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Il nuovo commercialista
ai tempi dell'Industria 4.0

L’automazione fisica, la connessione e i dati, nella visione di Pierfrancesco Angeleri, Managing Director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, saranno prerogative tech anche per i professionisti

16 Febbraio 2021

Redazione Web
Il nuovo commercialistaai tempi dell'Industria 4.0

Pierfrancesco Angeleri, Managing Director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia

«I fondamenti di Industry 4.0 sono l’automazione fisica, la connessione e i dati. Questi tre pilastri rappresentano la base dello sviluppo anche dei commercialisti ed in generale dei professionisti italiani». Pierfrancesco Angeleri, Managing Director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, parla di automazione fisica, connessione e dati coe prerogative tech anche per i professionisti. «Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia ha visto in anticipo e con chiarezza questa evoluzione e si è impegnata per fornire ai suoi clienti soluzioni e servizi flessibili, sostenibili, semplici e risolutivi adeguati a questo sviluppo», dice.

Ovvero?

Con l’automazione intendiamo liberare i professionisti quanto più possibile dal data entry, dalle attività a scarso o nullo valore aggiunto. I professionisti oggi devono rispondere a esigenze dei loro clienti del tutto diverse da quelle di solo pochi decenni fa. Le aziende hanno bisogno di un consulente esperto e sono ben disposte a pagarlo bene se il suo valore emerge e viene percepito correttamente. Quando parliamo di connessione, parliamo di unione, condivisione, congiunzione, collegamento costante tra cliente e professionista. Potremmo traslare una terminologia tipica di Industry 4.0 e parlare di “Internet of Accountants”. La moderna tecnologia digitale consente il dialogo continuo tra cliente e professionista, che così entra nel cuore delle attività del suo cliente e ne coglie gli aspetti salienti che gli consentiranno la proposizione di una corretta strategia amministrativa e finanziaria orientata allo sviluppo e alla crescita. E in ultimo i dati, il petrolio del terzo millennio. Dalla connessione, dai software, dalla disponibilità documentale il professionista attinge davvero ai Big Data. Una raccolta incredibilmente estesa in termini di volume, velocità e varietà, che comprende dati strutturati e non, la cui estrazione richiede metodi analitici, tecnologie e capacità sempre più sofisticate. Il professionista trarrà dai Big Data gli Smart Data, perché è l’analisi dei dati che gli consente di suggerire al cliente un indirizzo piuttosto che un altro. Le nuove tecnologie faranno emergere in modo semplice e immediato i dati da qualunque applicativo e da qualunque soluzione digitale per mettere in condizione il professionista di sviluppare il data mining e il data analytics.

Dunque l’orientamento è dotare il commercialista di strumenti tali da favorire il loro ruolo da consulenti per il mondo produttivo anche delle microimprese?

I servizi offerti da uno Studio di commercialisti possono essere suddivisi per semplicità in due macro-aree: adempimenti e consulenza. Per quello che riguarda gli adempimenti le novità dipendono essenzialmente dalle normative, il campo consulenziale invece è, ancora, un territorio abbastanza inesplorato. Le consulenze che un commercialista può erogare sono quella economico-finanziaria e quella fiscale. Soprattutto quest’ultima impatta le Partite Iva e le microimprese alle quali interessano moltissimo gli impatti fiscali di determinate scelte aziendali, l’avvio di un’attività e delle relative imposte da pagare, la scelta del regime contabile, la tipologia di proprietà, per fare degli esempi. Noi stiamo sviluppando tecnologie digitali per permettere ai commercialisti servizi consulenziali ad alto valore aggiunto basati su concrete simulazioni fiscali. Ciò sarà utile ad argomentare e supportare le consulenze su tributi e imposte ai clienti mono e microimprese per orientarne le scelte aziendali. Ci stiamo dirigendo, ancora per fare un esempio, verso soluzioni di firme digitali intelligenti, utili non solo in tempi di pandemia, ma che in assoluto possono aumentare la flessibilità e l’efficienza nel rapporto studio – cliente. La nostra azienda si muove in un territorio digitale di grande concretezza per far sviluppare gli studi professionali affrancandoli dalle attività «commoditizzate» e permettendo di concentrarsi sul valore aggiunto da offrire alla clientela e con il quale poter progredire.

Come sarà il futuro del mondo professionale?

Gli Studi si consolideranno, si formeranno boutique professionali dalle quali gli imprenditori attingeranno le competenze più aderenti alle loro necessità. Saranno sempre più internazionali, per cui nascerà l’esigenza di apparentamenti internazionali. Le normative e i conseguenti adempimenti saranno sempre più commodities automatizzate e gli Studi saranno centri di consulenza di alto livello, internazionali e digitalizzati. Wolters Kluwer Tax & Accounting si sta muovendo proprio in questa direzione: mantenere il professionista al centro di un sistema digitale che genera dati sui quali costruire strategie di crescita e di sviluppo.

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