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LE ROTTE DELLA RIPRESA

Gli specialisti dell’energia pulita “chiavi in mano”

Dalla progettazione delle soluzioni, alla realizzazione degli impianti e alla gestione delle pratiche burocratiche: ecco come Energy Drive trasforma le abitazioni e le aziende facendo risparmiare denaro

Redazione Web
Gli specialisti dell’energia pulita “chiavi in mano”

Alzi la mano chi sa cos’è una comunità energetica o la trasmittanza. Quasi nessuno, immaginiamo. Perché se, in teoria, siamo tutti d’accordo sulla necessità di un comportamento sostenibile che tenga in conto l’ambiente, farlo in concreto non è affatto semplice, specie si si tratta di rendere ecocompatibile la propria abitazione. Ci sono norme tecniche da rispettare, tecnologie da conoscere, impianti, o anche soltanto piccoli apparati, da mettere a terra. Per non parlare dei dettami legislativi da interpretare. Questioni che, come dicevamo, quasi nessuno sa maneggiare. Ci si può affidare a idraulici, elettricisti, imprese edili. Ma i risultati sono spesso scarsi. Oppure si ha la fortuna di incappare, quasi per caso, in Energy Drive, che opera nel settore da 13 anni. «Non vendiamo e installiamo solo gli impianti, ma realizziamo un progetto di risparmio energetico» spiega  Giampaolo Pavone, un ex dirigente d’azienda, titolare, insieme alla moglie Angela Alfieri,  di Energy Drive.

È chiaro, ma anche un po’ vago.

Mi spiego meglio: progettiamo, realizziamo e forniamo  interventi per il risparmio di costi e di energia di energia elettrica e gas insieme alla domotica integrata per la gestione intelligente per i consumi energetici.   

Fuochino…

Valutiamo le singole esigenze e cerchiamo di capire quale tecnologia adottare. Poi: realizziamo pannelli fotovoltaici, le pompe di calore, i climatizzatori per l’aria calda e fredda, le caldaie a condensazione e i sistemi domotici che integrano l’una e l’altra cosa. Ma anche le pensiline fotovoltaiche collegate a colonnine di ricarica elettrica. E abbiamo due obiettivi: utilizzare fonti rinnovabili, gratuite e inesauribili, e far risparmiare denaro.

Quindi non installate solo impianti di altri?

Non ha capito, di altri non facciamo proprio nulla. Installiamo gli impianti che progettiamo e realizziamo noi. La nostra è una struttura di engineering specializzata nell’efficientamento energetico che è in grado di sviluppare nuove tecnologie da proporre ai clienti. Ad esempio, ne stiamo sviluppando una che ci metterà in grado di anticipare le manutenzioni ordinarie e e straordinarie degli impianti fotovoltaici per ridurre al minimo i momenti di fermo e quindi massimizzare i risparmi di costi.

Chi sono i vostri clienti?

Il nostro mercato di riferimento è composto  per l’80% da famiglie proprietarie dell’immobile e per il 20% dalle aziende perché tutto ciò che è applicabile alle abitazioni private è applicabile anche per le imprese.

Non c’è differenza?

Sono diverse le agevolazioni che lo Stato mette a disposizione: a volte spinge di più sulle imprese perché ci sono dei vantaggi fiscali sull’acquisto di macchinari e impiantistica, altre volte gli incentivi sono rivolti soltanto ai privati

Non lavorate per i costruttori?

È una scelta: vogliamo avere un contatto diretto con chi utilizza i nostri impianti, vogliamo seguirli.

Quanti sono?

A oggi più di 3.500 privati e quasi mille aziende. Ci teniamo molto, non facciamo un progetto per poi scomparire. Forniamo l’assistenza, la manutenzione e un monitoraggio semestrale o annuale per garantire il buon funzionamento dell’impiantistica che abbiamo installato sotto il profilo tecnologico e, soprattutto, sotto il profilo del risparmio. A volte, quando introduciamo una nuova tecnologia, andiamo a proporre un’integrazione dell’impianto esistente. Per essere, poi, più vicini ai nostri clienti abbiamo anche aperto delle filiali in Italia e creato una rete di nostri installatori.

