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Tra banche e imprese lo zampino dell’Eba

Le nuove linee guida sulla concessione e sul monitoraggio del credito

Ecco perché occorre un sempre più stringente monitoraggio andamentale delle posizioni

Marco Turani
Le nuove linee guida sulla concessione e sul monitoraggio del credito

Come noto, già da tempo siamo in una fase in cui le regole introdotte da Eba e dalle Autorità di Vigilanza a seguito di stress test effettuati negli anni scorsi sul sistema degli intermediari finanziari hanno comportato l’implementazione di processi finalizzati ad una più severa valutazione creditizia e ad un più stringente monitoraggio andamentale delle posizioni. Questa situazione potrà essere accentuata. E cosa comporterà tutto ciò? Quali saranno le conseguenze? Accade già, ma potrebbe essere ancora più accentuato il fenomeno per il quale, ad esempio, a fronte di un ritardo di 90 giorni nel pagamento di un debito o nell’evasione di un impegno (qualunque esso sia: impagato, sconfinamento di una linea di credito, ecc.) scatti un passaggio di stato della posizione da bonis ad altro livello (“stage” progressivo) che potrebbe rappresentare un primo indice di probabile difficoltà finanziaria di un’impresa. Tale situazione comporta l’attivazione di meccanismi di monitoraggio che sono finalizzati ad approfondire la reale situazione del soggetto, anche solo con l’obiettivo di correggere eventuali errori nella gestione della tesoreria. 

Ciò genera effetti e ricadute sulla gestione andamentale del rapporto, nonché conseguenze su eventuali richieste di nuovi finanziamenti e, pertanto, potrebbe essere un elemento di preoccupazione. Tuttavia, è da evidenziare che in molte esperienze finora vissute, un migliore monitoraggio da parte della banca comporta molto spesso un miglioramento del rapporto con l’impresa, grazie alla possibilità di individuare e correggere errori gestionali che generano anche sconfini cosiddetti “irregolari”. Alcuni esempi. Si pensi a sconfini generati da un “mark to market” di un derivato: in tal caso la banca deve innanzitutto attivare dei meccanismi di allocazione di linee di credito a fronte di equivalenti creditizi che siano ben tarati (sulla base delle effettive esigenze del cliente e della volatilità stimata delle posizioni normalmente gestite dal cliente stesso in relazione alle proprie esigenze di tesoreria). Un processo creditizio di allocazione delle linee condiviso con il cliente e un monitoraggio molto attento della posizione da parte della banca consentono di non incorrere in tale forma di sconfino che, se perpetrata anche solo per errore... oltre 90 giorni, comporta il sopra citato passaggio di stato. Stessa cosa dicasi per linee di credito a fronte dell’attività di factoring, quando i tempi di dilazione dei pagamenti non vengono adeguatamente tarati e non sussiste un monitoraggio attento da parte della tesoreria e, contestualmente, da parte del gestore di relazione nei confronti del cliente. Poiché il passaggio da uno status bonis ad altro stato di attenzione accade anche per sconfini marginali, perpetrati erroneamente per i noti 90 giorni, si richiede all’intermediario finanziario e all’impresa la presenza di severità nei rispettivi processi. E la componente fondamentale per gestire al meglio un rapporto e non incorrere in situazioni problematiche è la presenza di relazione, di comunicazione continuativa, biunivoca e trasparente fra i due attori (banca e cliente). Questa è, in assoluto, la situazione ottimale per gestire a livello qualitativo e andamentale un’evoluzione positiva, anche in momenti di criticità. 

Partendo da tali presupporti e guardando alle evoluzioni future, in particolare, saranno sempre più richiesti alle imprese adeguati e verificati flussi informativi (assurance da parte di organi di controllo interni ed esterni), storici, correnti e soprattutto prospettici, accurati, affidabili, integrali e tempestivi. 

Occorre adottare una gestione finanziaria pianificata o, se già presente in azienda, renderla ancora più efficiente ed efficace.

