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Nuove competenze,
ultimo miglio

È scattato l’ultimo mese per accedere allo strumento di formazione finanziata. Facciamo allora un punto della situazione

Valeria Gelosa
Nuove competenze,ultimo miglio

Il presidente Anpal, Domenico Parisi

A fine aprile si registravano circa 2.500 istanze approvate, 18 milioni di ore di formazione per circa 177.000 lavoratori. Ed era già stata decisa la proroga al 30 giugno 2021.

Fondo Nuove Competenze: di cosa si tratta

Il FNC è stato istituito dall'ANPAL al fine di contrastare e limitare l’impatto negativo sui livelli occupazionali, derivante dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e accompagnare la fase di ripresa delle imprese. Istituito dal Decreto Rilancio (Dl 34/2020) e rifinanziato dal Decreto Agosto, permette alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro, dedicandone una parte ad attività formative per sviluppare le competenze dei lavoratori. Favorisce così percorsi di upskilling e reskilling e riconosce al datore di lavoro il costo orario, comprensivo dei relativi contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori cui viene applicato un CCNL. Le imprese possono prevedere, per ogni singolo lavoratore, un massimo di 250 ore di formazione. Per i costi della formazione possono utilizzare le risorse accantonate presso i fondi inter professionali, come Fondimpresa e Fondirigenti.

Giugno: ultimo mese per presentare le domande

I dati di fine aprile, riportati sopra, dimostravano una maggior consapevolezza delle organizzazioni italiane riguardo al valore della formazione, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale. Anche le query online confermano l’interesse e la sensibilità: come riporta Google Trends, si sono verificati dei picchi nelle ricerche sul Fondo Nuove Competenze a gennaio e poi di nuovo a maggio.

Secondo una indagine di Tack TMI, il brand di Gi Group per il Learning & Development, circa 1 azienda su 2 delle rispondenti (52,6%) non ha ancora implementato il Fondo Nuove Competenze, ma sta elaborando progetti per fare richiesta di accesso: “Ciò conferma che la proroga al 30 giugno e il nuovo finanziamento da un miliardo e mezzo attraverso il Recovery Fund europeo sono stati un’ottima notizia per le aziende italiane – commenta Irene Vecchione, AD di Tack TMI Italy – È infatti da considerarsi una grande opportunità per la ripresa del tessuto imprenditoriale italiano e per stare al passo con le sfide del futuro”.

Ma come dovrebbe essere utilizzato il Fondo?

La cornice normativa non prevede vincoli dimensionali/settoriali per le aziende e non pone limiti alle tematiche e agli argomenti da erogare. Per una realtà su tre (31,6%) tra quelle interpellate da Tack TMI questa formazione dovrebbe concentrarsi sulle tematiche relative a smart people, ovvero sullo sviluppo di quelle competenze richieste, ad esempio, dai nuovi modelli di collaborazione e dallo smart working e il 21,1% ritiene necessario, invece, promuovere corsi relativi alla digital transformation, soprattutto in ambito cyber security, big data e cloud computing. Mentre minor importanza viene data al miglioramento della produzione, come supply chain, lean management, green e circular economy. “Come emerge dalla nostra esperienza quotidiana e dalla nostra survey, le imprese stanno investendo soprattutto nell’adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi post-pandemia. Agile PM, gestione del team da remoto, nuovi stili di leadership, virtual-selling e nuove tecnologie sono le tematiche più richieste, oltre a quelle legate alle competenze linguistiche. Il nostro auspicio è che l'incertezza e la volatilità del contesto attuale possano diventare una leva per facilitare l’accesso alla formazione e favorire un approccio nuovo all’apprendimento che sia garanzia di employability, competitività e sviluppo economico e sociale – aggiunge Irene Vecchione.

Si sostiene che la formazione sia l’arma più potente per garantire l’occupabilità delle persone nel lungo termine soprattutto in un mercato del lavoro come quello attuale. Politiche attive si dice nel gergo tecnico. Si può quindi immaginare all’orizzonte, come alcuni richiedono, un rifinanziamento massiccio e una valorizzazione del Fondo Nuove Competenze?

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