Giuseppe Izzo, direttore dell'area Impact Hub Ricerca & Sviluppo del Centro di Ricerca CUIRIF

di Diletta Talenti

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Ha ormai assunto contorni industriali il settore italiano delle tecnologie dedicate all’istruzione. A certificarlo è il Rapporto EdTech 2026 dell’Osservatorio Proxima, iniziativa del gruppo Enzima12 illustrata lo scorso 25 marzo alla Camera dei deputati: il comparto vale 2,7 miliardi di euro di fatturato, occupa circa 11.000 addetti e ha registrato la nascita di 388 nuove startup nell’ultimo biennio. Nel corso del 2024 le aziende del settore hanno attratto 74 milioni di euro di capitali privati, segnando un incremento del 174% sull’anno precedente, mentre la fetta europea sugli investimenti globali di venture capital è cresciuta dal 12% del 2021 al 33% del 2024. Il linguaggio prevalente resta quello dell’intelligenza artificiale: il 45% dell’offerta si presenta oggi come AI-powered learning e il 60% dei progetti alle prime fasi è già impostato sull’IA generativa. La domanda, poi, guarda sempre di più alle imprese, con il 68% delle startup orientate al B2B, coerentemente con un trend mondiale in cui il corporate learning pesa per circa il 65% di una spesa complessiva stimata oltre i 400 miliardi di dollari.

È dentro questo quadro che prende forma il progetto di ricerca “NeuroLearning Interface – Ethical AI Governance & Augmented Learning”, che l’Università eCampus ha avviato con delibera del Consiglio di amministrazione del 17 luglio 2026. L’iniziativa, proposta dal professor Giuseppe Izzo, Direttore dell’area dipartimentale Impact Hub Ricerca & Sviluppo del Centro di Ricerca CUIRIF, mira a far dialogare neuroscienze, intelligenza artificiale e tecnologie educative per costruire modelli di apprendimento adattivi e su misura, ancorati a principi di trasparenza, responsabilità e tutela della persona. A fare da partner di ricerca e sviluppo è il CUIRF – Centro Universitario Internazionale di Ricerca e Innovazione – mentre il partner tecnico è UESE Italia Spa.

A ospitare il laboratorio scientifico è la sede dell’Università eCampus, l’ex stabilimento IBM Italia, luogo emblematico nella storia dell’informatica del Paese che torna così a essere teatro di ricerca avanzata. La struttura è pensata come hub internazionale aperto, capace di accogliere ricercatori provenienti dall’estero e di porsi come riferimento per le aziende che investono in neuroscienze e intelligenza artificiale applicate alla formazione.

Per un ateneo nato in modalità telematica, optare per una sede fisica non equivale a un cambio di direzione, chiarisce il Professor Marco Margarita, Presidente del Consiglio di amministrazione: “pur essendo eCampus un Ateneo che opera in modalità e-lerning, non ci è sembrato contraddittorio una sede fisica con oltre 260 posti letto, aule e auditorium; tutto questo perché a nostro parere l’e-learning non si poneva in contrasto con l’attività seminariale, con le giornate di studio e con la permanenza degli studenti nel Campus universitario, per il confronto sia fra loro sia che con docenti. La formazione a distanza la consideriamo un’opportunità, non un’alternativa”.

D’altronde il Campus viene già impiegato per attività che presuppongono la presenza: “Ci sono studenti che chiedono un supporto tutoriale in presenza – aggiunge il Professor Margarita – Ci scrivono, che in vista dell’esame vorrebbero programmare una o più giornate presenziali con il tutor di riferimento”.

Dietro il progetto Impact Hub Ricerca & Sviluppo c’è un impegno rilevante in termini di risorse e di tempo: la sua elaborazione ha richiesto circa sei mesi di lavoro, con la partecipazione diretta del Presidente Margarita e del Professor Izzo e il via libera definitivo degli Organi di governo di eCampus.

Sul piano scientifico il progetto parte da un assunto che l’ateneo mette in primo piano: l’intelligenza artificiale è chiamata a rafforzare i processi cognitivi senza intaccare la centralità della persona, con una ricerca finalizzata a generare metodologie e strumenti utilizzabili in ambito universitario, professionale e organizzativo. “L’obiettivo non è sostituire l’intelligenza umana, ma sviluppare tecnologie capaci di potenziarne le capacità – afferma il Professor Izzo –. Con NeuroLearning vogliamo integrare neuroscienze e intelligenza artificiale mantenendo al centro la persona, la responsabilità e la tutela dei diritti fondamentali”.

Lo sviluppo del comparto avviene in un momento regolatorio particolarmente sensibile. Il 2 agosto 2026 è entrata in vigore la data generale di applicazione del Regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale, che stabilisce obblighi puntuali di trasparenza nei confronti di chi interagisce con un sistema di IA. L’Allegato III del Regolamento colloca fra i sistemi ad alto rischio quelli usati nell’istruzione e nella formazione professionale per decidere accesso o ammissione, valutare gli esiti dell’apprendimento, definire il livello di istruzione e sorvegliare i comportamenti durante le prove. Gli obblighi legati a questa categoria – gestione dei rischi, qualità dei dati, sorveglianza umana, documentazione tecnica – sono stati posticipati al 2 dicembre 2027 dal Digital Omnibus, il pacchetto di semplificazione recepito nel Regolamento (UE) 2026/1744 dell’8 luglio 2026 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea il 24 luglio. Rimane invece pienamente in vigore, da febbraio 2025, il divieto di ricorrere a sistemi di intelligenza artificiale per dedurre le emozioni di studenti e personale nel contesto educativo.

Il progetto sarà dunque tenuto a confrontarsi con vincoli normativi destinati a maturare esattamente nel periodo indicato per i primi prototipi: i sistemi pensati per personalizzare i percorsi e valutare gli apprendimenti ricadono nella categoria ad alto rischio dell’Allegato III, mentre l’inserimento delle componenti neuroscientifiche dovrà fare i conti con il divieto già operativo sull’inferenza delle emozioni in ambito educativo e con i limiti sulla categorizzazione biometrica. Al momento il progetto è nella sua fase iniziale e non conta ancora prototipi funzionanti.

Con NeuroLearning, quindi, eCampus punta su una visione ben definita del futuro dell’istruzione: un ecosistema dove la tecnologia non prende il posto della relazione educativa ma la potenzia, riportando lo studente al centro proprio mentre l’intelligenza artificiale ne ripensa gli strumenti.

Decidere di ancorare la ricerca in un luogo fisico, per giunta erede della tradizione industriale dell’informatica italiana, testimonia l’intenzione dell’Ateneo di andare oltre la contrapposizione tra digitale e presenza e di proporsi come riferimento nazionale – e non soltanto – per un modello formativo in cui innovazione, etica e tutela della persona procedano insieme, invece di inseguirsi a distanza.