Da quello che capisco Drive Energy sta facendo in piccolo quello che il Pnrr di Draghi vorrebbe di fare in Italia, ovvero una transizione energetica.

Il tema del risparmio energetico e quello collegato dell’ambiente sta diventando sempre più centrale, ma c’è un problema normativo e soprattutto manca un’informazione più generale sui vantaggi, sui contenuti, sui meccanismi di funzionamento, sulle diverse possibilità che le persone hanno a disposizione. Forse manca la grande azienda trainante. Energy Drive è una media impresa e non abbiamo la forza per fare comunicazione a tutto il mercato. Lo possiamo fare singolarmente, cliente per cliente. 

Vi aiutano gli incentivi…

Sono stati importanti nel passato e lo sono ancora.

E il superbonus?

Potrei parlane per ore.

Funziona o non funziona?

Sarebbe un incentivo eccellente, ma lo Stato ha delegato agli asseveratori esterni la valutazione del patrimonio immobiliare italiano. Ne abbiamo quattro e fanno un lavoro estremante faticoso perché c’è il problema del reperimento della documentazione. Molti comuni non sanno neanche dove hanno messo le planimetrie consegnate in fase di progettazione e non possiamo utilizzare l’autocertificazione. Poi si sono allungati i tempi. Mentre prima si discuteva con il cliente la soluzione da adottare e si approvava il progetto che diventava immediatamente esecutivo, oggi passiamo almeno due settimane per trovare la documentazione senza avere la certezza di avere tre requisiti per ottenere il superbonus. Prima un sopralluogo a casa del cliente durava al massimo una mezzoretta, tre quarti d’ora, ora non meno di quattro ore. 

Perdete tempo, insomma.

Non solo: c’è stata anche un’impennata di costi. E consideri che abbiamo evitato volutamente di interessarci della parte edile del superbonus e abbiamo puntato sul nostro core business facendo interventi solo di tipo tecnologico con una pompa di calore, l’impianto fotovoltaico, la colonnina di ricarica e il sistema di accumulo. In ogni caso, abbiamo assunto quattro persone per poter elaborare le pratiche in tempi ragionevoli.

Quanti siete in totale?

Siamo 22, ma stiamo ancora assumendo degli altri ingegneri e degli altri architetti. Arriveremo presto a trenta.

Andate avanti a piccoli passi.

Una politica che ci ha permesso di sopravvivere anche nei momenti in cui le normative cambiavano o quando le agevolazioni sparivano. Non abbiamo mai voluto strafare. Siamo partiti in totale autofinanziamento. Nessun fondo, nessuna banca: solo con i nostri soldi. Nel 2009, quando abbiamo iniziato, abbiamo chiuso solo due contratti, poi per fortuna siamo cresciuti, e molto. Comunque non abbiamo neanche debiti bancari perché ci appoggiamo alle finanziarie finalizzate che anticipano il denaro per gli interventi di riqualificazione. Quindi non abbiamo il problema del recupero del credito.

Che forma societaria avete?

Siamo ancora una srl. Nel nostro percorso c’è, però, la trasformazione in società per azioni entro dodici mesi per avere una posizione più qualificata sul mercato italiano

Avete pensato a una quotazione?

La stiamo valutando, ma siamo poco conosciuti. Questo è il primo problema. Poi ce n’è un secondo.

Qual è?

Premesso che non abbiamo mai chiuso in perdita e non abbiamo mai distribuito utili, ma li abbiamo sempre reinvestiti al 100% in azienda, vorremmo chiudere anche il bilancio di quest’anno in crescita.

Quanto fatturate?

L’anno scorso 2,5 milioni. Quest’anno chiudiamo i primi quattro mesi a 3 milioni e abbiamo preventivato una chiusura vicina ai dieci. Capisce che presentarsi in Borsa con i nuovi numeri potrebbe essere meglio…

Vedo già la fila di imprenditori che vorrebbero avere il “problema” di un fatturato che si quadruplica da un anno all’altro. E, con la fame di investimenti Esg che c’è tra gli operatori finanziari, vedo già molti di loro con la bava alla bocca. Anzi mi pare già strano che nessun venture capital sia venuto a cercarvi.

Chi le dice che non l’abbiano già fatto?

www.energydrive.eu

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