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L’avvio dell’operatività del gasdotto dall’Azerbaijan apre nuovo frontiere per l’economia italiana

Con il Tap, risparmi che si possono immaginare nell’ordine di 45/50 miliardi euro all’anno grazie agli 878 km di tubi che completano il southerm gas corridor

Redazione Web
L’avvio dell’operatività del gasdotto dall’Azerbaijan apre nuovo frontiere per l’economia italiana

“L’Italia è partner strategico per l’Azerbaijan e le opportunità legate al Tap sono ancora tutte da esplorare sia per il settore portuale che per i prezzi al consumo” cosi Turan Sadigi, Vice Presidente della comunità azera in Italia ed Angel Investor di Accelerahub, acceleratore di imprese di Igi Investimenti Group, commenta il recente avvio dell’operatività del Tap. La costruzione del trans adriatic pipeline in breve Tap porterà ad una riduzione dei prezzi di mercato in Europa con un potenziale ancora tutto da calcolare nel settore dell’impiantistica centralizzata incentivata anche dai recenti interventi di ecosismabonus varati dai governi Europei.

 

Dottoressa cosa pensa possa accadere con l’entrata in funziona del Tap dal punto di vista economico?

Innanzitutto va detto che a livello geopolitico cambiano gli scenari e non escludo che il recentissimo conflitto in ambito nazionale sia stato frutto di “azioni di disturbo” di chi voleva a tutti i costi un ritardo dell’entrata a regime del gasdotto. Il primo effetto subito tangibile è la riduzione del gap tra i prezzi di scambio mondiale e quelli europei. Senza entrare nel tecnicismo più spinto tra le piattaforme di scambio virtuale ed il Tft olandese si può affermare che la differenza di prezzo praticata all’Europa Continentale è da considerare azzerata. Risultato clamoroso in termini di impatti energetici se considera che lo spread che veniva pagato di più dagli europei era di 2 euro per megawatt. Risparmi che si possono immaginare nell’ordine di 45/50 miliardi euro all’anno grazie agli 878 km di tubi che completano il southerm gas corridor e collegano il giacimento del mio Paese di Shah Deniz II all’Europa attraversando Turchia, Georgia, Grecia, Albania per arrivare in Italia. Evito qui di ricordare quanto martoriato è stato il quadro geopolitico in queste nazioni di passaggio e le difficoltà collegate a tale realizzazione.

 

Quale è stato il ruolo di Accelera nella realizzazione e gestione del Tap?

Premetto che il nostro acceleratore di imprese è la divisione di Igi Investimenti Group fondo di natura industriale direttamente impegnato sin dal 2004 nel finanziamento dell’opera e nel sostegno ai gruppi industriali che hanno realizzato l’opera. Come acceleratore di imprese abbiamo curato dal 2014 le attività all’estero delle ditte specializzate nella realizzazione in subappalto delle opere di installazione in posa e manutenzione in cui sono state impegnate. Abbiamo anche seguito la parte di ingegnerizzazione dei presidi di sicurezza del cantiere. In accordo con la capogruppo abbiamo selezionato diversi dossier di aziende italiane, soprattutto nel settore dei servizi portuali e nella distribuzione di rete ed extra-rete del gas per supportarli nei nuovi investimenti necessari a sfruttare questa disponibilità. Non vogliamo che l’iniziativa, che porta ad una riduzione strutturale dei prezzi industriali del gas finisca per chiudersi nelle stanze di trading con beneficio esclusivo della finanza. Riteniamo che la distribuzione rete ed extra-rete del gas che proviene dal mio Paese possa trovare un nuovo paradigma in Italia con beneficio dei consumatori finali. Su questo stiamo accelerando una dozzina di operatori italiani che presentano caratteristiche di eccellenza ed una vision strategica. La disponibilità continua del prodotto potrà consentire una concorrenza più equilibrata nel settore con un focus sull’ottimizzazione delle reti di distribuzioni finali e con la centralizzazione di interi comuni per il riscaldamento. Una voce importante e su cui l’Italia è decisamente indietro rispetto alla media degli altri paesi europei portando il costo riscaldamento pro-capite a livelli superiori anche del 30% rispetto all’area Ue. Anche a livello industriale questa nuova disponibilità potrà’ favorire il mercato b2b delle industrie manifatturiere e migliorarne la competitività. Su questo siamo impegnati con Accelera nella creazione di un raggruppamento temporaneo di imprese di medie dimensioni attive in Italia nella distribuzione del gas anche a privati ed imprese. Il progetto si chiama Akemenida e servirà principalmente i distretti industriali del centro Italia.

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