La guerra in Ucraina continua senza che si scorga una realistica soluzione diplomatica al conflitto. L’impressione è che sia Kiev che Mosca tentino di guadagnare la migliore posizione possibile sul terreno prima di sedersi nuovamente al tavolo dei negoziati.

Zelensky paragona le richieste della Russia ai Nazisti

Da parte sua, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricordato “a coloro che cercano di imporre la necessità di concessioni territoriali alla Russia” i “tentativi falliti di placare l’aggressore nazista nel 1938”. Il riferimento è tanto all’accordo di Monaco che concesse alla Germania di Hitler la Cecoslovacchia, sia alle parole pronunciata a Davos dall’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, il quale ha affermato che la pace non potrà che passare attraverso la cessione di alcuni territori a Mosca.

Kissinger, a Davos: la pace passerà per la cessione di territori a Mosca

«Qualunque cosa faccia lo Stato russo – ha detto Zelensky – c’è qualcuno che dice: teniamo conto dei suoi interessi. Quest’anno a Davos questa campana ha suonato di nuovo. Nonostante migliaia di missili russi abbiano colpito l’Ucraina. Nonostante decine di migliaia di ucraini uccisi. Nonostante Bucha e Mariupol. Nonostante le città distrutte. E nonostante i ‘campi di filtraggio’ costruiti dallo Stato russo, in cui i nostri cittadini vengono uccisi, torturati, violentati e umiliati, come su un nastro trasportatore. E tutto questo la Russia lo ha fatto tutto in Europa».

Zelensky: no a cessione di territori in cambio della pace

«L’impressione – ha detto Zelensky – è che il calendario di Kissinger non sia il 2022 ma il 1938, e che pensasse di parlare non al pubblico di Davos, ma a quello di Monaco di Baviera nel 1939, quando la famiglia Kissinger stava scappando dalla Germania nazista. In quel caso –  afferma ancora Zelensky – nessuno lo sentì dire che avrebbero dovuto adattarsi ai nazisti invece di fuggire da loro o combatterli».

Zelensky ha anche sottolineato, soprattutto in merito a un editoriale apparso sul Nyt, che anche «In alcuni media occidentali hanno iniziato ad apparire editoriali ‘sintomatici’ secondo cui presumibilmente l’Ucraina deve accettare difficili compromessi, rinunciando al territorio in cambio della pace. Forse anche il New York Times nel 1938 scrisse qualcosa di simile. Ma ora, ricordo, siamo nel 2022».