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Colao: entro il 2026 il 75% della Pa sarà su cloud

Il ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale ha anche spiegato che l'80% dei principali servizi pubblici sarà in formato digitale

Redazione Web
Colao entra in General Atlantic come special advisor

Vittorio Colao, special advisor di General Atlantic

Vittorio Colao, intervenendo in video collegamento all'evento Quale Città. Identità, dimensioni, bellezza e diritti di cittadinanza, è intervenuto sulla digitalizzazione dei servizi pubblici: “Dobbiamo assicurarci che il 75% delle Pa utilizzi servizi cloudI. La digitalizzazione dei servizi pubblici”, attualmente ci vede al 19° posto in Europa. “Non so come facciano queste classifiche e io ritengo che siamo un po' meglio ma con la realizzazione, entro fine anno, della piattaforma digitale nazionale dati, unitamente al rafforzamento dell'identità digitale e alla migrazione dei dati pubblici su un cloud sicuro ed efficiente, noi ambiamo a erogare entro il 2026 l'80% dei principali servizi pubblici in formato digitale e ad assicurarci che il 75% delle Pa utilizzi servizi cloud”. Queste due sfide - connettività e digitalizzazione - sono importantissime perché, assieme e quindi non in maniera disgiunta, costituiranno la base per esplicare i benefici digitali a favore di tutti i cittadini. Guardo con ottimismo al futuro. Penso ci siano gli ingredienti giusti per riuscire. Abbiamo le risorse: 50 miliardi di euro nel Pnrr destinati alla transizione digitale”.

La transizione digitale è uno strumento per aiutare le città a rigenerarsi: “anzitutto, ovviamente sul piano sociale, perché offre a tutti pari condizioni di accesso alla rete ad alta velocità, e riducendo i divari tra fasce di residenti. Poi sul piano amministrativo, promuovendo servizi pubblici digitali più inclusivi, trasparenti ed efficienti - pensiamo ad esempio all'impatto che ha avuto su tutti noi poter ricevere il certificato digitale anti-Covid sul nostro telefono. ho avuto tanti amici e persone che mi hanno manifestato entusiasmo perché per la prima volta lo Stato raggiunge e offre qualcosa ai cittadini in modo facile e immediato. Infine, sul piano della vivibilità degli spazi urbani. Il digitale ci offre la possibilità di lavorare, di studiare da remoto, modificando i nostri spostamenti in modo tra l'altro più sostenibile e quindi il nostro rapporto con i quartieri. Però ci sono anche sfide importanti. Ed è su queste che si concentra il mio lavoro da qui ai prossimi mesi”.

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