Natale caldo per i consumi.Caccia al brand in promozione

Che Natale si profila, dal punto di vista dei consumi? I segnali sono positivi. E arrivano da più parti. Potrebbe essere un periodo di riscossa sul fronte delle vendite al dettaglio, in Italia. Un “riaggancio” ai migliori trend europei. Lo prevede uno studio molto autorevole che annualmente McKinsey & Co – la società americana numero uno mondiale nella consulenza strategica – pubblica nella seconda metà dell’anno e che è stato ripreso sul suo sito istituzionale da Cofidis, il gruppo francese leader nel credito al consumo:  Cofidis punta infatti ad essere un generatore di valori e un facilitatore di business anche attraverso l’approfondimento dei temi più rilevanti del mondo del commercio.

Ebbene, secondo gli insight che provengono dalla Global Sentiment Survey 2017 di McKinsey, appare evidente il fatto che i Consumatori siano in generale finalmente meno preoccupati dello stato di salute delle loro condizioni economiche che appaiono più rosee di qualche tempo fa, pur rimanendo attenti ai prezzi per non “abbandonarsi” ad eventuali sprechi.

L’attenta analisi effettuata da McKinsey per elaborare il suo “consumer confidence index” (indice della fiducia del consumatore), ha stabilito che – seppur con le debite differenze – anche il consumatore Italiano sta riprendendo quella fiducia che ha latitato negli ultimi 8-9 anni, ossia da quando la crisi provocata dalla bolla finanziaria a stelle e strisce, ha condizionato via via tutta l’economia mondiale. I maggiori incrementi nella fiducia dei consumatori si sono manifestati nel Regno Unito, in Germania e appunto in Italia, ma mediamente in tutti i 25 Paesi in cui è condotto il Global Survey Sentiment: più o meno ovunque è infatti calato il numero dei consumatori che dichiarano di attendere altre riconferme prima di decidersi a tornare a fare compere perché ancora incerti sull’economia traballante.

Il ricorso al credito al consumo nei primi sei mesi del 2017 è aumentato complessivamente del 10,7% in valore e dell’8,9% 

In Italia si riscontra una particolarità: continua ad essere manifestata una particolare attenzione nello sfruttare ogni possibilità di risparmio che sia offerta dal mercato. Per McKinsey & Co, infatti, il consumatore italiano sta riguadagnando la fiducia proprio per una minor preoccupazione a proposito della sua “sicurezza finanziaria“: ma appare particolarmente attento agli sconti che vedono sempre più spesso interessati anche prodotti di marca. Questo anche grazie al fatto che il divario dei prezzi tra un prodotto di marca in promozione e un prodotto di seconda fascia, si è ridotto e a volte anche annullato del tutto. Effetto, questo, probabilmente dovuto al massiccio potere di acquisto della Grande distribuzione organizzata, che ha sempre maggior influenza nei confronti dei produttori da essa commercializzati, dai quali riesce a ottenere di più. Quindi, scegliendo con oculatezza, allo stesso prezzo si può acquisatare un prodotto di marca anziché uno di seconda fascia.

Quale conseguenza pratica può trarre un dettaglianti da quest’analisi? Una, senza dubbio: che, al fine di intercettare il maggior numero di consumatori nuovamente “fiduciosi”, tutte le condizioni di vendita, relative al prezzo ma anche alle modalità di pagamento (e qui un ruolo importante lo gioca proprio il credito al consumo), possono e devono fare la differenza. I dati rilevati da Assofin – l’associazione fra gli operatori del credito al consumo – confermano decisamente la ricerca di McKinsey (vedere tabella in questa stessa pagina. Il ricorso al credito al consumo nei primi sei mesi del 2017 è aumentato complessivamente del 10,7% in valore e dell’8,9% per numero di operazioni finanziarie. Sono le cifre di una ripresa, ed anche di una ripresa molto vivace.