Quantcast

La medicina legale
fa i conti col Covid

Il 18 e 19 giugno Simla si confronterà sulle conseguenze della pandemia durante il 44mo Congresso Nazionale, dall'evocativo titolo “Nell’era della complessità negata: autocoscienza ed impatto sociale della medicina legale”

Redazione Web
La medicina legalefa i conti col Covid

Franco Marozzi, Simla

Quando saremo fuori dalla pandemia, non avremo certo finito di fare i conti col Covid-19. Anzi. Passeranno anni solo per valutarne le conseguenze, sanitarie ed economiche. Ne è convinto Franco Marozzi, il responsabile della comunicazione della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni. Il 18 e 19 giugno Simla si confronterà proprio su questi temi durante il 44mo Congresso Nazionale, dall'evocativo titolo “Nell’era della complessità negata: autocoscienza ed impatto sociale della medicina legale”. «La tragedia legata alla pandemia Covid19, della quale si intravede, ora, incrociando le dita, una possibile uscita, ha condizionato in maniera rilevantissima la scelte e l’operatività di tutte le specialità mediche in Italia e in tutto il mondo e, ovviamente, anche della medicina legale», spiega Marozzi. «Probabilmente siamo solo agli inizi di un percorso che vedrà la nostra disciplina impegnata a gestire gli effetti del post pandemia in tutte le ricadute che si porranno in opera sul fare, l’agire e l’essere in un mondo trasformato, sofferente ma che forse ha imparato anche qualcosa da questo tragico evento».

Così, il programma, venerdì 18 giugno, partirà proprio dalle “Cure intensive e necessità di assistenza in corso di pandemia” con la discussione guidata dal prof. Vincenzo Pascali dell’Università Cattolica di Roma. Tra i vari incontri a tema, segnaliamo “Responsabilità professionale e operatori Asl: prima e dopo Covid19”, coordinato dal Prof. Mario Gabbrielli dell’Università di Siena e del Dott. Pasquale Malavenda del direttivo di Simla: «Ci sarà molto da ascoltare, da imparare e da discutere perché il fenomeno è nuovo e che sarà forse condizionato da una legislatura ad hoc: fatto totalmente impensabile prima degli effetti della diffusione del Covid-19», sottolinea Marozzi. Anche nella seconda giornata si parlerà degli effetti della epidemia virale, che stiamo ancora vivendo, sull’attività assicurativa pubblica e privata in una tavola rotonda, coordinata dal Prof. Ascanio Sirignano dell’Università di Camerino, dal titolo “Infezione virale: tra infortunio e malattia”. «Figure di rilevanza nazionale affronteranno il tema nell’ambito della grandissima esperienza che Inail e Inps hanno accumulato in questi mesi e sarà poi la volta di dedicare spazio all’argomento dell’indennizzabilità e della valutazione dei postumi dell’infezione da Sars-CoV2 nel contesto infortunistico privato che già tante polemiche ha suscitato», continua Franco Marozzi. «L'Osservatorio Inail parla di almeno 150mila contagi, tutti rubricati come infortuni sul lavoro», spiega il portavoce di Simla, «con una percentual molto elevata per quanto riguarda soprattutto i morti: 2 su 3 nella prima ondata. E ora si apre il tema, molto complesso, di cosa succederà ora: quali saranno gli eventuali postumi di queste situazioni? Mentre per quanto riguarda la Sars i postumi erano lievi o comunque non rilevanti, con il Covid, oltre ai problemi polmonari, alla fatigue, che ancora non è stata ben indagata, si è inserita anche la questione dei riflessi psichici. Il lockdown, la malattia, hanno portato distanziamento sociale e paura: se si tratta di infortuni sul lavoro, come gestirà l'Inail questi postumi? E, dato che l'Inail ha il regresso sul responsabile civile, generalmente il datore di lavoro o, nel caso degli infortuni in itinere, le assicurazioni, queste questioni si riverberano poi anche sulle imprese e sul mercato privato delle assicurazioni contro gli infortuni».

Marozzi poi evidenzia un tema di fondo che ha del filosofico: «Come si deve liquidare la sofferenza? Non il dolore: la sofferenza. In Simla ci siamo candidati a darne un profilo economico, perché la sofferenza ha un prezzo. C'è da dire che stiamo anche lavorando per valutare il danno su tabelle che risalgono agli anni '20, cambiate poi negli anni '60: sono passati sessant'anni e l'uomo, stando a quelle tabelle, lo vediamo ancora come soggetto che lavora in fabbrica o nelle campagne. E invece: quanto vale oggi il movimento delle dita sulla tastiera? Cosa succederà al risarcimento del danno in Italia, sotto ogni profilo? I destini di questa particolare branca della responsabilità civile interessa in modo spiccato le assicurazioni, certo, ma anche tutto il sistema produttivo: dagli ospedali per la responsabilità medica ai datori di lavoro per la colpa, tutti sono influenzati dalle decisioni che prendiamo noi medici legali sulla base di situazioni legislative che per l'intervento diffuso e costante della giurisprudenza stanno cambiando senza una filosofia precisa». conclude Marozzi. «Ed è giunto il momento di fare un po' ordine».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400