Emma

In un contesto globale in cui l’intelligenza artificiale sta ridefinendo economia, informazione e lavoro, nasce “Emma” (emma.egomnia.com), una nuova famiglia di Large Language Models italiani sviluppata con l’obiettivo di contribuire alla sovranità tecnologica nazionale ed europea.

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Il progetto è promosso da Matteo Achilli, fondatore di Egomnia, e rappresenta una presa di posizione chiara: costruire un’infrastruttura AI autonoma e coerente con i valori, il contesto culturale e le esigenze industriali italiane.

Egomnia S.p.A. è una PMI innovativa quotata alla Borsa di Milano che, a partire dal 2025, ha avviato lo sviluppo di agenti di intelligenza artificiale per i propri clienti, basati su tecnologie proprietarie di orchestrazione multi-modello. L’integrazione e la creazione di Modelli AI proprietari rappresentano, a livello di strategia aziendale, un importante fattore di differenziazione sul mercato, generando valore aggiunto per i clienti e contribuendo in modo significativo al miglioramento delle marginalità aziendali.

“Crediamo che l’intelligenza artificiale non sia soltanto una tecnologia – spiega Achilli – ma un’infrastruttura critica per il futuro economico, culturale e democratico di una nazione. In questo contesto, le PMI dei Paesi non anglofoni hanno oggi l’opportunità di sviluppare soluzioni di AI proprietarie non necessariamente per competere frontalmente con i grandi player globali, ma per conquistare quote di mercato in tutti quei processi e servizi enterprise dove la personalizzazione, la sicurezza del dato, la conoscenza del contesto locale e l’efficienza contano più dell’accesso ai modelli più avanzati disponibili sul mercato. In un settore che oggi vede la concentrazione di competenze, infrastrutture e capacità di investimento nelle mani di un numero ristretto di attori globali, favorire la diffusione di un ecosistema nazionale di AI distribuito e specializzato rappresenta non solo un’opportunità economica, ma anche un elemento di resilienza, pluralismo e sovranità tecnologica.”

La famiglia di modelli “Emma” nasce infatti dalla convinzione che i sistemi linguistici destinati a plasmare conoscenza, produttività e accesso alle informazioni non possano dipendere esclusivamente da pochi attori stranieri e da logiche non sempre allineate con le priorità europee.
“Emma” non vuole essere soltanto un nuovo modello AI, ma l’avvio di una visione industriale di lungo periodo: rilanciare un ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale capace di generare innovazione, indipendenza tecnologica e valore per imprese, istituzioni e cittadini.

“Questa non è solo innovazione tecnologica.
È una scelta di indipendenza.
È una visione industriale.
È il nostro contributo.”

I Large Language Models della famiglia “Emma” sono progettati e addestrati in italiano, per gli italiani.
Una scelta tecnologica precisa che consente di sviluppare modelli altamente efficienti, verticali e ottimizzati sul contesto linguistico, culturale e operativo del nostro Paese.

A differenza dei grandi modelli generalisti multilingua, “Emma” nasce con un approccio monolingua specializzato: questo permette di ridurre drasticamente la complessità computazionale, mantenendo elevate capacità di comprensione, ragionamento e generazione del linguaggio. Il risultato sono modelli estremamente funzionali e leggeri, con versioni capaci di funzionare persino su un normale computer, senza necessità di infrastrutture massive o costosi data center.

“Emma” rappresenta così un nuovo paradigma: un’intelligenza artificiale non necessariamente più grande, ma più focalizzata, sostenibile e utile per il contesto italiano. Il nome del progetto è dedicato alla figlia del fondatore, Emma, simbolo di una tecnologia pensata per il futuro delle nuove generazioni.