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Next Gen EU: la supervisione dell’Europa opportunità per l’Italia e per il Mezzogiorno

Il nostro Paese non ha brillato per la capacità di impiegare correttamente e con ordine i fondi europei, ma ora...

Andrea Volpe*
Next Gen EU: la supervisione dell’Europa opportunità per l’Italia e per il Mezzogiorno

Una cosa è certa: l’Italia non ha mai avuto una occasione di crescita strutturale come questa. Non abbiamo mai avuto a disposizione una quantità così elevata di fondi per programmare il nostro rilancio economico, come quelli previsti dal Next Gen Eu. Sono oltre 200 miliardi di euro per lasciarsi alle spalle la terribile emergenza sanitaria, disegnando – al contempo – un’Italia più competitiva, più digitale, più sostenibile. Un’Italia del futuro, finalmente in grado di risolvere i problemi strutturali che negli anni ne hanno fatto spesso il fanalino di coda in Europa dal punto di vista della crescita economica e della produttività.   

Il nostro Paese si trova davanti a un’occasione senza precedenti, a una sfida di proporzioni storiche. Con la grave crisi economica generata dalla pandemia che ha gravato ulteriormente su un debito pubblico di proporzioni monstre, dobbiamo assolutamente tornare a crescere, e pensare alle future generazioni.    

Proprio per le proporzioni di questa sfida, ho accolto con particolare favore la formazione del Governo guidato dal Premier Mario Draghi. Una figura di assoluto prestigio a livello mondiale, che ha dimostrato nel corso della carriera, e da ultimo alla guida della Banca Centrale Europea, di saper agire con pragmatismo, visione strategica, e chiarezza di intenti. Con questo approccio, Mario Draghi riuscì a tirare fuori dal pantano della speculazione interazionale l’Europa e a ristabilire una rotta sostenibile, dopo il crack di Lehman Brothers, e la crisi dei Debiti Sovrani. La presenza di Mario Draghi è una garanzia in termini di credibilità e di progettualità per un Paese come il nostro che da tanti anni cresce molto meno di tutti i peers europei. 

Ma non solo. Ritengo che il sistema di supervisione deciso dalla Commissione Europea, che richiede agli stati membri un cronoprogramma preciso e dettagliato sull’utilizzo dei fondi, con particolare focus sulle tempistiche di realizzazione dei progetti, se a prima vista può apparire un po’ invasivo, per l’Italia rappresenta un’opportunità straordinaria. Storicamente, non è un mistero, il nostro Paese non ha brillato per la capacità di impiegare correttamente e con ordine i fondi europei, così come non ha mai mostrato tra le proprie virtù particolare abilità nella finalizzazione e nello scaricare a terra i progetti. Adesso l’Unione Europea ci dà una roadmap, ci tratteggia delle fasi di verifica, ci permette di agire all’interno di un sistema sano, da cui l’Italia non può far altro che trarre importanti benefici. Un modello in uso in tutte le grandi multinazionali, cui la UE sembra rifarsi.

Attenzione privilegiata dovrà essere data, all’interno di questo scenario, alla crescita del Mezzogiorno, che rappresenta una condizione fondamentale per la sostenibilità futura dell’intera nazione. Ed è una crescita che non si fa con i sussidi, bensì con gli investimenti delle imprese e per le imprese. Sono le aziende, infatti, che creano posti di lavoro, che contribuiscono al Pil, e che danno una spinta decisiva per attivare quel circolo virtuoso che poi incide sui consumi. Non bisogna perdere l’opportunità del Next Gen Eu per investire nello sviluppo del Mezzogiorno e convincere i giovani talenti a non guardare sempre al Nord o all’estero quando immaginano il proprio futuro lavorativo. Ci sono ottime università al Sud, ci sono giovani professionisti che non hanno nulla da invidiare a nessuno. Si deve intervenire in maniera tempestiva e decisa. Il Sud Italia deve svilupparsi, costruire, innovare, solo così avremo un grande futuro, e saremo una grande Italia, al di là dei fondi UE.

* Ceo di Optima Italia

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