Quantcast

La via d'uscita
è la disruption

Si è chiusa la sesta edizione degli “Stati Generali dell’Intelligence Economica e del Security Management” organizzata e curata dal CeSIntES

Redazione Web
La via d'uscitaè la disruption

Il rettorato dell'Università di Roma Tor Vergata

Si è chiusa venerdì scorso, 11 giugno, la sesta edizione degli “Stati Generali dell’Intelligence Economica e del Security Management” organizzata e curata dal CeSIntES, Centro di Studi e Ricerche interdisciplinare del Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa “Mario Lucertini” dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Il titolo dell’edizione era chiaro: “Uscita dal Tunnel”. Quello in cui la pandemia ha rinchiuso aziende e Paese intero e dal quale invece individuare possibili vie di fuga, ragionando con studiosi, manager ed esperti su cosa si è fatto finora e cosa si può/deve ancora fare, dal punto di visto economico, ma non solo.


La scelta di convocare degli “Stati Generali”

Il Centro di Studi e Ricerche interdisciplinare del Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa “Mario Lucertini” dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che svolge attività di ricerca e formazione di eccellenza sui temi dell’Intelligence Economica e Security Management, interpreta così quella che è stata l’attività di un organo consultivo capace di riunire le “forze” economiche dello Stato, attraverso la definizione di un appuntamento annuale cui invitare le diverse componenti del “sistema” italiano di intelligence economica e security management, appunto. A differenza dell’assemblea storica francese, gli Stati Generali CeSIntES vengono convocati per dare vita ad un momento di conoscenza ed analisi di scenari e fenomeni, sempre diversi e via via attuali, che coinvolgono il Sistema Paese e le sue aziende. Il focus dell’edizione di quest’anno, la sesta, non poteva non essere la pandemia. Il convegno è stato inoltre dedicato alla memoria di Bruno Pellero, apprezzato componente del Comitato Tecnico del Centro studi, molto noto anche a livello internazionale per la sua vastissima competenza, in particolare nell’ambito delle comunicazioni. A ricordarlo il fratello Alberto, ma anche tanti colleghi e i suoi studenti.

Disruption vs resilienza

Per trovare quell’ormai imprescindibile e tanto ricercato equilibrio tra Salute ed Economia, i vari interventi che si sono susseguiti durante la giornata di studi – la maggior parte a breve consultabili al link https://www.cesintes.it/stati-generali-dellintelligence-economica-e-del-security-management/ – hanno seguito il filo rosso della resilienza sì, ma soprattutto della “disruption”, come necessario cambiamento repentino che apra e nuovi e diversi modi di fare, pensare, progettare. Ad introdurre il concetto di disruption, come vero cambiamento che richiede una completa riscrittura dell’insieme più ampio delle conoscenze e dei modi di organizzarle, lo stesso Francesco Farina, direttore del CeSIntES, che ha insistito sulla opportunità sì di cogliere gli insegnamenti derivati dal nostro modo di affrontare la crisi pandemica, ma per ripensare i criteri stessi di progettazione e programmazione, utilizzando il concetto di by design per costruire scenari e valutare conseguenze ed impatti e lavorando ad una vision di identificazione del sistema Paese. Caselle per contenuti nuovi e non scatole in cui far entrare vecchi, o peggio fallimentari, contenuti.
La crisi pandemica, ha ricordato Gianluca Ansalone (Novartis Italia), ha portato gli Stati ad una competizione per la salute dei cittadini, e di conseguenza la politica a contrapporsi alla scienza. Sarebbe invece opportuno ripartire dal metodo scientifico, accettandone gli eventuali fallimenti, ma abituando d’altronde anche così le nuove generazioni che i risultati si ottengono con prove e verifiche e comportamenti che a tale metodo si attengono.

