NEET chi sono

NEEt è l’acronimo di Not in Education, Employment or Training, utilizzato per indicare i giovani di età compresa tra i 15 e 34 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione. Si tratta, come evidente, di una grave problema sociale e culturale che influisce, in negativo, sulla crescita e lo sviluppo di un Paese. L’Italia, da questo punto di vista non è messa affatto bene, visto e considerato che ben 1 ragazzo su 4 in quella fascia d’età è un NEET (25,1%). Analizziamo dunque lo scenario italiano in relazione a quello europeo, cercando di capire l’impatto che questo fenomeno potrà avere sull’economia del Paese.

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NEET, chi sono

Secondo quanto riportato da Eurostat, in Italia ci sarebbero oltre 3 milioni di NEET (25,1% del totale della fascia d’età compresa) divisi in 1 milioni di disoccupati (che cercano comunque lavoro) e 2 milioni di inattivi (che non cercano più lavoro). È il dato peggiore dell’intera Unione Europea, con un netto distacco percentuale dalla seconda in classifica, la Grecia al 21%. Estendendo l’analisi al di fuori dell’Unione, l’Italia perde il suo triste primato e si ferma alla quarta posizione dopo Turchia (33,6%), Montenegro (28,6%) e Macedonia (27,6%).

All’interno del drammatico dato italiano generale, ce ne sono anche altri interni che non possono certo rassicurare. Iniziamo col dire che dei 3.047.000 NEET in Italia, ben 1,7 milioni sono donne (1 terzo del dato europeo). Ci sono poi le profonde disparità tra Nord e Sud d’Italia, con la maggior parte dei NEET che si collocano geograficamente nel Meridione. La zona centro-settentrionale, in realtà, è in linea o al di sotto della media europea (15%), ma l’area del mezzogiorno (29%) inasprisce nettamente il dato nazionale. La situazione più critica si registra in Sicilia dove il numero di NEET tra i 15 e i 24 anni è pari al 30,3%, in Calabria (28,4%) e in Campania (27,3%).

Appare evidente che ci sia un Paese, l’Italia, che continua a viaggiare due diverse velocità tra Nord e Sud e che esclude ancora in maniera netta le donne dal mercato del lavoro e della formazione. Il dato – 1 ragazzo su 4 in Italia è un NEET – preoccupa il Paese soprattutto in ottica futura in quanto potrebbe portare ad un aumento dei disoccupati e ad una carenza di capacità specifiche per chi cerca lavoro.