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G20, le imprese vogliono
competenze e compliance

Un webinar organizzato da The Skill fa il punto sulle raccomandazioni che gli operatori economici presenteranno alla Presidenza italiana del G20

Redazione Web
G20, le imprese voglionocompetenze e compliance

Non sarà un G20 come tutti gli altri. Non lo sarà per l’Italia che per la prima volta presiederà il vertice e dal dicembre 2020 è alla guida del Forum e impegnata nei lavori preparatori. Non lo sarà per la comunità internazionale che dopo aver lottato, con alterne vicende, contro il grande nemico invisibile, ora intende mettere in campo una risposta concertata per mobilitare risorse intellettuali e finanziarie all’altezza della sfida della grande ripartenza.


“PERSONE, PIANETA, PROSPERITÀ”, I PILASTRI DELLA PRESIDENZA ITALIANA

I lavori preparatori in vista del vertice dei Capi di Stato e di Governo che si terrà a Roma il 30 e il 31 ottobre sono partiti e si sviluppano  attorno a tre assi prioritari: “Persone, Pianeta e Prosperità”. C'è una lezione che la pandemia ha insegnato a tutti: la strada nella quale ci trovavamo era sbagliata, la direzione va cambiata e l’obiettivo primario del nuovo modello di sviluppo industriale deve essere la centralità della sostenibilità ambientale. Un ruolo fondamentale per tracciare la nuova rotta lo avrà il B20, il più autorevole degli Engagement Group istituiti dal G20, che ha l’obiettivo di formulare raccomandazioni di policy indirizzate alla Presidenza di turno del G20 in un novero di settori strategici. Riservato alle imprese e alle loro organizzazioni di rappresentanza, il B20 annovera mediamente oltre 1.000 delegati titolari dei Paesi G20, tra cui i vertici delle principali multinazionali, e circa 3.000 partecipanti complessivi in rappresentanza di una comunità d’affari che conta complessivamente oltre 6,5 milioni di imprese. 

Un webinar organizzato dallo studio di comunicazione The Skill con la collaborazione di Aitra Aigi Remtech Expo  - “La compliance per un nuovo modello di sviluppo sostenibile B20 Italy occasione unica di riflessione multilaterale” - ha provato ad accendere un primo confronto, coinvolgendo tra gli altri due componenti del grande gruppo di “suggeritori strategici” - Antonio Matonti (Direttore Legale Confindustria – Task Force Manager B20 Italy “Integrity & Compliance) e Cosimo Pacciolla (Legal Manager Q8, Membro Coordination Group, Task Force “Integrity and Compliance” B20 Italy 2021) - e concentrandosi in particolare sugli obiettivi regolatori da perseguire.


GLI OBIETTIVI DEL B20

A tracciare l’identikit e il perimetro del lavoro del B20, è stata Alessia Bausano (Affari Legislativi Confindustria): “Il B20 engagement group rappresenta imprese, istituzioni finanziarie e industriali dei paesi del G20, l'obiettivo del B20 è fare raccomandazioni e proposte in tema di sviluppo energetico e ambientale che dettino l’agenda dei lavori”. Nello specifico il gruppo internazionale “rappresenta una comunità fatta di oltre 6 milioni di imprese di varie dimensioni rappresentate da un numero che supera le 3000 unità”. Quest'anno le task force si concentrano su finanza, impresa, trasformazione digitale, salute, sostenibilità, emergenze globali. Le task force lavorano ciascuna programmando vari incontri durante l'anno ai quali partecipano per ciascuna task-force 100-110 rappresentanti dei paesi del G20. Insieme alle task force c’è un advisory board e un polo di avvocati di imprese multinazionali, che lavorano insieme a istituzioni intergovernative come l'Ocse e le camere di commercio internazionali.

“Nel B20 c’è il 90% del Pil mondiale, partecipano circa 1200 tra amministratori delegati, direttori finanziari e general manager delle multinazionali del mondo” spiega Cosimo Pacciolla. “La prima volta che ho partecipato al B20 ho capito quanto fosse importante superare il localismo”. Ma la domanda che molti si pongono è: quanto è concreto il B20? “Molto più concreto di quanto si pensi – risponde Paciolla – in Italia c'è poca attenzione per questa attività così strategica”. Per ragionare sul da farsi occorre partire da un presupposto, dice Silvia Paparella Ad Ferrara Fiere Congressi, General Manager RemTech Expo: “Il 2020 è un anno che studieremo nei libri di storia, sia per la pandemia sia per quello che ha generato la pandemia, ossia il green new deal”.


