Mutui tasso variabile convenienza

Le politiche restrittive delle banche centrali (Fed e Bce in primis) spingono al rialzo i tassi dei finanziamenti e dei mutui, che rimangono, però, convenienti rispetto alle medie storiche. Lo dicono i dati dell’ Osservatorio Finanziamenti di PrestitiOnline.it relativi al mese di giugno.

Emerge, infatti, che il Taeg medio da inizio 2022 si attesta al 6,70%, sei punti base in più rispetto allo scorso anno.  Si tratta di un rialzo marginale se confrontato con l’impennata dell’inflazione e tenuto conto della fine dell’era dei tassi zero da parte della Bce. Solo nel 2020 la media era del 6,85% e due anni prima del 7,11%. Resta poi la possibilità di ottenere risparmi – anche consistenti – comparando le diverse offerte presenti sul mercato. La migliore offerta di prestiti personali su PrestitiOnline.it prevede un tasso del 5,70%. Questi livelli, combinati con un ciclo economico che resta espansivo, creano uno scenario positivo per il settore dei finanziamenti e dei mutui.

Una situazione favorevole alla cessione del quinto a basso prezzo

La cessione del quinto, che in questo frangente è agevolata, rimane la migliore soluzione per i dipendenti privati, perché ha un Taeg del 4,32%, mentre per i dipendenti pubblici si scende al 3,05%, con i pensionati a metà strada (3,63%).

Se si confrontano questi valori con l’ultima rilevazione di Banca d’Italia, relativa al primo trimestre 2022, emerge con forza la convenienza del canale online: il tasso medio di mercato per la cessione del quinto è il 6,96% (nell’ultimo trimestre del 2021 era 7,02%), mentre per i prestiti personali è il 9,53% (nell’ultimo trimestre del 2021 era 9,22%).

Prestiti e mutui: la liquidità è ancora la più richiesta

Come sempre, la liquidità è la finalità di prestito più gettonata, in quanto consente di utilizzare il denaro ottenuto senza vincoli di destinazione. Nel secondo trimestre di quest’anno ha riguardato il 28% di tutte le richieste di prestiti. Seguono a distanza i finanziamenti per acquistare un’auto usata (16,4% del mix) e quelli per la ristrutturazione (14,2%), con il consolidamento debiti ai piedi del podio (14% del mix). Con quote più limitate seguono arredamento, spese mediche e auto nuova o chilometro zero.

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In vacanza si va anche con i finanziamenti

Anche a causa della stagione si è registrato un incremento del 71% rispetto al primo trimestre dell’anno delle richieste di prestiti per andare in vacanza,  con un forte traino dalle regioni settentrionali. Nella maggior parte dei casi si tratta di prestiti di breve durata (56,4% sotto i tre anni) e per piccoli importi (tre richieste su quattro non raggiungono i 5mila euro), con la fascia d’età più rappresentata che è quella sotto i 35 anni (47,3% del mix). Da segnalare anche la consistente richiesta di finanziamenti per la moto (+26%), in questo caso con un numero rilevante di richieste nel Mezzogiorno.

Prevalenza di durate brevi e tagli piccoli

Se si guarda all’ammontare delle erogazioni, emerge chiaramente una prevalenza per le durate brevi: quelle sotto i due anni crescono del 42% rispetto al primo trimestre, arrivando a valere il 21,8% del totale. Anche se la fascia più gettonata si conferma quella intorno ai cinque anni (intermedia, considerato che l’analisi arriva a considerare come vertice alto i prestiti con durata superiore agli otto anni), che assorbe il 22,4% del totale.

A livello di importi, prevalgono i piccoli tagli: +29% quelli sotto i 5mila euro, a raggiungere il 39% di tutte le erogazioni. Un dato che potrebbe indicare una maggiore prudenza delle famiglie italiane rispetto a inizio anno per il complicarsi del quadro economico e sociale a fronte dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e del protrarsi di uno scenario di inflazione elevata.

Tendenze che trovano conferma nell’ambito della cessione del quinto, con il 59,1% del mix sotto i dieci anni e gli importi medi richiesti che scendono da 20787 a 19915. In generale il quadro che emerge è quello di un settore in salute, con banche e finanziarie che mantengono i criteri di erogazione su livelli convenienti e le famiglie italiane che conservano un sostanziale ottimismo in merito al proprio futuro.