Tim Starlink
Elon Musk

Il patron di Tesla e Twitter (ora diventata X) Elon Musk ha confermato che il suo combattimento con il numero uno di Meta Mark Zuckerberg si farà a Roma in una location “epica”. Lo ha scritto lo stesso Musk su Twitter in un thread. “Il combattimento sarà gestito dalle fondazioni mia e di Zuck. lo streaming avverrà su questa piattaforma e su Meta. Tutto ciò che verrà inquadrato sarà antica Roma, nulla di moderno. Ho parlato con la premier dell’Italia e il ministro della Cultura. Sono d’accordo su una location epica. Tutto verrà fatto nel rispetto del passato e del presente dell’Italia. E i proventi andranno ai veterani”, scrive Musk, aggiungendo “Gladiatore” e una frase in latino “Dulce est desipere in loco” (E’ dolce perdersi in un luogo).

Aggiunge una nota del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “Ho avuto una lunga e amichevole conversazione con Elon Musk, abbiamo parlato della comune passione per la storia dell’antica Roma. Stiamo ragionando su come  organizzare un grande evento benefico e di evocazione storica, nel rispetto e nella piena tutela dei luoghi. Non si terrà a Roma. Ma soprattutto è previsto che un’ingente somma, molti milioni di euro, sia devoluta a due importanti ospedali pediatrici italiani per il potenziamento delle strutture e la ricerca scientifica per combattere le malattie che colpiscono i bambini”. “Sarà anche l’occasione per promuovere su scala planetaria la nostra storia e il nostro patrimonio archeologico, artistico e culturale”, ha aggiunto.

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Volgare, stupida, pacchiana, diseducativa, delirante… quale altro aggettivo possiamo scegliere per definire questa gigantesca idiozia pubblicitaria della sfida di lotta libera tra Elon Musk e Mark Zuckerberg?

Un altro aggettivo forse sì: istruttivo. Un evento molto istruttivo di quanto possa essere siderale la distanza tra il successo e l’essere umano.

Certo, questi due sono due personaggi di successo. Grandissimo successo. Ma non sono essere umani. Se essere umano significa persona vera, che cerca di fare cose vere, orientata alla ricerca della verità, del bene, del progresso, proprio no. Sono finti. E fanno cose finte. Finte amicizie, finte opinioni, finte notizie, finti dibattiti. Tutto finto. Come la loro lotta libera. Finta.

Vedremo se si farà, la sfida; vedremo con quali condimenti buonisti e melensi i due la cospargeranno – sempre se le faranno! – vedremo a chi devolveranno il ricavato, a quali opere pie che farebbero prima a finanziare (e molto di più) direttamente destinandogli anche solo il 10% dei loro vomitevoli stratosferici guadagni.

Ma una cosa è sicura: è una trovata da prima media di ragazzini poco studiosi, per fare pubblicità a due miti inquietanti del nostro tempo, due “ego” mostruosi, roba che a paragone Putin è un frate francescano, due campioni della selezione inversa dei nostri tempi virtuali, che premia il peggio e non il meglio, gli esibizionisti e non i sostanzialisti, i prevaricatori e non i conciliatori, i violenti ideologici (quantomeno) e non i pacifisti, gli ignoranti e non gli istruiti. Due non-inventori, due non-geni, due semplici, voraci macinatori di utili immeritati. Due tubi digerenti di denaro.

Zuckerberg, che ha costruito il suo successo su un plagio, il plagio dell’idea dei gemelli Winkelvoss, dei quali dovette comprare la non-belligeranza strapandoli.

Musk, che ha fatto i primi soldi veri lavorando sull’idea di un socio, con Paypall; e poi ha avuto la furbizia di costruire il successo di Tesla sul traffico dei certificati bianchi, cavalcando per interesse la moda del green senza mai davvero sposarla come pure avrebbe avuto tutte le risorse per fare, ossia avvalendosi di un sussidio pubblico, per poi diventare un grande fornitore di un altro soggetto pubblico, la Nasa.

Facebook e Instagram, i due social più potenti del pianeta, posseduti da Zuck, imbonitori di idee polarizzate e/o banali nel solo ossequio al maggior traffico possibile nel minor tempo possibile.

Twitter, appena stuprato con l’abolizione del marchio decisa dal suo nuovo padrone Musk, sventolato come un social libero ma che di libero per ora sembra avere solo la caduta.

Cos’hanno di meritevole di interessante di saggio di ammirevole di imitabile, questi due, salvo i loro soldi, scandalosamente troppi?

E’ sperabile che almeno se le diano sul serio e di santa ragione? Ovviamente no. Non si hanno dettagli su questa sfida di lotta libera, da gladiatori. Fa parte del giochetto, tirare in lungo la curiosità per farla crescere. Ma abbiamo una notizia in esclusiva. Sappiamo cosa la sfida sarà, lo sappiamo già, per certo. Sarà una grandissima scemenza.

E’ la logica del wrestling elevata a dimensione planetaria dall’idiozia collettiva impostaci da questo oligopolio di oligofrenici americani attraverso la Rete.

Pazienza, però: passerà anche questa. (s.l)