Pausa a San Silvestro, poi è di nuovo fiesta. I mercati, digerita l’euforia di San Silvestro, sono entrati nell’anno nuovo all’insegna della prudenza in attesa di prendere posizioni più decise. Una cautela comprensibile dopo la fiesta di fine anno, caratterizzata dalla riscossa di azioni e obbligazioni. Era più che sensato chiedersi se con le Borse ai massimi e la forte ripresa sul versante obbligazionario ci fosse spazio per salire ancora oppure non fosse arrivato il momento di consolidare dopo la corsa a perdifiato di fine anno. Di qui la flemma con cui il Nasdaq ha accolto la raffica di sell nei confronti di Apple, nel mirino dei traders cinesi o la frenata dei titoli (quattro sui primi cinque) protagonisti del rally di fine anno.

Nelle prime sedute del 2024 i 4 comparti peggiori dell’anno scorso si sono rivelati i migliori mentre i sette titoli a mega capitalizzazione che avevano, di fatto, deciso le sorti dell’anno contribuendo per il 60% ai guadagni dell’indice, hanno iniziato a vedere scricchiolare la loro leadership.

L’Intelligenza Artificiale dà la carica agli Usa. Ma la forza accumulata dal Toro in nove settimane consecutive di rialzo è stata tale da aver avuto presto ragione di ogni cautela come del resto vuole la tradizione: la statistica e l’esperienza ci insegnano che soprattutto nelle prime settimane dell’anno si concentrano i più grossi flussi in acquisto dell’anno, soprattutto dopo una robusta iniezione di buy back.

Ma stavolta a dare una mano al rialzo hanno contribuito vari fattori. Partire dal boom dell’intelligenza artificiale. L’apertura del Ces, il salone dell’elettronica di Las Vegas, ha offerto a Nvidia, leader dell’intelligenza artificiale, la vetrina giusta per ripartire al rialzo ritoccando per l’ennesima volta il suo record storico. Una leadership destinata a durare perché.

Come dimostra un’analisi di Wedbush più della metà dei prodotti presentati quest’anno in materia di mobilità sostenibile fanno uso di chip legati all’Intelligenza Artificiale. Ovvero sui prodotti della scuderia del signor Huang. Cui si devono i chips superpotenti. Per valutare l’effetto Nvidia, di gran lunga il titolo leader del 2023 (+238,87%), basta prender atto della domanda astronomica per i suoi chip per data center AI, in particolare l’H100 e il prossimo H200. I più grandi operatori di data center del mondo si sono affrettati per offrire ai propri clienti aziendali l’accesso a una potenza di calcolo sufficiente per gestire i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale in modo da poter sviluppare applicazioni che aumentino la produttività nei loro flussi di lavoro.

Il tesoro frena il costo del debito. Non è stato questo l’unico asso nella manica del Toro. Altrettanto importante è stata la politica del Tesoro Usa e della Fed per tenere sotto controllo i rendimenti delle nuove emissioni del debito pubblico. Il Tesoro degli Stati Uniti ha collocato 37 miliardi di dollari di titoli a dieci anni al 4,024%, il tasso di rendimento più basso da agosto.

A rincuorare le colombe ci ha pensato ll presidente della Federal Reserve Bank di New York, John Williams ha affermando che la politica monetaria è oggi sufficientemente rigida da poter guidare all’ingiù l’inflazione, verso l’obiettivo prefissato anche se c’è bisogno di ulteriori prove di raffreddamento, prima di tagliare i tassi d’interesse.

Giù l’inflazione in Europa. Anche dai mercati della vecchia Europa arrivano intanto nuovi segnali di frenata dei prezzi: Il gas naturale UE (Amsterdam) ha chiuso sotto i 31 euro (contro i 70 euro/MWh di tre anni fa). Questo fattore dovrebbe riverberarsi positivamente sull’inflazione europea dei prossimi mesi. Debole anche il petrolio dopo i tagli all’offerta praticati dall’Arabia Saudita.

Nasce l’Etf sul Bitcoin: un investimento a rischio. Ad infiammare questo scenario, già rialzista di suo, è arrivata una novità a sorpresa: il via libera della Sec al primo Etf sul Bitcoin volato a 45.800 dollari, dopo il sofferto benestare del presidente della Sec Gary Gensler che ha chiarito nel comunicato cosa ne pensi del sottostante. «Pur essendo neutrali rispetto al merito, vorrei notare che gli asset sottostanti agli Etp sui metalli hanno un utilizzo industriale e di consumo, mentre il bitcoin è principalmente un asset speculativo e volatile, utilizzato anche per attività illecite come ransomware, riciclaggio di denaro, evasione delle sanzioni e finanziamento del terrorismo». Mica male come pubblicità. Ma, nonostante questo, la pressione della domanda è sempre più forte. Sono 11 le richieste pendenti presso la Sec, tra cui quella del colosso BlackRock.