In questo contesto la tecnologia e la progressiva digitalizzazione dei processi rappresentano strumenti fondamentali a supporto dei CFO e dei tesorieri, alcuni istituti bancari stanno procedendo con campagne di on boarding nei confronti della clientela corporate, allo scopo di approfondire il grado di digitalizzazione delle stesse nella gestione dei processi di pianificazione e controllo, finanza, tesoreria e correlata gestione dei rischi.

Ma, a questo punto, reiteriamo la domanda: come queste nuove linee guida EBA avranno una ancor più incisiva ricaduta sulle politiche di gestione delle aziende? Cerchiamo di capirlo anche provando ad entrare maggiormente nel dettaglio delle metriche di valutazione.

Negli ultimi tempi il Regolatore si è concentrato sull’elaborazione di linee guida con l’obiettivo di indirizzare definitivamente uno dei principali problemi che gli istituti bancari si sono trovati a fronteggiare nell’ultimo decennio: l’asset quality. In tale contesto, inizialmente il Regolatore si è concentrato sulla risoluzione della criticità legata agli elevati livelli di crediti deteriorati (NPL), problema che caratterizzava in particolare alcuni Paesi dell’Unione Europea tra cui l’Italia.

Con questo percorso di derisking, si è raggiunto il risultato di dimezzare l’NPL Ratio (rapporto tra non performing loan e impieghi totali) che è passato dal 20% al 10% a fine 2019.

Problema risolto? Sembrava ci fossimo avviati su un corretto percorso, purtroppo  il periodo Covid-19 porterà probabilmente ad un aumento dei flussi di NPL maggiore rispetto ad uno scenario di normalità.

Cosa richiede la Banca alle aziende? In primis ciò che serve per la definizione del Rating interno. Oltre a dati storici (ultimi bilanci), sono fondamentali secondo le regole EBA in vigore:

Rating

1) Reddito e flusso di cassa (attuale e prospettico)

2) Posizione e impegni finanziari (attuali e prospettici)

3) Modello di business

4) Piani aziendali supportati da proiezioni finanziarie 

PFN e flussi per il rimborso (raccomandazioni EBA: stime realistiche e sensitivity analysis)

1) Posizione finanziaria netta attuale e prospettica

2) Grado di leva finanziaria

3) Flussi di reddito e flussi di cassa (attuali e prospettici)

4) Flussi di cassa “stressati” da eventi straordinari, ovvero frutto di stress scenarios

5) DSCR (Debt Service Cover Ratio) prospettico

6) Analisi redditività attuale e futura (grandi imprese)

7) Ciclo di monetizzazione del circolante (grandi imprese)

8) Distribuzione dei dividendi (grandi imprese)

Modello di business e strategie (raccomandazioni EBA: analisi di benchmarking in caso di dubbi, analisi assetto organizzativo aziendale)

1) Modello di business aziendale

2) Managerialità e capacità di gestire operazioni di debito

3) Proiezioni basate su Conto Economico, Stato Patrimoniale e cash flow prospettici

4) Rischi di concentrazione verso clienti e/o fornitori strategici

Tutto questo si traduce, per le aziende, nella necessità di rafforzare i propri processi interni di pianificazione finanziaria, sia short che long term, analizzare scenari alternativi e tenere sotto controllo la generazione di cash flow per coprire tutti gli impegni finanziari, gestendo prospetticamente i rischi di tesoreria come quelli operativi.

Volendo concludere con un messaggio positivo, le regole EBA esistono da tempo e, per quanto stringenti apparissero ab origine, hanno di fatto consentito alle banche, alle imprese e al rapporto banca impresa di migliorare e consolidarsi progressivamente, proprio sulla base di uno scambio più proattivo e maturo di informativa. La conferma di tutto questo è rappresentata in primis dalla crescita degli impieghi che, pur con difficoltà e mitigant (si pensi ad esempio allo strumento delle garanzie di Stato subentrate a seguito della situazione pandemica), si è verificata negli ultimi anni, nei confronti dei vari segmenti di clientela, famiglie, privati, small, medium e large corporate. Come spesso accade nel nostro mondo, nella trasparenza, nella maggiore e migliore comunicazione e condivisione delle strategie, continueremo a trovare il seme della stabilità e della crescita sostenibile per tutti gli attori.  

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