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La qualità dell'aria
si verifica con la blockchain

Sostenibilità e qualità dell’aria, con Planetwatch diventa un impegno “democratico”

Redazione Web
La qualità dell'ariasi verifica con la blockchain

Claudio Parrinello, ceo di Planetwatch

La sostenibilità è un impegno collettivo. Un principio oramai assodato. Quanto più l’azione e il contributo mirati a migliorare le condizioni di tutela ambientale coinvolgono ognuno di noi, considerato nella sua individualità, tanto più i risultati saranno duraturi, e potremo vivere in territori più a misura d’uomo. Un assioma che ha guidato l’impostazione imprenditoriale e organizzativa di Planetwatch, start up innovativa nel campo del monitoraggio della qualità dell’aria che sempre più si sta affermando come primaria realtà internazionale soprattutto per una prerogativa distintiva: il richiamo di tutti, anche dei singoli, a impegnarsi per creare la prima e più grande rete pubblica globale, e capillare, di controllo delle condizioni dell’aria che respiriamo, sia in esterni che all’interno di abitazioni, case e uffici. Un sistema diffuso, che si inserisce nel grande universo delle prassi che contribuiscono a rendere più “smart” l’ambiente in cui viviamo. “Stiamo procedendo spediti verso quello che vorremmo definire il più grande network di verifica, in tempo reale, delle condizioni dell’aria” – dichiara Claudio Parrinello, CEO di Planetwatch e ex ricercatore e manager del CERN di Ginevra. “Il nostro sistema non solo consente un monitoraggio in tempo reale delle condizioni dell’aria, anche indoor, ma anche la comunicazione degli stessi dati attraverso device collettivi e personali. Una prospettiva importante, che ci permetterà di scegliere i momenti e i percorsi da fare per evitare concentrazioni di sostanze nocive alla nostra salute, ad esempio, uscendo in bicicletta”. È bene sottolineare che dalla sua costituzione, nel 2020, la società, che basa i suoi sistemi di certificazione dei dati sulla tecnologia Blockchain, è cresciuta esponenzialmente e ad oggi ha già postato oltre 80 milioni di transazioni sul sistema Algorand trasmesse da un “contingente” di quasi 5000 sensori distribuiti soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. “La nostra potrebbe essere definita una democrazia ambientale, dove tutti sono chiamati a collaborare, sia che si tratti di privati che di enti o organizzazioni” - continua Parrinello. Ad ognuno è offerta la possibilità di dotarsi di sensori che possono essere dislocati ovunque, persino indossati. Automaticamente, gli stessi sensori, a cadenze regolari, invieranno i dati in tempo reale al sistema di elaborazione che permetterà di realizzare una mappa puntuale delle condizioni dell’aria, mappa che si aggiornerà tempestivamente grazie all’altissima frequenza di trasmissione del dati e alle tecnologie avanzate, e controllate, della blockchain. “Il nostro network si sta espandendo a ritmi inaspettati anche per noi, e in direzioni diversificate. In particolare, il controllo della qualità dell’aria in ambienti chiusi sta diventando un’esigenza sempre più avvertita, anche a fronte della necessità di garantire la salubrità di ambienti di lavoro o dove, comunque, stazionano molte persone, come potrebbero essere le strutture d’accoglienza”. La rilevanza scientifica e l’importanza dei sistemi di monitoraggio indoor di PlanetWatch della qualità dell’aria hanno recentemente ottenuto due riconoscimenti importanti:

Un hotel a Lingotto, nei pressi di Torino, è diventato grazie a PlanetWatch il secondo hotel al mondo ad aver la propria aria certificata conforme ad uno standard internazionale.
I dati rilevati in questi hotel sono divenuti l’oggetto di una pubblicazione scientifica in collaborazione fra PlanetWatch e un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna (ref. https://www.mdpi.com/2073-4433/12/7/880 ).

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