Inflazione e tassi in calo: il Toro corre. Le circostanze, dunque, sembrano favorevoli: il calo dell’inflazione, combinato con il taglio dei tassi promesso dalla Fed è una quasi garanzia. Certo, è doveroso chiedersi se i mercati finanziari, abbiano ancora la forza di correre all’interno di un quadro geopolitico assai complesso oppure no. Proviamo a dare due risposte, una tattica e una strategica. Tatticamente il momento di una correzione si avvicina. Forse questa è già iniziata in Europa, anche per effetto di una Bce che ha meno spazi di manovra della Fed, mentre per l’America si dovrà ancora aspettare. Sul piano strategico, la risposta dipende dal rischio di recessione nei prossimi mesi e dal rischio di una ripresa dell’inflazione. Su queste due questioni si profila un periodo favorevole. Di recessione non ci sono segnali seri. Il mercato del lavoro rimane forte in tutto il mondo, il settore manifatturiero si va stabilizzando dopo un anno difficile, mentre i servizi continuano a crescere. Anche l’immobiliare, con i tassi in discesa, potrebbe riservare sorprese positive. Quanto all’inflazione, i rischi vengono dagli aumenti retributivi superiori alla crescita della produttività, ma sono per ora contenuti. Una spinta alla disinflazione sta invece arrivando, oltre che dal settore energetico, anche dalla quasi deflazione cinese. Con il renminbi sottovalutato e i prezzi interni immobili, la Cina esporta di fatto prodotti che costano, a noi che li importiamo, sempre di meno.

Senza recessione e senza inflazione rilevante i mercati finanziari difficilmente correggeranno in misura significativa nei prossimi mesi. Quanto al potenziale di ulteriore apprezzamento, questo dipenderà dall’allargamento del rialzo di Borsa ai settori tradizionali, che quotano ancora, in molti casi, a prezzi contenuti.

Entra in campo il fattore “V come voto”. La novità chiave dell’anno saranno infatti le elezioni. , mai così frequenti, mai così importanti Circa la metà della popolazione mondiale sarà chiamata a esprimere il proprio voto in quasi 50 Paesi tra elezioni nazionali, comunitarie e locali Una maratona destinata a cambiare in profondità la realtà economica oltre che politica del globo.

Metà del mondo alle urne. A far da cavia è Taiwan.

Si comincia, anzi si è già cominciato a fare sul serio con il voto di sabato 13 gennaio a Taiwan molto atteso perché destinato a segnare il futuro delle relazioni dell’isola, sede delle principali aziende di chips, con la Cina: ha prevalso il candidato meno gradito a Pechino, bb, progressista, ma deciso a non rompere con Pechino. In El Salvador si voterà il 4 febbraio 2024 per il cambio del presidente e del Parlamento.

Si ripresenta l’attuale presidente Nayib Bukele, che ha fatto del Paese la prima nazione ad aver adottato il bitcoin come valuta legale, accanto al dollaro americano. Il 24 febbraio toccherà all’Indonesia, una delle democrazie più importanti con più di 200 milioni di abitanti. Il 25 febbraio sarà la volta della Bielorussia si voterà è quasi certa la rielezione del leader Aleksandr Lukashenko, così come non esiste dubbio alcuno sull’affermazione di Vladimir Putin nelle elezioni russe del 17 marzo e dei candidati governativi in occasione del rinnovo del parlamento iraniano il primo di marzo.

Messico e India partite cruciali.Tra aprile e maggio 2024 si terranno le elezioni in India. Saranno chiamati al voto più di 900 milioni di persone, su una popolazione di 1,4 miliardi. Il primo ministro in carica Narendra Modi punta alla rielezione per il terzo mandato. Il Paese, oltre ad essere considerato la più grande democrazia del mondo, rappresenta l’economia mondiale a crescita più veloce e compete con la Cina come hub manifatturiero globale. In Messico, le elezioni sono fissate per il 2 giugno 2024. Alle urne sono chiamati circa 100 milioni di elettori per nominare il nuovo presidente. È la prima volta nella storia messicana che i due principali candidati sono donne: Claudia Sheinbaum Pardo, ex sindaca di Città del Messico, e l’ex senatrice Xóchitl Gálvez.

Ue e Usa, gli appuntamento clou di un anno decisivo. I due appuntamenti più importanti riguardano l’Unione Europea e gli Stati Uniti. I 27 Paesi dell’Unione Europea andranno al voto tra i 6 e il 9 giugno. Sul tavolo temi cruciali come la ripresa economica, i flussi migratori, le politiche energetiche e gli accordi per garantire la stabilità finanziaria dell’Unione europea. Il prossimo 5 novembre ci sarà il voto negli Stati Uniti, l’appuntamento più atteso dell’anno. Sono chiamati alle urne più di 160 milioni di elettori per scegliere il 60esimo presidente statunitense.

Si profila una sfida tra l’attuale inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, e il suo predecessore, Donald Trump. L’eventuale vittoria elettorale di quest’ultimo potrebbe cambiare l’atteggiamento geo-politico degli Usa rispetto a conflitti come quello Russo-Ucraino, ma anche le scelte commerciali. Fermiamoci qui, nella convinzione che ci aspettano mesi comunque interessanti.