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Trent'anni di immobili
tutt'altro che fermi

Prima il mattone, poi i servizi e ora la riqualificazione: tra scelte di investimento, nuove soluzioni e opportunità da cogliere il real estate in Italia è in continua evoluzione. E ora affronta l'ennesima trasformazione. Intervista a Mario Breglia, founder e Presidente di Scenari Immobiliari

17 Settembre 2021

Marina Marinetti
Forum

Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari

Covid o non Covid, l'appuntamento a Santa Margherita Ligure per il Forum di Scenari Immobiliari è uno di quelli a cui non si può mancare. Anno dopo anno, a Santa Margherita si fa il punto sul real estate, in Italia e nel mondo, se ne evidenziano le dinamiche, si scoprono le nuove tendenze e, tra un caffè e l'altro, si colgono opportunità di business. Covid o non Covid, appunto. «C'eravamo l'anno scorso, ci siamo quest'anno e ci saremo anche l'anno prossimo», conferma con una punta di orgoglio il Presidente - nonché fondatore - di Scenari Immobiliari, Mario Breglia. Distanziati, con le mascherine sul volto e il green pass pronto da esibire, il Forum di Santa Margherita Ligure è immancabile anche durante la pandemia. E anzi, proprio la pandemia pone i maggiori interrogativi e l'occasione è propizia per dipanare i dubbi (su Economymag trovate infatti le analisi presentate al Forum di Scenari Immobiliari sulle previsioni e sul residenziale) e... per darsi appuntamento al Forum dell'anno dopo. «Il prossimo sarà il grande Forum del trennale di Scenari Immobiliari», sottolinea Mario Breglia.

Già trent'anni!

Siamo nati nel 1990, bisogna festeggiare. Organizzeremo un programma in grande, speriamo di poter tornare in condizioni di normalità, per ripristinare i nostri numeri.

Già, i numeri: prima del Covid, ci si accalcava nel salone del Grand Hotel Miramare durante le pause caffè per fare lo scambio delle figurine, cioè dei biglietti da visita. Ora lo si fa sui tavolini della terrazza, davanti al mare, ma la calca, in un certo senso, manca.

Con il Covid abbiamo dovuto dimezzare le presenze: ora sono appena 230 quelli che la legge ci consente di osptare negli spazi a disposizione. C'è un tasso totale di fedeltà: chi viene, ritorna. Ma col Covid abbiamo dovuto mettere in lista d'attesa diverse persone...

Però i nomi importanti non mancano mai: Mario Abbadessa (Hines), Manfredi Catella (Coima), Alessandro Caltagirone, Giovanni Benucci (Fabrica Immobiliare), Emanuele Caniggia (DeA CApital Real Estate),...

È vero, i grandi ci sono sempre, ma unna cosa interessante di quest'anno è la presenta di tante società nuove: Nhood, Progedil, Titro digital, Arnold... Ci sono diversi soggetti uovi, che fanno cose nu0ove. Nhood, per esempio, oltre a realizzare e gestire centri commerciali, si occupa di rigenerazione urbana, e ha vinto con il progetto Loc Loreto Open Community il concorso di idee per la riqualificazione di piazzale Loreto a Milano.

Breglia, in trent'anni di Scenari Immobiliari (e 29 di Forum) lei ha visto evolversi il real estate italiano.

È vero e il Forum è stato un po' il palco di questa trasformazione: negli anni abbiamo avuto prima solo i costruttori, poi si sono aggiunti i promotori, quindi gli agenti immobiliari e adesso c'è una varietà incredibile di soggetti: da quelli che offrono servizi innovativi a quelli che si occupano di facility, dai servizi tecnologici alla riqualificazione, dal co-housing alla digitalizzazione e innovazione di prodotto. Questa molteciplicità di soggetti è indice della dinamicità del settore e della capacità di evolversi e di adattarsi al contesto che cambia.

Possiamo dire che oggi il real estate ha bisogno quasi più di servizi che di mattoni?

Sicuramente il mattone è ancora centrale. Ma è anche dinamico: non basta più costuire e vendere, bisogna offrire anche i servizi di gestione, la manutenzione, la riqualificazione. E al momento del rogito il rapporto non cessa. Anzi, inizia.

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