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LE ROTTE DELLA RIPRESA

Il valore condiviso dalla fonte alla tavola

Piani industriali e investimenti per generare una crescita sostenibile anche per le comunità: Sanpellegrino ha impostato così la sua linea d'azione. Come spiega l'Head of Sustainability Fabiana Marchini

Sergio Luciano
Il valore condiviso dalla fonte alla tavola

«Creazione di valore condiviso attraverso piani industriali e investimenti che generino una crescita che sia sostenibile, anche attraverso lo sviluppo di progetti di collaborazione con le comunità in cui operiamo. E questo porta il nostro business a concentrarsi su tre elementi chiave, che sono le persone, le comunità e il pianeta»: a spiegare ai microfoni di Sportello Economy la “mission” del Gruppo Sanpellegrino, una stella italiana di prima grandezza nella galassia del colosso Nestlé, sulla sostenibilità è Fabiana Marchini, Head of Sustainability del Gruppo Sanpellegrino: «Per noi fare sostenibilità – precisa -  vuol dire prenderci cura e avere un impatto positivo sulla società, partendo dalle persone, aiutandole a sviluppare delle scelte di consumo salutari e responsabili. Per esempio, sosteniamo un programma di educazione all’idratazione che promuove principi di benessere psicofisici legati appunto ad una corretta idratazione in funzione dei bisogni dei singoli individui e dei loro stili di vita. Abbiamo anche un programma di educazione al corretto utilizzo dell'acqua e al riciclo».

Il Gruppo San Pellegrino si è impegnato ad annullare le emissioni di anidride carbonica entro il prossimo anno

In concreto che significa “creare valore con le comunità”?

La risorsa idrica è un bene prezioso per tutti, ma per noi è una vera e propria mission quella di preservare e garantire all'acqua un futuro di qualità. Per questo, sviluppiamo progetti volti alla tutela e alla valorizzazione di questo bene, collaborando con le comunità nelle quali operiamo. Sviluppiamo da anni progetti per ridurre il nostro impatto ambientale collegato alla nostra attività, attraverso anche l’efficientamento del sistema produttivo volto ad ottenere un risparmio sia energetico che idrico. Sviluppiamo, inoltre, piani per una logistica ecosostenibile e ci impegniamo per ridurre il peso degli imballaggi e incrementare l’uso di materiali riciclati. L'approccio di sostenibilità deve essere a 360°, anche con una visione differenziata su persone, comunità e pianeta.

È una filiera complessa da presidiare quella dell’acqua minerale?

Essere produttori di acqua minerale è un impegno che prendiamo molto seriamente e che potremmo riassumere in 3 parole chiave: consapevolezza, orgoglio e responsabilità. Consapevolezza perché l'acqua è essenziale per la vita. Ma c’è anche un tema di orgoglio, perché l’acqua minerale è un prodotto unico, che per legge deve essere imbottigliato puro alla fonte, che fa un percorso straordinario nel sottosuolo, durante il quale si arricchisce di quei sali che lo contraddistinguono. Pensate che l'acqua Sanpellegrino viaggia per trent’anni nel sottosuolo della Val Brembana e nel suo percorso a contatto con le rocce trascina con sé quei sali minerali che la rendono unica e inconfondibile, microbiologicamente pura alla fonte e con caratteristiche che vengono certificate in etichetta e riconosciute in oltre 150 paesi da oltre 120 anni. Perché un’altra caratteristica dell’acqua minerale è proprio questa: la sua costanza nel tempo. Ed essendo questa risorsa così straordinaria, comporta per noi che la gestiamo un forte tema di responsabilità, di come tuteliamo le fonti e i territori, di come la usiamo in maniera sostenibile e di come ci impegniamo a gestirla in maniera efficace.

Quindi mi faccia capire: tutelare il territorio da cui sgorga un’acqua minerale significa tutelare anche l’acqua?

Certo, l'acqua non è altro che il frutto del territorio da cui nasce ed è impensabile non tutelarlo, e noi ci impegniamo a valorizzare e tutelare i territori da cui nascono le nostre acque, per garantirne la qualità, la purezza nel tempo.

Per esempio?