Altro gap da superare è quello della dipendenza dell’Italia da altri Paesi che la pandemia ha messo in luce. E questo sia in ambito sanitario, con la mancata produzione di un proprio vaccino, sia tecnologico (si pensi a 5G, AI, robotica), sia in ambito ‘security’, dove pure la progettazione tecnologica è per lo più estera, nonché nel campo delle materie prime, indispensabili – come ha avvisato Angelo Spena (CeSIntES e docente Università Tor Vergata) – per la costruzione delle catene del valore delle tanto auspicate e invocate transizioni ecologiche e digitali. Ritardo, anche, nel campo della ricerca e dello sviluppo quello descritto tra gli altri da Fabiola Massa (CeSIntES e docente Università Tor Vergata) che ha voluto mostrare trend di crescita nelle registrazioni di brevetti e marchi che vedono il primato dall’area asiatica e assai poco protagonismo degli Italiani.

E disruption sia anche per costruire nuovi equilibri di genere: per Barbara Martini (docente Università Tor Vergata) è ormai evidente e da più parti stimato e misurato l’impatto della mancata occupazione femminile sull’economia e sul PIL, il che impone, invece, di rivitalizzare un circolo virtuoso tra impresa, università e consapevolezza femminile, se possibile a breve da incentivarsi con premi per quelle aziende che si doteranno di una “certificazione di genere”.


Cosa fare?

Serve una strategia di Paese, una strategia di sistema che sappia concentrare e valorizzare risorse sulle ricerche finalizzate ad anticipare, più che assecondare, l’innovazione, serve monitorare le politiche pubbliche perché raggiungano gli obbiettivi prefissati, serve, come spiegato da Massimo Giannini, coordinatore CeSIntES, focalizzare gli investimenti, e da ultimo le risorse del PNRR, sui settori maggiormente strategici per l’economia italiana, che a cascata possano sortire effetti sugli altri. Solo così l’indebitamento europeo sarà in grado di produrre effettivi e reali benefici e non semplicemente trasferirsi come debito, appunto, sulle generazioni future. E gli investimenti, questo il suggerimento, dovrebbero puntare ad una logica di moltiplicatore interno, evitando che le catene del valore si sbilancino all’esterno.

La pandemia ha accentuato crisi economiche e finanziarie esistenti, rendendo ancora più appetibili tante aziende, marchi, iniziative “made in Italy”, all’investitore straniero. Bernardo Argiolas (Presidenza del Consiglio dei Ministri) ha quindi evidenziato la necessità di tutelare il tessuto imprenditoriale italiano attraverso una evoluzione del principale strumento che il Paese possiede a questo scopo, il golden power.


Accanto alla strategia economica, la sicurezza

La Sicurezza aziendale – e il Security Management con essa – è la funzione che durante la pandemia in azienda più è stata in grado di rispondere con efficacia e anche quella che nel contempo sta vivendo i cambi di paradigma da essa generati, in particolare sull’organizzazione del lavoro. Massimo Marrocco (CeSIntES e AIPROS), Giuseppe Accardi (CeSIntES e COOPSERVICE), Pierluigi Pelargonio (CeSIntES e SKY) , Francesco Ceccarelli (ENEL) hanno offerto il loro contributo su questo tema, insistendo sulla necessità di ulteriore evoluzione in senso innovativo della funzione, approfittando anche delle opportunità offerte dagli investimenti in innovazione tecnologica, per restare capace di affrontare sempre nuove sfide, superare velocemente shock economici come quello attuale, puntando sulla centralità delle persone come fattore indispensabile per arrivare agli obiettivi preposti.

Il fattore umano è stato del resto al centro di diversi contributi, per come l’individuo ha reagito e sta reagendo nelle diverse fasi della pandemia, come ha partecipato o reso vane le politiche ed i tentativi di mitigarne le conseguenze, come sta cambiando le sue abitudini, come sta affrontando le sue nuove paure, paure da cui è, in qualche caso, paralizzato. Fabrizio Di Staso (ATAC) ha raccontato gli sforzi in azienda per andare incontro alle esigenze di sicurezza dei cittadini, alle loro, in qualche caseo, del resto comprensibili, irrazionalità alimentate da confusione e incertezza che hanno creato pura e diffidenza. E poi l’assecondare le nuove abitudini del muoversi individuale e sociale che hanno inciso sui servizi per la mobilità e su quelli pubblici in generale.

