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Nel post-Covid contatti ridotti e pieno controllo vocale

Spitch è nata cinque anni fa in Svizzera con la mission di sviluppare tecnologie vocali

Marco Scotti
Se con Alexa Amazon spia le nostre conversazioni...

Come svolgere i gesti più comuni in un futuro in cui il contatto fisico sarà fortemente limitato, per non dire bandito? Il tema è piuttosto di attualità, tanto che l’istituto di ricerca Capgemini ha condotto una survey per sapere che rapporto hanno e avranno gli abitanti di diverse nazioni con le tecnologie touchless. In particolare, tramite assistenti vocali, riconoscimento facciali o qualsiasi altra app che riduca le interazioni umane o i touhscreen. L’Italia è uno dei due Paesi (l’altro è il Brasile) in cui i rispondenti hanno addirittura ipotizzato che l’impiego di strumenti “senza tocco” aumenterà nel post-Covid.

Per rispondere a queste esigenze ci sono realtà come Spitch, un’azienda nata a Zurigo cinque anni fa che si è focalizzata proprio sulle tecnologie vocali, per migliorare l’interazione con il cliente, per il riconoscimento biometrico tramite voce e per l’estrazione del significato da una conversazione. «Durante il periodo del lockdown – spiega Rosa Maria Molteni, marketing manager dell’azienda – ci siamo resi conto del proliferare delle telefonate ai centralini. Ma un help desk in cui devi aspettare 20 minuti per avere informazioni di base non va bene». Da qui l’idea di sviluppare sistemi di interazione vocale in due direzioni: una per le esigenze di gestione dell’operatività, dai centralini al riconoscimento vocale; l’altro per minimizzare le occasioni di contatto tra persone o con le cose.

«L’impronta vocale – aggiunge Molteni – è un set unico di combinazioni. Per questo può essere usato per movimentare il conto corrente o per il saldo dei punti fedeltà. In un’ottica, come è sempre più diffuso, di autenticazione a due fattori, la voce è sicuramente un modo perfetto. La cosa importante da sottolineare è che non siamo in competizione con Amazon o Google, che hanno assistenti vocali che si rivolgono soprattutto ai privati. Noi cerchiamo utenti business con cui interagire».

Tra le soluzioni proposte, la prenotazione automatica per la Casa della Salute, che aveva già un call center che prendeva gli appuntamenti di suo, ma i tempi si dilatavano eccessivamente. Per questo invece viene automatizzata la parte più “banale” e ripetitiva, abilitata da una tecnologia vocale che può essere utilizzata nei sistemi più diversi, dalle banche alle automobili. Una lunga serie di possibilità con un unico scopo preciso: minimizzare il contatto.

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