Quantcast

LE ROTTE DELLA RIPRESA

Nuove sfide in una nuova arena

Sostenibilità “olistica”, digitalizzazione, inclusività: sono i tre requisiti imprescindibili per iniziare a crescere. Per le imprese, ma anche per il sistema Italia, se vuole tornare a essere competitivo

Roberto Prioreschi*
Nuove sfide in una nuova arena

Nella foto il tunnel del Digital Innovation Hub di Bain & Company a Milano

Nell’ultimo anno abbiamo vissuto, e continuiamo oggi ad attraversare, una crisi multidimensionale senza precedenti, che ha mostrato la fragilità di alcuni settori e amplificato l’incertezza delle persone in termini di sicurezza, sanitaria ed economica. 

Ogni settore industriale sta ripartendo con velocità diverse, ma una cosa è certa: in questi mesi molte aziende sono state costrette a ripensare i propri modelli, le agende, le strategie di business in logica di vera trasformazione. 

È facile intuire come questo rinnovamento “obbligato” stia già modificando significativamente l’arena attuale dei player del settore privato, premiando le realtà che si sono adattate prima e più velocemente al nuovo contesto e alle nuove sfide.

Anche a livello più ampio, la disruption che stiamo vivendo è un’opportunità irripetibile per ammodernare, ricostruire e trasformare il sistema Paese.  

Per giocare un ruolo da protagonisti nell'economia mondiale dobbiamo accelerare sulla digitalizzazione

Il piano messo in campo dall’Unione Europea, le risorse e i progetti previsti dalle istituzioni italiane attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza sono senz’altro una risposta importante all’eccezionalità del momento. 

Le ingenti somme stanziate e il piano d’interventi previsti richiedono comunque un rilevante impegno in termini di semplificazione e de-burocratizzazione per essere realizzate nei tempi previsti (cinque anni), oltre ad imporre scelte strategiche importanti individuando, in ottica future back, che paese stiamo immaginando di disegnare per le nuove generazioni. 

Infrastrutture, sostenibilità, digitalizzazione, scuola e ricerca sono alcuni dei capitoli più importanti del nostro piano che pongono al centro il recupero di molti gap strutturali di cui il Paese soffre. 

Gli investimenti di lungo termine devono certamente prevedere un ammodernamento e un rafforzamento delle infrastrutture nella loro accezione più tradizionale: rete stradale, autostradale, ferroviaria e dell’edilizia scolastica. Queste continuano a rimanere priorità importanti per l’Italia, e questa importanza si riflette, ad esempio, nel Pnrr che destina, correttamente, una porzione significativa delle risorse totali proprio a questo scopo.

È del tutto evidente che per giocare un ruolo da protagonisti nell’economia mondiale post-pandemica gli investimenti devono consentire un’accelerazione del livello di digitalizzazione delle nostre imprese, dei processi produttivi, dei modelli organizzativi. 

Se il nostro Paese intende essere davvero competitivo, sarà imprescindibile favorire un adattamento più veloce delle sue aziende al nuovo contesto, attraverso lo sviluppo di canali, prodotti e piattaforme in logica Industry 4.0, con investimenti mirati nel digitale, nella sicurezza cibernetica, nella banda ultra-larga, in fibra ottica, nello sviluppo del 5G, nell’integrazione delle tecnologie satellitari. 

Oggi più che mai, strategia e tecnologia devono essere strettamente interconnesse e le aziende hanno bisogno di partner che li accompagnino nella trasformazione digitale. Lo viviamo sulla nostra pelle: la spinta in questa direzione – a supporto dei clienti – nell’ultimo anno è stata molto significativa. In Italia abbiamo già previsto, all’interno della nostra struttura aziendale e con la realizzazione del Digital Innovation Hub, un team di consulenti con forte background nello sviluppo di software e skill afferenti al mondo digitale, in modo da poter integrare nei piani di trasformazione digitale anche la possibilità di realizzare quelle soluzioni - tecnologiche e di sviluppo – che proponiamo ai nostri clienti.

Se gli sforzi in termini digital transformation rappresentano un pilastro fondamentale della costruzione di un mondo adeguato alle esigenze delle nuove generazioni, occorre anche guardare agli aspetti legati alla transizione ecologica. 

Gli investimenti che il Paese deve compiere in questo senso non devono solo puntare all’importante traguardo del 2030, ma anche allo sviluppo di strumenti efficaci che, nel lungo termine, ci mettano nelle condizioni di essere indipendenti da un punto di vista energetico, che preservino al meglio le risorse naturali, che ci proiettino in un ecosistema sostenibile e inclusivo.  

Una società migliore per le  generazioni future non potrà essere digitale e sostenibile senza essere davvero inclusiva

La frattura sociale che già colpiva il nostro Paese verrà amplificata dagli effetti del Covid-19. Creare le condizioni perché si possa immaginare una società più inclusiva, dove le diversità (di genere, orientamento sessuale, religione e razza) rappresentino un valore da estrarre e non un limite allo sviluppo, passa da una serie di riforme strutturali già previste e di “accompagnamento” al Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Tali riforme sono un tassello necessario, ma non sufficiente. Ogni operatore economico, famiglia e singolo individuo può davvero fare molto per costruire una società più inclusiva e anche più competitiva, innovativa e performante. In Bain sentiamo una grande responsabilità da questo punto di vista, consapevoli di rappresentare un esempio per i nostri clienti e volendo essere quindi noi in primis attenti alla valorizzazione delle nostre risorse e delle loro diversità.

In questo ancora lungo percorso, tutti i principali stakeholder (istituzioni e aziende) devono, con responsabilità, essere consapevoli del peso delle proprie scelte per guidare questo cambiamento. Perché una società migliore per le generazioni future non potrà essere sostenibile e digitale, senza essere anche davvero inclusiva. 

*Managing Director Bain & Company Italia e Turchia

Bain & Company

Bain & Company è un’azienda di consulenza globale fondata nel 1973 a Boston.

Con 61 uffici in 38 Paesi, lavora insieme ai suoi clienti come un unico team, con un obiettivo condiviso: raggiungere risultati straordinari che superino i concorrenti e ridefiniscano gli standard del settore. 

L’approccio consulenziale di Bain è altamente personalizzato e integrato e, grazie alla creazione di un ecosistema di innovatori digitali, assicura ai clienti risultati migliori e più duraturi, in tempi più brevi.

Bain ha di recente ottenuto il rating gold di EcoVadis, piattaforma leader nelle valutazioni delle performance ambientali, sociali ed etiche per le catene di approvvigionamento globali, che la posiziona nel miglior 2% delle società di consulenza.

In Italia Bain & Company, che ha celebrato il trentennale nel 2019, è leader di mercato e conta su un team di più di 500 persone che operano nelle due sedi di Roma e Milano - epicentri finanziari, produttivi, politici e commerciali del Paese - e che collaborano in modo sinergico con clienti nazionali e internazionali in tutti i comparti.

Il portafoglio di Bain in Italia annovera infatti, oggi, oltre 200 clienti, attivi nei più diversi e innovativi settori industriali, tra cui: Financial Services, Energy & Utilities, Advanced Manufacturing Services, Retail, Consumer Products.

Dal 2018, gli uffici italiani di Bain & Company sono guidati da Roberto Prioreschi, nel ruolo di Managing Director. Pioreschi è entrato in Bain nel 1995, occupandosi prevalentemente di Industrial Goods & Services, con un particolare focus nel settore Energy & Utilities.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400