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Quel MIX tra Pnrr
e digital innovation

Intervista ad Alessandro Talotta, nuovo presidente del Milan Internet eXchange

Marina Marinetti
Quel MIX tra Pnrre digital innovation

Alessandro Talotta, presidente del MIX

«Il PNRR stabilisce in modo molto chiaro che il processo di digitalizzazione italiana e l'evoluzione dei servizi della Pubblica Amministrazione devono andare di pari passo con lo sviluppo delle infrastrutture». È in prima linea sul fronte del digitale, Alessandro Talotta, da fine aprile nuovo presidente del MIX (subentra al fondatore Joy Marino), il principale punto di interconnessione delle reti Internet in Italia. MIX sta per Milan Internet eXchange e fornisce servizi di interconnessione a oltre 350 operatori Internet nazionali ed internazionali garantendo prestazioni di rete migliorate, maggiore controllo dei flussi di dati, riduzione della latenza e dei costi di trasporto IP. Con una capacità aggregata superiore a 8 Tbps, picchi giornalieri di traffico di oltre 1.3 Tbps e 8 PoP a livello nazionale, MIX è parte integrante dell'infrastruttura Internet Europea. Talotta, che è anche AD di Interxion Telecom S.r.l. e vanta un percorso di oltre 30 anni nelle telecomunicazioni con importanti cariche in numerose grandi società quali Italtel, TIM, Wind Infostrada e Sparkle di cui è stato Presidente e amministratore delegato, in questa intervista a Economy spiega come sarà l'Italia digitale che verrà. «Il miglioramento delle skill professionali e la realizzazione di reti sicure ed efficienti al servizio del cittadino favoriranno l’utilizzo dei servizi cloud e le applicazioni ad essi collegate», dice.


Sembra fantascienza.

Innanzitutto, dobbiamo crederci, dobbiamo pensare che tutto quello che è stato dichiarato verrà fatto, di conseguenza MIX come Internet exchange point dovrà cogliere questa opportunità, rilanciando il suo ruolo fondamentale di piattaforma di interconnessione per lo scambio del traffico internet e favorendo il più possibile le relazioni tra tutti i soggetti che operano in questo settore. Lavorare in maniera dinamica e collaborativa sarà un must. Siamo quindi attivi nello studio di nuove tecnologie e abbiamo avviato interlocuzioni con i principali attori del comparto, augurandoci di poter rispondere appieno alle esigenze dei nostri clienti.


Compresa la Pubblica Amministrazione.

La PA è un terzo comodo, perché avvierà un processo virtuoso di crescita nello sviluppo dei servizi digitali al cittadino, rendendo, spero, la burocrazia un tema di controllo e non di inefficienza.


Cosa fornisce esattamente oggi l’analisi del traffico generato dagli Internet Exchange Point? 

L'analisi del traffico degli Internet exchange point fornisce un quadro dello stato di salute dell'evoluzione tecnologica e digitale del nostro Paese, guardando, per esempio, indicatori come la crescita del traffico, la velocità di trasmissione dei dati, la velocità di erogazione dei servizi e il numero di operatori e attori interconnessi alla nostra piattaforma. Internet necessita di reti altamente performanti e viene progettata per evitare il più possibile congestioni nell'ambito dell'erogazione del servizio, in modo da non avere problemi di continuità e qualità dello stesso.


E oltre il concetto di "infrastruttura"?

Il comparto delle TLC italiane contribuisce all’evoluzione da servizi tradizionali a servizi digitali, a beneficio dei cittadini e delle imprese. Lo sviluppo del digitale attraverso i servizi cloud è il futuro: fa risparmiare tempo, ci rende più indipendenti e ci aiuta ad essere ancora più produttivi, il che significa che possiamo migliorare la nostra mobilità cittadina, evitare lunghe code ed attese e contemporaneamente conciliare il lavoro con le esigenze familiari.


Specie in tempi di Covid.

I servizi utilizzati durante il periodo di lockdown sono andati appunto in questa direzione. Il livello di alfabetizzazione nell’utilizzo di internet è ancora basso, se si pensa alle recenti dichiarazioni fatte nell’ambito dell’Agenda Digitale UE 2030. Le priorità infatti saranno maggiori Competenze informatiche, Infrastruttura, Business ed E-Government. Quattro punti cardinali che devono questa volta avere una regia diversa da quella che ha gestito l’Agenda 2020 che, con ritardo e fatica, ci ha consentito di implementare l’accesso ad Internet per tutti i cittadini europei a una velocità di almeno 20 Mbit/s.


Cosa cambia nelle strategie del MIX con la sua presidenza? Al di là della continuità di un progetto che negli anni si è dimostrato di successo. 

Le strategie di MIX sono contenute all'interno del piano strategico discusso ed approvato dal consiglio di amministrazione nel 2020. Come vicepresidente di MIX ho partecipato alla stesura del piano e oggi, come presidente, implementerò queste linee guida per far crescere sul mercato la società e renderla un riferimento a livello nazionale. La strategia di MIX è basata su tre principali direttrici.


Quali?

La prima è favorire la collaborazione e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche nelle piattaforme di peering a livello italiano e consentire, di conseguenza, agli operatori internazionali, siano essi fornitori di contenuti o service provider, di poter interagire in maniera univoca e omogenea per una efficace distribuzione dei loro servizi su tutto il mercato nazionale. La seconda è basata sul posizionamento di MIX all'interno delle relazioni istituzionali e nell'ambito dei luoghi più appropriati per discutere l'evoluzione di questo mercato e i possibili futuri scenari tecnologici. La terza e ultima direttrice è l’implementazione di modelli organizzativi efficienti, in modo da poter gestire i servizi che MIX eroga con velocità, affidabilità e sicurezza.

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