NBA: come una lega professionistica può diventare un brand

Sono ormai tre decenni che la NBA rappresenta il modello da seguire per tutte le leghe sportive professionistiche. La National Basketball Association è stata la prima associazione sportiva a comprendere l’importanza di fare del suo nome un brand, capendo in anticipo quanto la globalizzazione avrebbe cambiato per sempre lo sport mondiale. Da allora, la Lega statunitense ha sempre ricercato in modo spasmodico la conquista di nuovi mercati al fine di vendere il proprio “prodotto” al miglior offerente e, a quanto pare, è riuscita perfettamente nel proprio intento.

L’NBA degli anni ‘90: la nascita di un mito

La National Basketball Association ha iniziato il suo periodo d’oro a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quando l’allora commissioner David Stern ebbe la visione che cambiò per sempre lo sport mondiale: sfruttare la popolarità di Michael Jordan e di quei Chicago Bulls per fare della NBA un vero e proprio brand globale. Stern fu il primo a comprendere l’importanza dei mercati europei e asiatici, contribuendo a trasformare il campionato di basket statunitense nel campionato mondiale di basket permanente. L’apertura a giocatori africani, asiatici ed europei, in uno con una massiccia sponsorizzazione del marchio NBA, permise alla Lega statunitense di rivoluzionare per sempre lo sport e di diventare il primo fenomeno sportivo globale. Dagli anni ’90 ad oggi, il successo della Lega è cresciuto in modo inesorabile anche grazie all’avvicendamento al vertice di campioni del calibro di Michael Jordan, Shaquille O’Neal e Kobe Bryant che hanno contribuito alla crescita del mito NBA e, tra questi, uno dei più importanti è stato sicuramente LeBron James. Il fenomeno di Akron, Ohio, considerato da molti degli addetti ai lavori uno dei cestisti più forti di sempre, domina le Lega da ormai un decennio e dopo aver vinto nella sua Cleveland, con i suoi Los Angeles Lakers è secondo le quote sul basket il favorito assoluto per le stagioni a venire.

L’importanza dei Chicago Bulls e di Jordan nell’esplosione del fenomeno NBA

Come tutti gli appassionati di basket sicuramente sapranno, nella nascita del mito NBA hanno giocato un ruolo decisivo i Chicago Bulls di Michael Jordan. Negli anni ’90, Chicago si trasformò da “città del vento” in “città dei Bulls” e a beneficiare di quei risultati straordinari fu l’intera Lega. Quella squadra, da tutti considerata una delle più forti che abbiano mai calcato un campo di basket, rivoluzionò per sempre l’universo delle manifestazioni sportive, non solo per gli straordinari risultati ottenuti sul parquet. I sei titoli NBA conquistati dai Bulls nell’arco di poco meno di un decennio permisero alla NBA allora guidata da Stern di “mitizzare” quella squadra e di conseguenza il proprio marchio, con risultati eccezionali sia in termini di vendita di diritti televisivi che in termini di merchandising in senso stretto. 

Con un indotto stimato intorno ai 7 miliardi di dollari ma che, realisticamente, è decisamente superiore, la NBA rappresenta ancora oggi un esempio per tutte le leghe professionistiche sportive. Nel corso degli anni, sia la Premier League sia la F1 hanno tentato di “copiare”, e con successo, il modello statunitense, ma la sensazione è che ancora oggi il lavoro da fare per entrambe sia ancora tanto.