Nestlé prepara una svolta destinata a ridisegnare gli equilibri del mercato europeo delle acque minerali. Il gruppo svizzero sarebbe vicino a cedere il 50% della divisione che controlla marchi come San Pellegrino, Acqua Panna, Levissima e Perrier, affidandone la gestione a una nuova società condivisa con il fondo statunitense Platinum Equity. Un’operazione da circa cinque miliardi di euro, che conferma la volontà del colosso alimentare di concentrare risorse e investimenti sulle attività considerate più redditizie.

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Una joint venture per separare il business

Secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Times, Nestlé e Platinum Equity starebbero discutendo la creazione di una joint venture paritetica. Il fondo californiano acquisirebbe metà della nuova società, mentre il gruppo svizzero manterrebbe una presenza rilevante nella gestione e nella valorizzazione dei marchi. La trattativa rappresenta il punto di arrivo del processo di separazione delle acque avviato nel 2024 con la costituzione di una business unit autonoma.

San Pellegrino e Panna al centro dell’operazione

Nel perimetro destinato alla nuova società rientrerebbero alcune delle etichette più conosciute del portafoglio Nestlé, tra cui San Pellegrino, Acqua Panna, Levissima e Perrier. Marchi caratterizzati da un forte posizionamento internazionale, soprattutto nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e delle bevande premium. Per i brand italiani, la cessione non implicherebbe necessariamente un cambio immediato di proprietà, ma aprirebbe una nuova fase sul fronte degli investimenti industriali e della distribuzione globale.

Un’attività da oltre 3,5 miliardi di franchi

In base ai dati contenuti nel bilancio Nestlé 2025, la divisione acque ha generato ricavi per 3,548 miliardi di franchi svizzeri, equivalenti a circa il 4% del fatturato complessivo del gruppo. L’utile operativo sottostante ha raggiunto 322 milioni di franchi, con un margine del 9,1%. Numeri significativi, ma inferiori rispetto alla redditività di altre aree del colosso alimentare, elemento che avrebbe favorito la ricerca di un partner finanziario.

La strategia di semplificazione di Nestlé

La possibile intesa con Platinum Equity si inserisce in un più ampio piano di razionalizzazione del portafoglio. Nestlé starebbe valutando anche la cessione di alcune attività legate a vitamine e integratori, dopo aver già scelto il modello delle partnership per gelati e pizze surgelate. Un percorso già sperimentato nel 2021, quando il business nordamericano delle acque fu venduto a One Rock Capital per 4,3 miliardi di dollari, segnando un primo e rilevante disimpegno dal settore.

Il profilo del nuovo possibile socio

Platinum Equity, fondato dall’imprenditore statunitense Tom Gores, gestisce circa 48 miliardi di dollari di attività e possiede partecipazioni in numerose aziende industriali e dei beni di consumo. Nel suo portafoglio figurano anche Biscuit International e Horizon Organic. Dopo l’interesse attribuito nei mesi scorsi a Kkr, Pai Partners e Clayton Dubilier & Rice, il fondo californiano sarebbe rimasto l’unico interlocutore nella fase conclusiva della trattativa. Nestlé, contattata sulla vicenda, non ha rilasciato commenti ufficiali.