Economy magazine

Il 69% degli esperti a livello globale ritiene che le transazioni immobiliari torneranno ai livelli pre-pandemia entro il 2022. In Italia la quota sale al 72%. Il 76% degli intervistati a livello internazionale si dichiara più ottimista sul futuro del settore immobiliare rispetto a marzo 2020. Quasi un intervistato su cinque (il 18%) indica l’inflazione come il maggiore rischio per il mercato real estate nel 2022. In Italia le maggiori sfide indicate sono il rallentamento della ripresa, la recessione globale e l’instabilità politica (tutte al 22%)

Quasi tre quarti degli intervistati (il 73%) a livello globale ritiene che la pandemia abbia accresciuto l’importanza della sostenibilità agli occhi degli investitori

Sono i dato contenuti nell’ultimo studio pubblicato da Duff & Phelps Real Estate Advisory Group, divisione di Kroll, il principale provider a livello globale di servizi e prodotti digitali relativi alla valutazione, alla governance, alla gestione del rischio e alla trasparenza. La survey raccoglie le risposte di 179 professionisti del real estate a livello globale e ha l’obiettivo di individuare come le diverse asset class del settore immobiliare si stiano riprendendo dopo la pandemia. Quasi la metà degli intervistati (il 46%) sono inglesi, il 27% proviene dai diversi Paesi europei, il 17% dagli USA e il 10% dal resto del mondo.

Il report rileva che il sentiment ottimistico è cresciuto sensibilmente rispetto al 2020. Più di tre quarti degli intervistati al livello globale ha dichiarato infatti di essere moderatamente (il 45%) o molto più ottimista (il 31%) sul futuro del settore immobiliare rispetto all’inizio della pandemia nel marzo 2020.