LE GARE, LA LOTTA ALLA CORRUZIONE E IL “SOFT CONTROL”

Le ricette e le indicazioni emerse dal webinar si orientano su vari fronti, a partire dalla necessità di una maturazione del Sistema Italia nel segno della trasparenza, affinché si svolgano competizioni e gare credibili e in grado di premiare il merito. “Negli ultimi 16 anni mi sono occupato dell’approccio investigativo rispetto ai temi di frode e corruzione che hanno investito in alcuni casi in questi anni le federazioni sportive” racconta Marco Befera, Head of Compliance and International Audit per Sport Salute Spa. “Sono partito con una grande fiducia nei controlli quantitativi, negli strumenti tecnologici, poi ho capito che invece questi strumenti sono inutili se utilizzati in un ambiente dove quel tipo di comportamento può crescere vigoroso”. “E’ utile incoraggiare i buoni comportamenti piuttosto che incidere con la punizione, la corruzione, è un tema che si affronta rafforzando l’ambiente etico”. E come si rende migliore l'ambiente etico? “L’approccio è quello del ‘soft control’, per esempio è utile fare dei sondaggi tra i propri fornitori per fare domande su procedure, gare, assegnazioni da cui sono stati esclusi, per cercare di capire le loro impressioni sul rispetto delle procedure”. 

“Quando affrontiamo il problema etico della corruzione – aggiunge Giorgio Martellino, general counsel di Avio - dobbiamo scordarci l’aspetto sanzionatorio e focalizzarci sull'aspetto preventivo e di comportamento. Serve semplificare, il tema della paura della firma da parte dei funzionari pubblici, focalizzato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. E’ un tema importante perché si rischia l’immobilità, le leggi recenti invece rafforzano il voyeurismo senza intercettare i veri problemi, serve sapere veramente a che livello dobbiamo intervenire e avere ben chiaro il processo amministrativo prima di predisporre i controlli”. E ciò si applica anche nel contesto dei futuri sviluppi tecnologici che sono al centro del green new deal: “Per dare spazio e fare spazio alla tecnologia – spiega Silvia Paparella - serve semplificazione. Per noi il fattore tempo è una variabile indispensabile, non servono pareri che durano mesi o procedure infinite che rallentano troppo la fase decisionale”.


DIGITALIZZAZIONE E APPALTI PUBBLICI


Riguardo all'esigenza di coniugare la semplificazione con il controllo, è necessario focalizzarsi sulla necessità di creare un comportamento virtuoso che diventi l’assioma dell’impresa. Proprio per raggiungere questi obiettivi il B20, come testimonia Antonio Matonti, direttore legale di Confindustria, si è concentrato su alcuni pilastri: “Servono responsabilità e presìdi anticorruzione lungo i cicli degli appalti pubblici. E poi digitalizzazione, compliance operativa, azioni condivise tra mondo pubblico e privato, investire forte sulle tecnologie. E infine allineare gli ordinamenti, perché a livello internazionale non c'è omologazione”. L'ultima parola spetta alla legge e quindi al magistrato presso la Procura di Torino, Ciro Santoriello, che punta il dito contro alcune sanzioni, inutili a suo dire, per correggere comportamenti sbagliati: “Sia nei temi ambientali, che nelle frodi che portano all'evasione fiscale, non è che se si aumenta la sanzione si aumenta la deterrenza, anzi i continui annunci di aumenti della sanzioni per chi evade le tasse aumentano la mancanza di credibilità dello Stato, visto che l'evasione fiscale continua a essere un problema serio in questo paese. E’ orribile sentir parlare di ‘lotta all’evasione fiscale’ quando si parla di nuove norme penali che sanzionano questo comportamento, il diritto penale è uno strumento e non una lotta, in questo senso – ha continuato il magistrato – il whistleblowing, per esempio, è chiaramente una manifestazione della crisi di legittimità della classe politica. La denuncia anonima, la delazione anonima, strumento tipico dello stato dittatoriale, non serve a nulla”.

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