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Tra innovazione
e comunicazione

I giovani imprenditori stanno cambiando i paradigmi dell'economia reale. Cogliendo le opportunità che social e media tradizionali mettono a disposizione. Intervista al presidente di Angi (Associazione nazionale giovani innovatori) Gabriele Ferrieri e al suo "braccio destro" Fabio Biccari

Marina Marinetti
Tra innovazionee comunicazione

Gabriele Ferrieri, presidente di Angi

«L’innovazione è il comun denominatore per la comunicazione e il mondo del digitale. Le continue sperimentazioni che nascono e crescono in progetti sempre più elaborati, mostrano nuove tendenze che suscitano curiosità nei confronti degli usufruitori e permettano alle aziende di utilizzare nuovi strumenti per raggiungere nuovi target e rendere la comunicazione sempre più efficace ed efficiente». Detto da Gabriele Ferrieri, il presidente dell'Associazione Nazionale Giovani Innovatori, nonché co-founder e Managing Director di iCarry, la prima piattaforma di home delivery italiana, l'assunto ha un suo peso. Con Fabio Biccari, che oltre che appassionato di innovazione digitale è fondatore della Digital Transformation Factory, Ferrieri condivide la visione di un futuro che è sempre più a portata di mano. E che vede nell'innovazione e nella contaminazione tra competenze ed esperienze diverse la chiave di volta. I due, d'altronde, hanno un curriculum che parla da solo: Gabriele Ferrieri è anche docente universitario, membro della giuria del Premio Leonardo Startup, fa parte della Task Force B20 Digital Transformation e ha trasfuso il suo credo, oltre che in azienda, nel velume “Pensare oltre e agire veloce”, mentre Fabio Biccari, oltre che professore universitario di Marketing e Comunicazione Digitale, è anche direttore scientifico dell'Executive Master Empoin Politics and Innovation for Next Generation (e, chiaramente, membro del comitato scientifico di Angi).

Fabio Biccari

Che tipo di network è Angi?

(Gabriele Ferrieri) Promossa e patrocinata dalle maggiori istituzioni italiane ed europee tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Parlamento Europeo, l’Angi - Associazione Nazionale Giovani Innovatori ha la finalità di proporsi in Italia e nel mondo come punto di riferimento per l’innovazione, sviluppandola in tutte le sue declinazioni. Il suo network è composto da una community di oltre 5000 sostenitori in Italia e nel mondo composta dagli amanti del mondo innovazione: dalle scuole alle università, dalle istituzioni alle imprese, dalle fondazioni agli enti di ricerca fino ai giovani, agli innovatori, ai professionisti e ai ricercatori che rappresentano la linfa vitale del nostro futuro.


C'è un ricambio generazionale importante che si sta manifestando nell'imprenditoria italiana. Nuove idee, nuovi paradigmi. Si salva qualcosa del "vecchio mondo"?

(Gabriele Ferrieri) La spinta generazionale è forte e i giovani vogliono dimostrare il loro talento, sperimentando sempre più nuovi progetti e dimostrando il proprio valore, sia per chi sceglie di fare impresa o sogna di diventare un professionista dell’innovazione. Allo stesso tempo però è importante un dialogo e una sinergia pubblico privata per creare le giuste condizioni alla crescita dei progetti d’impresa, valorizzando a livello meritocratico le iniziative più meritevoli ad alto valore tecnologico, altrimenti si rischia di essere soggetti al cosiddetto fenomeno della fuga dei cervelli, giovani che scoraggiati decidono di lasciare l’Italia per cercare fortuna all’estero. In questo contesto pertanto è fondamentale creare un giusto dialogo intergenerazionale e sostenere sinergie tra imprese innovative e tradizionali, preservando parte di quel “vecchio mondo” che fatto di esperienza e di importanti trascorsi, possa avviare un cambiamento il cui l’innovazione e la tradizione possano correre di pari passo.


Tutto passa prima dalla comunicazione. Peccato che non la si distingua dal marketing.

(Fabio Biccari) Credo che i social media abbiano generato molta confusione facendo correre ai ripari gli addetti della comunicazione che si sono trasformati in social media manager da un lato e dall'altro i social media manager si sono trasformati in esperti di marketing digitale. L'equivoco nasce soprattutto dall’ ”ignoranza", permettimi il termine, delle aziende che con la nascita dei nuovi media si sono ritrovate spiazzate andando a ridefinire i ruoli e appoggiandosi a persone, a loro vicine ma che al contempo non erano preparare per affrontare il cambiamento. Il marketing oggi in realtà ha un aspetto più strategico e prende tutte le aree dell’azienda, grazie al digitale è diventata la perfetta fusione tra marketing e commerciale, dove si lavora sul prodotto e sul cliente, utilizzando i canali come mezzo per convertire. Il comunicatore e colui che conosce il linguaggio dell'azienda, il suo tone of voice e cura i rapporti con le istituzioni gli stakeholder in generale. Sono due mondi vicini che devono tornare a concentrarsi sulle loro skills e ruoli.


Tra social e canali tradizionali chi vince?

(Fabio Biccari) Tutti i canali sono importanti, dipende cosa vogliamo comunicare e a chi. I social media sono molto forti ma ognuno di loro si rivolge a un target diverso. È impensabile per un'azienda essere su tutti i canali, andando a gestire piani editoriali complessi che non portano ad alcun risultato. Stessa cosa avviene per i canali tradizionali, non conta la tiratura di un giornale o lo share di un programma tv, quello che conta sono le persone che lo leggono o che lo guardano e se rientrano nel nostro target di riferimento. Per questa ragione quando inizio un progetto con le aziende il primo step è comprendere il loro target percepito per trasportarli verso il target potenziale, fondamentale per costruire qualsiasi strategia.


Ma anche il target è altrettanto importante.

(Gabriele Ferrieri) Occorre un’accurata analisi per poter targetizzare in maniera efficacie il proprio pubblico e veicolare il messaggio ai giusti destinatari. A mio parere è fondamentale identificare le tematiche e le giuste tendenze, intercettando l’interesse del lettore e soprattutto creando curiosità. Il linguaggio è altrettanto importante, in quanto occorre esprimere il proprio contenuto in maniera elaborata e diretta al fine di raggiungere l’obiettivo che si è prefissati di comunicare.


Innovazione e comunicazione non sembra vadano di pari passo, però.

(Fabio Biccari) Più che altro non può esserci innovazione senza comunicazione. Mi spiego meglio, in Italia ci sono molti progetti innovativi, sia aziendali che istituzionali ma purtroppo non vengono comunicati nel modo corretto, questo fa perdere di forza su quanto è stato fatto, perché se non raggiunge il giusto target, che sia esso il consumatore finale, le aziende o potenziali investitori, quanto è stato fatto rischia di finire nel buco nero dell'informazione.

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