Mutui 2022 sale tasso fisso

L’Istat e Bankitalia hanno pubblicato i dati relativi al quadro economico italiano in relazione al difficile ed incerto scenario internazionale, con l’inflazione in Europa a livelli record – 7,5% ad aprile -, i mercati in fase di correzione e volatilità e quasi tutti i Paesi che rallentano la propria crescita. Uno dei dati più netti che emergono dall’indagine condotta è quello relativo al tasso fisso sui mutui che supera il 2%, il che vuol dire che la guerra in Ucraina sta inasprendo le condizioni finanziarie prima ancora che la Bce si sia mossa per alzare i tassi.

Mutui 2022: sale il tasso fisso

Il rialzo medio dei tassi sui mutui nell’eurozona è stato, secondo quanto rivelato dalla Bce, dell’1,47% a marzo, ovvero l’aumento più forte su base mensile dal 2011. In Italia a marzo 2022 il tasso era al 2,01%, in crescita netta rispetto a febbraio 2022 quando si era fermato all’1,85%, già dato più alto dall’agosto del 2019.

Uno scenario tutt’altro che rassicurante, innescato in buona parte dall’invasione russa, ma consequenziale anche agli anni della pandemia e incentivato dal rallentamento globale del commercio causato dai lockdown, più recenti, in Cina. Secondo quanto riportato da Fitch, ora una ruolo fondamentale per l’economia europea dovrà essere rappresentato dalla Bce, chiamata a riportare al centro la barra della politica monetaria per evitare un ulteriore impennata dell’inflazione. Sempre per l’agenzia di rating ci sarebbero da attendere entro la fine del 2022 ben “due rialzi dei tassi da 25 punti base ciascuno sia per il tasso sui depositi (ora a -0,5%) che per quello principale (ora a zero)”.

“L’incertezza sull’evoluzione dell’economia italiana rimane elevata”, dice l’Istat che sottolinea anche che, dopo calo dello 0,2% del Pil a gennaio-marzo rispetto ai tre mesi precedenti, a marzo 2022 si sia registrata “una stabilizzazione della produzione industriale che ha segnato nel primo trimestre un calo congiunturale dello 0,9%, anche se il dato fa seguito a un rimbalzo a febbraio (+4,0%) dopo la caduta di gennaio (-3,4%) e dicembre (-1%), e Confindustria stimava la scora settimana, per il mese di aprile, un -2,5%”.