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Federmanager, ex Ilva: i dirigenti non siano responsabili dei rischi sicurezza

Cuzzilla: "Il primo effetto di questa situazione riguarda le garanzie di sicurezza minime per uno stabilimento così rischioso, che oggi non sono assicurate"

Redazione Web
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Un grave depauperamento della funzionalità degli impianti e, soprattutto, l’assenza di garanzie sulle condizioni di sicurezza di tutti i lavoratori sono gli effetti evidenti causati dalla mancanza di nuovi investimenti, dal disimpegno di ArcelorMittal e dalla fibrillante amministrazione della società e dei siti industriali. Questa è la denuncia avanzata da Federmanager, in rappresentanza del management del Gruppo, dopo l’ennesimo incidente verificatosi ieri all’acciaieria di Taranto.

«Il primo effetto di questa situazione», chiarisce Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager, «riguarda le garanzie di sicurezza minime per uno stabilimento così rischioso, che oggi non sono assicurate. In tale situazione, esprimiamo solidarietà ai dirigenti del Gruppo, che declinano ogni attribuzione di responsabilità sull’attuale stato di rischio, contro il quale non sono messi nelle condizioni di poter intervenire efficacemente, oltre alla preoccupazione di vedersi addebitate gravi imputazioni personali dopo l’eliminazione dello scudo penale».

«In rappresentanza del management dell’azienda abbiamo da tempo denunciato i rischi connessi alla mancanza di investimenti in manutenzione e sicurezza che non possono certo essere imputabili ai nostri colleghi», aggiunge il presidente regionale di Federmanager Puglia, Piero Conversano chiarendo che «ora serve uscire dall’impasse politica e serve che anche il Governo si assuma le proprie responsabilità, mantenendo gli impegni presi con l’accordo tra ArcelorMittal e Invitalia, che prevede l’ingresso della società controllata dal Mef nella compagine azionaria di Am Investco e l’avvio di un articolato piano di investimenti ambientali e industriali».

«Ma la riconversione del sito industriale si può e si deve fare solo puntando su un team di risorse manageriali ben qualificate che sia in grado di guidare il processo di rilancio della produzione nello stabilimento di Taranto nelle migliori condizioni possibili», aggiunge il presidente di Federmanager Taranto, Michele Conte, ribadendo che «l’impegno dei manager che operano all’interno del Gruppo non è mai mancato, nonostante il peso dei gravosi provvedimenti giudiziari a loro carico e il graduale impoverimento delle risorse interne di maggiore esperienza che si è registrato in questi ultimi anni, con una inevitabile perdita di qualificate competenze professionali».

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