retribuita. Il 24% delle aziende, invece, sta decidendo. Il 7% circa, inoltre, ha dichiarato che avrebbe fatto ricorso allo smart working ma l’ultimo intervento normativo ha chiaramente vietato questa possibilità “in quanto elusivo dell’obbligo di Green Pass”.

“L’obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro che scatta domani 15 ottobre prevede una serie di ricadute operative sulle aziende soprattutto su alcuni aspetti centrali come: la gestione delle misure di controllo, la riorganizzazione delle attività, la gestione dei dati raccolti e le conseguenze sui lavoratori privi di Green Pass – spiega Matilde Marandola, Presidenza Nazionale AIDP -. Una serie di attività che calate nelle diverse aziende, in differenti settori e mansioni che in molti casi implicano una varietà di interrogativi operativi in funzione della normale programmazione da parte delle aziende delle attività, pur in presenza di una norma chiara nei sui aspetti generali. Dalla nostra survey, come si potrà notare, emerge una percentuale di aziende che stanno ancora definendo le procedure per applicare la norma. Questo è dovuto alla fatto che le ultimissime novità sono state rese note il giorno 13 ottobre e ci sono tantissime aziende che stanno lavorando notte tempo per essere pronte il 15 ottobre.”

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