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Patrimonializzazione delle Pmi
adesso o mai più

Le tre misure per la patrimonializzazione delle PMI, previste dall’art 26 del decreto Rilancio (D.L. N. 34/2020), sono pensate per rilanciare l’economia e per aiutare le imprese a ripartire. Ecco come

Laura De Lisa, Senior Manager – Funding & Development RSM Società di Revisione e Organizzazione Contabile S.p.A.
Patrimonializzazione delle Pmiadesso o mai più

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze

Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri lo ha definito un “aiuto senza precedenti”: un’iniezione finanziaria autorizzata dalla Commissione europea, nell’ambito del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza Covid-19”.

Le tre misure per la patrimonializzazione delle PMI, previste dall’art 26 del decreto Rilancio (D.L. N. 34/2020), sono pensate per rilanciare l’economia e per aiutare le imprese a ripartire.

Per i primi due interventi – mirati a riassorbire parte delle perdite - sono stati stanziati 2 miliardi di euro per l'anno 2021.

Il primo (Art. 26 comma 4) è per gli investitori – siano essi persone fisiche o giuridiche - che effettuano conferimenti partecipando all’aumento del capitale sociale di una o più società. Ad essi, spetta un credito d’imposta pari al 20% dell’aumento sottoscritto e versato entro il 31 dicembre 2020, a patto che posseggano la partecipazione fino al 31 dicembre 2023, pena la restituzione.

La seconda misura (Art. 26 comma 8) è rivolta alle società con:

Ricavi nel 2019 compresi tra 5 e 50 milioni
Riduzione dei ricavi conseguiti nei mesi di marzo e aprile 2020 di almeno il 33% rispetto ai ricavi dello stesso periodo dell’anno precedente
Divieto di distribuzione di riserve di qualsiasi tipo prima del 1gennaio 2024.
In questi casi, viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale.

Il terzo ed ultimo intervento è una soluzione alla patrimonializzazione delle imprese impattate dalla crisi pandemica del tutto avveniristica: senza alcuna valutazione di merito creditizio, consiste letteralmente in un investimento statale nelle PMI, a condizioni di particolare vantaggio.

Come Funziona?

Mediante la sottoscrizione da parte di Invitalia di obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione da parte di aziende che abbiano effettuato, entro il 31 dicembre 2020, un aumento di capitale pari ad almeno 250.000 euro. L’ammontare massimo dei titoli sottoscritti sarà uguale al minore tra 3 volte l'aumento di capitale privato ed il 12,5% del fatturato 2019. Attraverso l’apporto di capitali privati e di prestiti statali, le imprese potranno contare su una maggiore liquidità e di conseguenza su una maggiore facilità di accesso al credito bancario.

La misura prevede tempistiche e modalità di restituzione facilitata e finanche un “fondo perduto”, in misura incrementale e fino ad un massimo del 15%, per le aziende virtuose che soddisfino almeno una delle seguenti condizioni:

- il mantenimento dei livelli occupazionali del 2019

- la realizzazione di investimenti per la tutela ambientale (riduzione consumi, emissioni o riqualificazione energetica di edifici)

- la realizzazione di investimenti in tecnologie abilitanti 4.0 (cloud computing, realtà aumentata, prototipazione rapida, simulazione 3D, ecc.).

REQUISITI DELLA PMI EMITTENTE

nel 2019, ricavi compresi tra i 10 e i 50 milioni
Sede legale in Italia
Meno di 250 dipendenti
Attività diversa dal settore bancario, finanziario e assicurativo.
Subito, nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al 33%
Deliberato - a partire dal 19 maggio 2020 e versato entro il 31 dicembre 2020 - un aumento di capitale sociale di almeno euro 250.000.
Non risultare, al 31 dicembre 2019, impresa in difficoltà ai sensi della normativa comunitaria
Una situazione di regolarità contributiva e fiscale.


Il rimborso è bullet, al termine del sesto anno dalla sottoscrizione (possibilità di rimborso anticipato dopo il terzo anno), ad un tasso agevolato e calcolato in misura incrementale.

In considerazione della recente impennata generalizzata della crisi pandemica e della proroga del Temporary Framework al 2021, le misure ad oggi previste fino al 31.12.2020 potrebbero essere a breve prorogate fino al 30 settembre 2021.

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