Mutui tasso variabile convenienza

La Banca centrale europea ha, come noto, alzato i tassi d’interesse dopo più di 10 anni nel tentativo di rispondere alla forte inflazione che sta contraddistinguendo l’eurozona in questa fase. La notizia ha riacceso il classico dilemma che si pongono le persone quando devono ricevere un mutuo: meglio il tasso fisso o il tasso variabile? Malgrado la crescita dei tassi, in questa fase potrebbe essere ancora conveniente la rata mutevole del mutuo, ma le cose potrebbero presto cambiare. Vediamo più nel dettaglio le differenti situazioni.

La convenienza dei mutui a tasso variabile

Con l’aumento dei tassi di 50 centesimi da parte della Bce, l’Euribor – parametro di riferimento dei mutui a tasso variabile – ha registrato nell’ultimo mese una salita di 25 centesimi per quanto riguarda il parametro a un mese e di 45 centesimi per il trimestrale. L’Eurirs – parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso – invece nelle ultime settimane è sceso di oltre mezzo punto.

Proviamo allora a riportare un esempio sui parametri attuali presentato dal Corriere della Sera. Nel caso di un mutuo di 150mila euro per l’acquisto di una casa dal valore di 200mila, il tasso fisso a 20 anni ha un costo medio del 3,10%, il che vuol dire una rata da 839,43 euro, mentre l’indicizzato è allo 0,97% con una rata iniziale di 687,84 euro. C’è dunque una differenza non trascurabile di 152 euro. Nel caso di mutuo a 30 anni, i fissi sono al 3,08% con rata a 638,90 euro, a fronte degli indicizzati che hanno un tasso medio all’1,08 e rata iniziale a 487,99.

Il vantaggio attuale resta dunque sui mutui a tasso variabile, anche se resta tuttavia il rischio rappresentato dall’aumento ulteriore del costo del denaro. Andrà a tal proposito costruito un piano di ammortamento del mutuo che presenti le rate, il capitale residuo sul quale si calcola la rata, l’ importo della rata e sua suddivisione tra quota capitale e quota interessi ed, infine, la cifra da restituire una volta pagata la rata. In seguito, per comprendere quanto inciderebbe sulla rata un aumento del costo del denaro, sarà necessario moltiplicare il debito residuo per il tasso ipotizzato e aggiungere la quota capitale.