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La subscription economy
irrompe nell'automotive

Noleggio a lungo termine e abbonamento in cloud sono due facce dello stesso business. Così oggi privati e aziende hanno a disposizione risposte basate sulla semplicità di accesso e sull’abbattimento delle barriere, nel segno della transizione dal possesso all’uso dell’auto

Redazione Web
La subscription economy irrompe nell'automotive

Il declino dell’economia del possesso a vantaggio di quella di servizio. La fidelizzazione dei clienti attraverso la creazione di un rapporto di reciproca fiducia. Ma anche un modello in grado di fare velocemente tesoro dei feedback provenienti dal mercato e adattare o personalizzare il prodotto, monetizzando un sistema di relazioni.

La subscription economy si fa sempre più strada nel mondo delle aziende. Gli ingredienti sono apparentemente semplici: sottoscrizione di un abbonamento e consumo ricorrente di beni e servizi. Il concetto della subscription fa andare immediatamente il pensiero alle piattaforme on demand, a Netflix, Spotify, Amazon Prime, ai cloud, a Disney+ (che in 18 mesi ha raggiunto la metà degli abbonati di Netflix), ma in realtà abbraccia ormai non soltanto prodotti e servizi digitali, ma prodotti di consumo, beni industriali o finanziari. Partendo da un presupposto: questo modello, laddove attivato in maniera professionale, agisce come un acceleratore con le aziende protagoniste che arrivano a ottenere risultati fino a 5 volte superiori rispetto ai concorrenti.

Le attività in abbonamento ottengono risultati quando i clienti percepiscono un valore a lungo termine generato dai prodotti o dai servizi per i quali hanno sottoscritto l’abbonamento, insomma quando si comprende che il gioco vale la candela. Questo modello consente alle imprese di avere delle entrate ricorrenti e  prevedibili con addebito diretto, in prospettiva di ridurre anche i costi, ma proprio perché la logica è quella del lungo termine, è indispensabile che le imprese che erogano prodotti e servizi a sottoscrizione instaurino solide relazioni con i propri clienti, se possibile creando un senso di appartenenza. Un modo anche per comprendere ciò che questi davvero apprezzano del proprio prodotto e come vorrebbero vederlo migliorare, anche se poi una buona parte di questo lavoro viene sviluppata grazie agli algoritmi così da rinnovare e migliorare l’offerta disegnandoloa sempre di più sul profilo degli abbonati.

L’era della subscription economy sta conquistando anche un mercato come quello dell’automotive, un mercato che nel giro di pochi anni ha subito trasformazioni profonde, trasformazioni per le quali in condizioni normali sarebbero state necessarie un paio di decadi. Il settore delle quattro ruote è diventato trainante in termini di sperimentazione di nuove tecnologie e di nuove motorizzazioni, un grande laboratorio a cui ha partecipato in maniera intensa il mondo del noleggio a lungo termine, spesso per la sua natura anticipatore di tendenze.

Un esempio si trova ad esempio nell’offerta per l’Europa di Lynk & Co con un noleggio per i “soci” da 500 euro al mese per 1250 chilometri mensili, con la possibilità di disdire il piano in qualsiasi momento, come previsto dalle più comuni piattaforme di streaming. Il canone può inoltre essere ridotto grazie alla condivisione, ovvero la possibilità di far guidare l’auto ad altre persone. Dalla piattaforma online il cliente potrà infatti rendere disponibile per lo sharing la propria vettura decidendo di volta in volta prezzi e dettagli del “sub-noleggio”. Lynk & Co ha anche deciso di proporsi alle aziende scegliendo ALD Automotive, una big del settore del noleggio a lungo termine da sempre “votata” all’innovazione, come membership partner nell’offerta di soluzioni e servizi di mobilità a piccole, medie e grandi aziende per 7 paesi in Europa tra cui l’Italia.

Un prodotto di noleggio in abbonamento viene proposto da  Leasys (gruppo Stellantis) con il prodotto Car Cloud, una sottoscrizione rinnovabile ogni mese, senza vincoli temporali né penali, anche semplicemente acquistando un voucher su Amazon. Una soluzione che consente di cambiare auto in qualsiasi momento con un’altra vettura di classe omogenea, mentre non è previsto l’acquisto. Una novità molto interessante è poi quella proposta da popmove. Si tratta di un prodotto a flessibilità totale distribuito da Hurry - azienda romana da sempre attenta alla sperimentazione nel settore automotive - che prevede la formula dell’abbonamento (peraltro pagabile anche in bitcoin) e la possibilità di cambiare l’auto più volte nel corso dell’anno. La  grande novità sta nella rata di noleggio decrescente, controllabile attraverso una apposita app che consente di monitorare anche l’eventuale prezzo di acquisto, qualora si volesse riscattare l’auto. Inoltre rispetto alla subscription di Lynk & Co si ha la possibilità di scegliere tra auto di tutte le case produttrici. Con popmove, poi, si può condividere l’auto con altri familiari, risparmiando così sulla rata mensile.

“In un momento così complesso in cui i privati, così come le Partite Iva o le piccole e medie aziende, stanno cercando di ripartire, abbiamo deciso di metterci in gioco e proporre un servizio completamente nuovo rispetto a quelli oggi presenti sul mercato” - spiega Alberto Cassone, Ceo di Hurry! – L’idea è quella di offrire a privati e aziende risposte basate sulla semplicità di accesso e sull’abbattimento delle barriere. Da sempre investiamo su formule alternative, scommettendo sulla transizione dal possesso all’uso dell’auto e sulla mobilità come servizio. L’ambizione è quella di individuare il vero prodotto del futuro, creare un nuovo standard del noleggio e guidare il cambiamento piuttosto che subirlo”.

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