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Millennial, una generazione destinata a pensioni quasi inesistenti

Ma c'è una buona notizia: piccoli risparmi, calibrati in base alle proprie disponibilità, bastano per costruire una pensione integrativa

Redazione Web
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Non c’è millennial che non si sia interrogato almeno una volta con preoccupazione sulla propria pensione e i dati mostrano come questa paura sia, purtroppo, fondata. Il ritardo dell’ingresso nel mondo del lavoro, la discontinuità contributiva e la debole dinamica retributiva che caratterizza molte occupazioni sono il mix di fattori che determinerà per questa generazione un futuro previdenziale caratterizzato da pensioni molto basse: secondo Censis e Confcooperative, se la situazione non cambierà, entro il 2050 in Italia ci saranno 5,7 milioni di poveri in più.

L’Italia è anche uno dei Paesi più longevi nel panorama internazionale, con una speranza di vita alla nascita che si aggira intorno agli 82,3 anni (dati Istat) e con una popolazione che invecchia molto rapidamente: entro il 2040, secondo l’OCSE, gli over 60 raggiungeranno il 39,4% della popolazione. Mentre la forza lavoro continua a calare, la spesa pensionistica è in costante aumento: nel 2020 l’Italia ha raggiunto una spesa record pari al 17% del PIL, tra le più alte in Europa. Non sorprende, quindi, che il tasso di sostituzione - il rapporto tra il primo assegno pensionistico e l’ultimo stipendio percepito - oggi pari al 70% circa, secondo l’Inps calerà al 55% entro il 2060. 

Questa complessa situazione può, però, essere mitigata dalla previdenza integrativa, se si inizia per tempo a risparmiare ed investire il proprio denaro attraverso un piano di accumulo. Il principale ostacolo a questo tipo di iniziative è l’idea di dover rinunciare a una parte del proprio reddito per qualcosa che è percepito come molto lontano nel tempo. Questo ragionamento, però, non tiene conto del fatto che il vero alleato degli investimenti sia il tempo e che, proprio ragionando in un’ottica di lungo periodo, non sia necessario privarsi di grandi somme in una volta sola. Gimme5 - la soluzione digitale per la gestione del denaro che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in un fondo comune di investimento – mostra in una simulazione dedicata come siano sufficienti piccoli risparmi, calibrati in base alle proprie disponibilità, per costruire la propria pensione integrativa. 

Seguendo un Piano di Accumulo del Capitale (PAC), si sceglie di destinare una quota del proprio risparmio mensile alla creazione di un patrimonio che, col tempo, potrà soddisfare obiettivi di investimento a lungo termine. La simulazione mostra quale dovrebbe essere la quota mensile di risparmio da investire, per poter beneficiare a 67 anni di una pensione integrativa da €1.500 al mese. Ovviamente, l’ammontare della quota da investire varierà a seconda dell’età a cui si attiva il proprio Piano. Ai fini della simulazione, è stato assunto un rendimento medio annuo del 5%, che solitamente rappresenta la performance media, nel lungo periodo, di un investimento azionario (dati del "Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2020", Credit Suisse, London Business School).

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