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Veicoli commerciali, maggio in profondo rosso: immatricolazioni giù del 15%

Il presidente della sezione veicoli industriali di Unrae Starace ironico: "Finalmente è successo quello che denunciavamo già da mesi"

Redazione Web
L’automotive va a sbatterecontro il muro della crisi

Il Centro Studi e Statistiche di UNRAE, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ha effettuato una stima del mercato dei  veicoli industriali per il mese di maggio 2021 verso maggio 2019. 

“Se non temessimo di fare del sarcasmo fuori luogo, potremmo commentare l’andamento di  maggio con un semplice “finalmente!”. C’è voluto solo qualche mese – spiega Paolo A. Starace,  Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE – per vedere purtroppo confermati i nostri  timori: evaporati gli effetti del rimbalzo post pandemia, il mercato, lasciato a se stesso, comincia a  denunciare tutta la sua fragilità, risentendo della caduta di attenzione da parte della politica,  nonostante la retorica dei mesi scorsi che definiva il settore “strategico, se non eroico”. 

“Con tutti gli attestati di merito dati all’autotrasporto – commenta Starace – e dopo l’ammissione tardiva della sua funzione strategica per il nostro Paese, non ci aspettavamo che alla resa dei conti  il comparto fosse dimenticato nel momento di stabilire la destinazione dei fondi europei o, in  alternativa, di quelli italiani che il contributo europeo ha liberato”. 

 “Di fronte alla totale assenza di disposizioni a sostegno dell’autotrasporto e considerato che anche i benefici della Legge Sabatini sono al termine – sottolinea ancora Starace – ci domandiamo  come sia possibile parlare di transizione ecologica lasciandone l’intero costo sulle sole spalle della  filiera. È necessario a questo punto che le scelte politiche siano tradotte in fatti concludenti, in linea  con gli obiettivi che si dichiara di voler raggiungere e rispetto ad un parco circolante che continua  a vantare il triste primato di essere tra i più obsoleti d’Europa, con oltre la metà dei veicoli ante  Euro IV.” 

“Questi – conclude Starace – sono i fatti, queste le aspettative di chi ogni giorno si impegna al  fine di sostenere il comparto, queste le indicazioni del mercato che non possono essere ignorate se  davvero si vuole ridare slancio e competitività al settore.”  

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