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EDITORIALE

Maggiorenni e vaccinati

Sergio Luciano
Maggiorenni e vaccinati

Lavorare di più. Se vogliamo che il 2021 ci ridia il maltolto del 2020, non c’è alternativa. Sarebbe sbagliatissimo aspettare che dal cielo scenda su di noi il panierino del Next Generation Ue. Arriverà, se i nostri governanti non saranno così suicidi da farselo sfuggire, e sarà importantissimo, ma non sarà presto né tutto subito. Nel frattempo, la nostra risalita dagli abissi della crisi dobbiamo provare a fabbricarcela con le nostre mani. Sarà una risalita fai-da-te.

Sembra crudele da dirsi a chi quest’anno ha perso tutto, o quasi. Alle decine di migliaia di imprese che, quando moratorie fiscali e creditizie cesseranno, rischieranno di fallire. Eppure non c’è altra strada, a patto che questo sforzo di superimpegno – in cui va detto che gli italiani eccellono (lavoriamo già oltre il 10% di ore in più, ad esempio, dei tedeschi) – venga incanalato soprattutto nelle direzioni dove la ripresa della domanda, interna e internazionali, sarà più marcata.

Non ci sono ricette buone per tutti. Ciascuno sa, o dovrebbe sapere, dove ripartirà la crescita che gli interessa, nel suo settore. Quindi, assodato che bisogna lavorare di più (ancora di più) ricordiamoci che bisogna farlo nella direzione giusta. Che va capita, studiata. Come?

Documentandosi, confrontandosi, informandosi. E questo è sicuramente uno dei gap italiani: ci informiamo poco, soprattutto gli imprenditori tendono a documentarsi troppo poco, travolti come sono spesso dalle incombenze. Però se c’è una cosa che abbonda è l’informazione, diciamo che sovrabbonda: semmai, il difficile è distinguere la tanta fuffa dalle cose interessanti, però anche questo è un esercizio necessario.

Ma cosa abilita tutto ciò? Cosa ci mette nella condizione di lavorare di più, lavorare meglio, informarsi per capire dove andare? Un prerequisito: l’ottimismo della volontà. Gramsci non c’entra, con tutto il rispetto. È la storia ad autorizzarci all’ottimismo. Nei secoli, è stato sempre dalle crisi che sono partiti i grandi progressi. Depressioni individuali a parte (comprensibili, per carità) c’è in giro una voglia di rivincita che la tagli col coltello. Gli esecrati “assembramenti” delle zone gialle i sociologi li definirebbero “revenge shopping”, lo shopping frenetico vissuto come dimostrazione di rivincita sulla sfiga. La voglia di innovare per reagire ai guai - darsi da fare al di fuori della propria zona di confort che non garantisce più il calduccio di prima - serpeggia tra tanti, se non tra tutti. Quindi si può ripartire. Anzi, meglio: abbiamo la responsabilità di ripartire noi, e solo poi avremo il diritto di prendercela con gli immancabili ritardi e fiaschi del governo e della stessa Unione europea, che manteranno entrambi meno di quanto stanno promettendo. C’è una bellissima espressione popolare che dice tanto: “Essere maggiorenne e vaccinato”, per dire a qualcuno che è adulto e in grado di affrontare le difficoltà della vita. Ecco appunto: niente alibi, siamo maggiorenni e vaccinati contro tante malattie non solo organiche ma anche sociopolitiche, ci possiamo e dobbiamo vaccinare contro il Covid e dobbiamo poi costruirci gradino per gradino la nostra risalita. 

PS: a proposto, sentiremo e leggeremo sui vaccini nelle prossime settimane tante e tali scemenze da far dimenticare quelle che ci hanno lessato le scatole finora sulla pandemia. Lasciamole perdere e vacciniamoci. Io appena vedo un vaccino, piuttosto che non farlo me lo bevo.

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