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Ecco come si comunica
la nuova sostenibilità

In libreria a cura di Sergio Vazzoler e Stefano Martello il Libro Bianco sulla comunicazione ambientale

Antonio Buozzi
Ecco come si comunicala nuova sostenibilità

Sergio Vazzoler

Una, nessuna, centomila: le parole sulla comunicazione ambientale si sprecano e a fatica sembrano centrare il loro oggetto. Ogni azienda ha nei suoi piani di marketing un capitolo riguardante la CSR, una propria strategia di sostenibilità ambientale o sociale, politiche di inclusione e anti gender gap, perfino la finanza e i monumentali gestori di hedge fund pongono a prerequisito un impegno concreto delle società quotate alla voce ESG. Il tema, è quindi caldo, caldissimo. Ma di che cosa stiamo parlando? In che cosa consiste effettivamente la comunicazione ambientale? Da questa prospettiva non si può che accogliere con favore lo sforzo di un gruppo di esperti e comunicatori di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, che ha dato vita a un Libro bianco della comunicazione ambientale (pagg. 166, euro 15), a cura di Sergio Vazzoler, partner di Amapola, e Stefano Martello, giornalista e saggista, che affronta il tema della comunicazione ambientale nella sua complessità, con un approccio metodologico multidisciplinare: dai processi di formazione e riconoscimento professionale alle dotazioni strumentali all’interno dei singoli ambiti applicativi.

Il volume, pubblicato da Pacini Editore per la collana New Fabric, raccoglie 13 diverse testimonianze in altrettanti settori professionali, delineando un approccio originale e innovativo alla comunicazione del tema ambientale. Ogni contributo indaga la comunicazione ambientale da diversi punti di vista, offrendo spunti di riflessione e strumenti operativi per affrontare la narrazione delle tante sfaccettature del tema ambientale. Un compito tutt’altro che semplice, poiché l’ambiente presenta molti aspetti contraddittori e di difficile traduzione che si scontrano con la complessità della realtà e della quotidianità.

Ecco, dunque, che nel volume, la cui premessa è affidata al Presidente Ferpi, Rossella Sobrero, trovano spazio interventi di “inquadramento” sul ruolo del comunicatore ambientale e sulle competenze distintive necessarie, sulla formazione specifica che necessita di allargarsi sempre più ad altri saperi, sui nodi strutturali che ingessano la comunicazione ambientale e sulle possibili soluzioni. Il libro presenta, poi, focus verticali sulla comunicazione ambientale nei diversi ambiti professionali: i servizi di pubblica utilità, le grandi e piccole medie imprese, le infrastrutture strategiche e gli enti di controllo e garanzia. Completano il volume l’approfondimento di uno dei temi più impattanti sul dibattito pubblico intorno all’ambiente - il ruolo dei comitati locali e della comunicazione tra questi, i media e i decisori pubblici - e un’ampia finestra sui nuovi linguaggi e sulle espressioni artistiche (il teatro, il cinema e i musei), grazie a cui l’ambiente può diventare cultura diffusa.

Un capitolo, infine, è dedicato al racconto di un’esperienza simbolica di coinvolgimento dei cittadini nel dibattito pubblico ambientale, nella quale attivismo fa rima con responsabilizzazione: a firmarlo sono Alberto Marzetta, partner Amapola, e Roberto Mezzalama, manager e fondatore del Comitato “Torino Respira”.

“Il libro prova a mettere al centro del dibattito pubblico il tema ambientale e la relativa sfida comunicativa” spiega Sergio Vazzoler. “Abbiamo voluto offrire un approccio nuovo alla materia, senza sfuggire alla sua complessità, ma con la consapevolezza che il fattore culturale rappresenti un’opportunità straordinaria per incidere sui comportamenti di imprese, istituzioni e cittadini. Se è vero, infatti, che i temi ambientali oggi ricevono un’attenzione crescente, è altrettanto vero che restano deboli, complessi e contradditori. Per farvi fronte le parole-chiave sono ascolto, trasparenza, empatia, motivazione e apertura: solo così si riuscirà ad accorciare le distanze tra gli interessi dello sviluppo economico e della tutela ambientale per trovare soluzioni condivise”.

Il tema vero, quindi, è la «condivisione», la ricerca di un percorso comune che consenta di delineare un orizzonte progettuale articolato ed efficace. “La comunicazione ambientale deve riuscire a superare il bivio in cui si trova da troppo tempo e che sembra concepire soltanto due strade opposte, la rigidità ancorata ai dati scientifici e la banalizzazione mainstream” osserva il co-autore Stefano Martello. “Esiste una terza strada che vede i diversi ambiti - produttivo, sociale, ambientale - come un arcipelago di isole i cui collegamenti vanno faticosamente costruiti”.

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