Fattore umano e sociale anche al centro delle preoccupazioni espresse da Isabella Corradini (CeSIntES e Centro Ricerche Themis) per le conseguenze del lockdown su soggetti spesso privati del necessario supporto psicologico, sia per risorse disponibili, sia per mancata pianificazione e formazione del personale, e con danni non facilmente e immediatamente misurabili, come depressione, paure, cambio abitudini e atteggiamenti lavorativi, sociali e familiari: un fattore psicologico che non andrà assolutamente sottovalutato nel prendere, per il futuro, le dovute misure.

Riflettendo sulla gestione generale della crisi pandemica, Luisa Franchina, CeSIntES e Partner Hermes Bay, ha spezzato una lancia verso il piano pandemico esistente (costruito con approccio militare e di difesa civile): metodologie, strumenti di difesa e strategie su cui l’Italia è ritenuta a livello internazionale un’eccellenza.

Infine, è stata la comunicazione protagonista delle conclusioni degli Stati Generali da parte di Nicola Bonaccini (CeSIntES, esperto di comunicazione strategica), che con la matita rossa e blu ha “corretto i compiti” delle varie iniziative di comunicazione che, nel bene e nel male, hanno accompagnato la gestione pandemica. Per l’ennesima volta ribadendo come sia determinante saper comunicare con precisi comportamenti, con le giuste fonti, i giusti messaggi, i giusti tempi, perché la comunicazione sia un davvero efficace supporto per chi debba prendere decisioni difficili e un altrettanto efficace e concreto aiuto per la cittadinanza. E questo di fronte ad una crisi pandemica, come l’attuale, ma anche di fronte ad ogni, possibile, futura crisi.


Ma di che parliamo quando parliamo di Intelligence economica e di Security Management?

L’Intelligence economica si è universalmente affermata come attività al servizio delle decisioni strategiche, attraverso concetti, strumenti, metodologie, conoscenze e competenze sviluppate in diversi contesti, commerciali, istituzionali, accademici, operativi, scientifici e industriali. Come concetto, è strettamente correlato allo sviluppo e alla tutela della ricchezza di una nazione, espressione tanto delle risorse naturali di cui questa dispone, quanto dei suoi investimenti, dei suoi equilibri economici e finanziari, dell’attività di ricerca ed innovazione, della proprietà intellettuale, scientifica, artistica ed industriale.Si fonda sulla ricerca analisi ed elaborazione dell’”informazione” economico finanziaria finalizzata alle decisioni strategiche, individuali delle aziende (intelligence economica aziendale) e collettive di enti agenzie e amministrazioni pubbliche (intelligence economica istituzionale). Si esplicita attraverso un processo strategico che include ricerca, raccolta, sistematizzazione e analisi di dati ed informazioni, e si conclude con la decisione strategica finale. Il Security Management si occupa di gestire la Security ovvero la Sicurezza aziendale, il che significa presidiare e tutelare il patrimonio dell’azienda, tangibile ed intangibile, fatto di proprietà, persone, know how, informazioni, dati, conoscenze, processi e sistemi. Tutela del patrimonio significa presidiare a 360 gradi i rischi e le minacce che incombono sull’attività operativa dell’azienda e sul contesto in cui questa opera e che la circonda. Presidiare i rischi implica conoscere le proprie vulnerabilità, anticipare accadimenti, ridurre la probabilità di eventi dannosi, limitarne l’impatto, garantire continuità operativa e resilienza. Ciò significa tutela dell’azienda per responsabilità oggettiva e soggettiva, compliance di norme volontarie e cogenti, tutela da qualsivoglia azione che possa comportare un danno con impatto economico sulla stessa. Il Manager della Security, a prescindere da complessità o dimensione aziendale, è la persona che ha il compito di governare una funzione così complessa e aleatoria, con formazione e aggiornamento continui, competenza, attitudine al risk management, conoscenza del business e delle policy aziendali, visione e percezione integrata con operatività trasversale nei processi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400