Nel caos generale, l’Inps funzionaUn impegno che va riconosciuto

Che il Movimento Cinquestelle sia un flop è evidente perfino ai suoi capi che lo negano. Che si sia rivelata generalmente modesta la classe dirigente che ha espresso, è un’evidenza.
Ciò non toglie che anche in questa generale bocciatura dell’esperienza grillina, qualcosa di buono va riconosciuto, di decente se non altro. In fondo anche un orologio fermo due volte al giorno dice l’ora esatta.
Una di queste rare note positive è stata la nomina di Pasquale Tridico al vertice dell’Inps: non è superman, però è uno che lavora e non intrallazza. Considerando che il suo universo di riferimento è lo stesso in cui un disoccupato molto ben organizzato, miracolosamente assurto al potere supremo, ha abolito la povertà ed ha sedotto e abbandonato 3000 navigator e i pochi ingenui che avevano creduto in loro, be’: Tridico è un gigante, a confronto.
O comunque è un presidente che pian piano, pur nel casino istituzionale permanente in cui versa la legislatura e nel dramma della pandemia, ha smosso qualcosa nel grande stagno della previdenza. Intanto, i pur insufficienti aiuti davvero affluiti agli italiani – oltre 30 miliardi – sono transitati attraverso i sistemi Inps, che non avrà inventato Tridico ma cadono comunque sotto la sua responsabilità. E poi alcune scelte manageriali efficaci le ha fatte, per esempio quella di valorizzare il patrimonio immobiliare dell’ente, 2 miliardi di valore ereditati soprattutto dall’aver assorbito l’Inpdap, che rendevano poco e niente. A tenerli lì, malandati e a volte inabitabili, con affitti minimi e inquilini inamovibile, non si rischiava niente. L’amministrazione Tridico ha varato invece un piano di dismissioni che quest’anno frutterà introiti per circa 60 milioni, utilizzando una nuova normativa che permette di vendere le case direttamente ai Comuni ai prezzi che si otterrebbero vendendole agli inquilini; saranno poi i Comuni nella loro responsabilità sull’edilizia popolare e la casa, a decidere come gestirle, ristrutturarle, riqualificarle eccetera. Piuttosto che niente è meglio piuttosto.
Apriti cielo. Dagli alla svendita. La scelta dell’Inps ha cominciato a incassare critiche e biasimi di vario genere e grado. Ora, sia chiaro: qualunque svendita va scongiurata e qualunque scelta è legittimamente da sottoporre a verifica, però senza preconcetti. Con analisi realistiche. Confrontando le soluzioni possibili con quelle velleitarie o quelle fallite.
L’importante è che l’Inps non si trastulli col suo patrimonio, che è poi il nostro. Ebbene, sul fronte immobiliare da anni di fatto lo stava facendo. Ha smesso e oggi fa sul serio. Incalziamolo ma lasciamolo lavorare.
Recentemente ha detto il presidente francese Emmanuele Macron, ribellandosi alla fucileria di critiche che la sua amministrazione sta subendo sulla gestione della pandemia: “C’è questa specie di caccia incessante all’errore. Siamo diventati una nazione di 66 milioni di procuratori. Ma non è così che si affrontano le crisi e che si avanza. Tutti sbagliamo, tutti i giorni. Non sbagliano mai solo quelli che non fanno niente o che ripetono, meccanicamente, le stesse cose”. Effettivamente…