Abbiamo stretto una collaborazione importante con Federparchi per promuovere la biodiversità del territorio di circa 1300 ettari della tenuta da cui sgorga  Acqua Panna, a Scarperia in Toscana, partendo da  un censimento della flora e della fauna dell'area. Ci siamo impegnati a certificare entro il 2023 tutti i nostri stabilimenti produttivi secondo lo standard internazionale della Alliance for Water Stewardship: nel 2020 l’abbiamo già ottenuto per lo stabilimento dove viene imbottigliata l’acqua S.Pellegrino, nel 2022 certificheremo gli stabilimenti di Acqua Panna e Levissima e San Giorgio in Bosco nel 2023. È una certificazione importante perché attesta come gestiamo in maniera responsabile le nostre acque, come condividiamo le conoscenze con le comunità scientifiche e con i territori con cui collaboriamo per migliorarne la qualità. Un esempio di altre attività che facciamo a tutela dell’acqua è la collaborazione che acqua Levissima ha da anni con il dipartimento di Scienze della terra dell’Università degli Studi di Milano per contrastare la dispersione di acqua conseguente alla fusione glaciale, è un progetto volto a tutelare l'acqua che ha origine dai ghiacciai.

Avete recentemente annunciato un impegno per contribuire a contrastare il riscaldamento globale, in che modo?

Sì, per noi è un impegno importante che è anche il risultato del lavoro di tutti questi anni. Il gruppo Sanpellegrino si è impegnato ad annullare le emissioni di anidride carbonica nei nostri brand internazionali - le acque Sanpellegrino, Acqua Panna, le bibite Sanpellegrino e il brand nazionale Levissima - entro il 2022. Ci concentreremo, in particolare, su quattro delle fasi chiave del nostro processo produttivo che sono la logistica, la produzione, il packaging e il capitale naturale. Per quanto riguarda la fase di produzione ci stiamo impegnando con grossi investimenti anche in biogas e biocombustibili per ridurre il consumo energetico: però consideri che già dal 2010 tutti i nostri stabilimenti utilizzano energie derivanti da fonti rinnovabili e negli ultimi 9 anni abbiamo ridotto del 60% le emissioni di anidride carbonica correlata all’attività produttiva. Per quanto riguarda la logistica, da anni collaboriamo con i nostri fornitori per avere un trasporto sempre più all’avanguardia che utilizza Lng, gas naturale liquefatto: andiamo avanti per questa strada e investiremo 4 milioni all’anno in biocombustibili per ridurre le emissioni correlate al trasporto via gomma e via nave, investimenti importanti proprio per ridurre il nostro impatto ambientale. ù

Entro il 2025 il 50% di tutti i packaging dei prodotti del Gruppo San Pellegrino saranno realizzati con pet riciclato

Ma… e il packaging?

Partiamo dal presupposto che tutti i materiali che utilizziamo sono al 100% riciclabili: plastica, vetro e alluminio. La plastica che utilizziamo è il Pet, un materiale estremamente virtuoso perché è flessibile, ultraleggero, trasparente e garantisce la qualità del prodotto. Il Pet è un prodotto  100% riciclabile può essere riutilizzato sia per nuove bottiglie che per numerosi altri prodotti. Nel 2010 siamo stati i primi a lanciare un prodotto, la bottiglia LaLitro di Levissima, con Pet riciclato e a marzo 2021 siamo nuovamente stati i primi a lanciare in Italia la prima referenza realizzata al 100% con plastica riciclata (RPet). Ci impegniamo entro il 2025 ad avere almeno il 50% di pet riciclato in tutti i nostri packaging, un percorso che dobbiamo fare anche attraverso il supporto che diamo concretamente allo sviluppo di un processo di raccolta e riciclo cha anche il sistema Paese deve fare.

Questo impegno sul tema della sostenibilità quanto è apprezzato dal vostro consumatore finale?

Sì, e sempre di più, nel senso che anche il consumatore sta facendo un suo percorso verso la sostenibilità e questo impegno è ormai un qualcosa che coinvolge tutti, le aziende e i loro consumatori. Le aziende devono esporsi in prima persona, impegnarsi per contribuire a un percorso di sostenibilità, e i consumatori devono essere parte attiva di questo percorso. Hanno sensibilità diverse ma stanno tutti crescendo in consapevolezza, chiedendo senso di responsabilità e impegni concreti. Tutto questo deve diventare un circolo virtuoso che coinvolge il sistema Paese, le imprese, i consumatori, perché solo così possiamo pensare un percorso davvero sostenibile. 

L'acqua è una risorsa straordinaria che comporta un tema di forte responsabilità

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