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Mercato a caccia
di... "pandemials"

Sono iper-connessi, hanno un’incredibile coscienza ecologica e sociale, spiccate competenze digitali ed elevato livello di istruzione. Per guadagnare la loro fiducia le aziende dovranno creare una strategia di marketing adeguata e multi-canale

Astra Pagliai, direttore operativo di ExportUSA
Mercato a caccia di... "pandemials"

Astra Pagliai, direttore operativo di ExportUSA

Il Covid-19 ha costretto la popolazione mondiale a modificare il proprio stile di vita e i propri modelli di consumo e soprattutto ha colpito duramente i più giovani, tanto che possiamo parlare non di Millennials, Z-Gen o Alpha-Gen ma, piuttosto, di Pandemials. Ma chi sono questi nuovi consumatori? Secondo Federico Domínguez, uno scrittore ed economista argentino, sono tutti quei giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro ai tempi della pandemia globale, mentre secondo il World Economic Forum sono i giovani adulti nati dopo il 1997.


Indipendentemente dalla loro definizione, però, ci sono alcune caratteristiche che definiscono in modo molto netto questa nuova categoria di consumatori. Si tratta di persone che possiedono un’incredibile coscienza ecologica, che hanno forti valori etici, ma anche la capacità di stabilire collegamenti tra concetti distanti con flessibilità e competenze digitali sorprendenti. Non solo: il loro livello di istruzione è estremamente elevato e questo li porta a leggere e analizzare ogni informazione per verificarne la veridicità.


Ci troviamo di fronte ad una generazione iperconnessa e brillante, ma probabilmente anche isolata e ridimensionata da restrizioni sanitarie soffocanti e scenari incerti. Una generazione che rappresenta il 20,3% della popolazione americana. Parliamo di circa 55 milioni di giovani statunitensi delle etnie più diverse e con un potere di acquisto che ruota attorno a 143 miliardi di dollari l’anno pronti a entrare nel mondo del lavoro e a spendere il proprio denaro come meglio credono. Una fascia di consumatori che un’azienda italiana che decide di approcciare uno dei mercati più interessanti al mondo non può certo ignorare.


I Pandemials americani sono una generazione iperconnessa. Le aziende italiane che vogliono conquistarli devono distinguersi dalla massa per catturare loro attenzione. Come? In primo luogo migliorando la propria presenza online. I Pandemials filtrano molto rapidamente (in 8 secondi) le informazioni che valgono il loro tempo e quindi i prodotti della comunicazione dei brand devono essere “snackable”: chiari, compatti e con una forte componente visuale per essere fruiti pienamente e con piacere. Anche l’intrattenimento è, per loro, una fonte di informazione. Dal momento che i Pandemials sono così abituati a utilizzare molte app diverse contemporaneamente, è fondamentale sviluppare campagne multimediali e multicanale.


Sono, inoltre, molto attenti alla qualità delle proprie relazioni, occorre rivolgersi a loro in modo che essi si sentano parte del dialogo. I Pandemials, insomma, si aspettano che i servizi siano progettati su misura per loro e che siano efficienti: se i brand sapranno puntare sulla personalizzazione l’attenzione e la fedeltà saranno assicurate.


Un altro aspetto che non possiamo trascurare è legato al benessere di questi nuovi consumatori, per cui i diversi brand dovrebbero dimostrare di essere lì per loro e non viceversa, condividendo missione e valori. Non dimentichiamo quanto la pandemia abbia avuto impatti sulla vita di tutti e solo le aziende che saranno in grado di creare connessioni emotive ed esperienze indimenticabili saranno vincenti. Questo significa, inoltre, che i brand devono avere il coraggio di mostrarsi con genuinità, mettendosi in sintonia con la propria audience attraverso l’espressione di una posizione ben definita rispetto ai temi di interesse generale, come ad esempio l’ambiente e la giustizia sociale. Attenzione però: è necessario che alle parole corrispondano fatti concreti altrimenti si rischia di fare un buco nell’acqua e perdere credibilità che, lo sappiamo, è molto difficile da riconquistare. In America, come nel resto del mondo.

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