Renzi apre la crisi di governo e "dimissiona" i suoi ministri

Bellanova e Bonetti lasciano le poltrone, così come il sottosegretario Scalfarotto. Ma rimane aperto uno spiraglio: "Unica pregiudiziale no a un governo di centro-destra"

Redazione Web
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Abbiamo convocato la conferenza per annunciare dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto". Matteo Renzi, leader di Italia Viva, annuncia così l'uscita dei 3 esponenti del partito dal governo guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per l'ex premier "la crisi è aperta da mesi, e non da noi", mentre oggi, aggiunge, "non ci sono stati contatti con il presidente del Consiglio". Lo riporta Adnkronos. 

"Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri", ha poi spiegato Renzi continuando: "Noi non giochiamo con le istituzioni, la politica non è un reality show, non si fa con le veline ma affrontando i problemi nelle sedi politiche, nelle sedi istituzionali, in Parlamento. La Costituzione non è una storia su Instagram".

"Risolviamo i problemi che si sono aperti: questa è politica. Pensare di risolverli co un post su Facebook è populismo", ha continuato il leader Iv, che ha aggiunto: "A dimettersi ci vuole coraggio e responsabilità. E' molto più difficile lasciare una poltrona che aggrapparsi alla tenace difesa dello status quo", ha scandito l'ex premier.

E ancora: "Se le forze politiche dell'attuale maggioranza hanno voglia di affrontare i temi, lo facciano ma senza rinviare ancora. Senza continui giochi di parole, comunicati roboanti. La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è nudo".

"Si dice: ma c'è la pandemia. Proprio perché ce la pandemia bisogna rispettare le regole regole democratiche. Se durante una pandemia, se durante una crisi non le rispetti, allora la democrazia non serve più a niente", sottolinea ancora il leader di Italia Viva, che continua: "Non stiamo facendo niente di irresponsabile. Stiamo dicendo che se c'è una crisi politica si affronta nelle sedi istituzionali e non in piazza".

Pregiudiziale su Conte? "Non abbiamo nessuna pregiudiziale né sui nomi né sulle formule. Noi - ha repilcato Renzi - non faremo mai i ribaltoni, non daremo mai vita a un governo con quelle forze della destra antieuropeista e sovranista che abbiamo combattuto. Questa è l'unica pregiudiziale che noi mettiamo".

Quali sono gli sbocchi della crisi? "Spetta a Conte deciderlo. Ho messo un solo paletto: no ribaltoni e no alla destra sovranista e antieuropeista. Poi - spiega Renzi - si è pronti a discutere di tutto: un governo con la stessa maggioranza, un governo tecnico oppure andare all'opposizione. Non ci interessa il nostro destino ma quello del Paese". Ma "se ci vogliono - aggiunge - non è che ci prendono come segnaposto. Quando ci mettiamo a lavorare non ci facciamo prendere in giro",

"Controllo sul gruppo del Senato? I nostri 18 senatori - continua Renzi - sono persone libere e coraggioso che non hanno un controllo ma hanno un'idea della politica".

In ogni caso il leader Iv, non crede al voto "semplicemente perché non ci sono le condizioni in Parlamento per andare al voto. Si vota nel 2023 in Italia, in modo scientifico, regolare. Ma dovremmo preoccuparci dei posti di lavoro, di mettere risorse per i giovani".


Renzi ha ribadito quindi la "fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica, nella sua persona e nel suo ruolo di arbitro". "Quello di Mattarella - ha aggiunto - sui costruttori è stato uno degli appelli più belli ma, come sanno i costruttori di cattedrali, non si costruisce sulla sabbia".

"Se si costruisce nella chiarezza, vai avanti fino al 2023. Se è chiaro dove si vuole arrivare, si va avanti. Se non è chiaro, nessuna costruzione è possibile. Noi siamo orgogliosamente costruttori ma prima vogliamo vedere il progetto", ha detto ancora.

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